Il Tirreno

IL DOPO GELMINI

Scuola, pochi bidellie per la sicurezza arrivano i volontari

Molti bambini a scuola e personale Ata spesso insufficiente
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Molti bambini a scuola e personale Ata spesso insufficiente

Un anno e mezzo dall'emanazione del decreto Gelmini sulla scuola. Quali le principali conseguenze? Risponde il dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo, Daniela Toninelli: «Il problema principale - spiega - in seguito ai tagli finanziari che il decreto ha determinato, è stato l'insufficienza del personale Ata

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SAN VINCENZO. Un anno e mezzo dall'emanazione del decreto Gelmini sulla scuola. Quali le principali conseguenze? Risponde il dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo, Daniela Toninelli: «Il problema principale - spiega - in seguito ai tagli finanziari che il decreto ha determinato, è stato l'insufficienza del personale Ata. Ad esempio, l'edificio della media, su 3 piani, vede spesso la presenza di una sola persona ed è solo grazie ad una ex custode, andata in pensione ad agosto e che ci dà una mano, che la scuola riesce a fornire il servizio completo, soprattutto di sicurezza, necessario per una struttura scolastica».

«Il servizio reso in più - sottolinea Toninelli - è di natura del tutto volontaria».

Altro problema che affligge la scuola è la possibilità di portare avanti tutti quei corsi per adulti, corsi d'informatica e corsi per immigrati che vengono svolti nel pomeriggio. «Nonché il sacrificio per i bambini portatori di handicap - ricorda - che hanno sempre meno ore da trascorrere con gli insegnanti di sostegno».

«I disagi che riguardano il bilancio - spiega ancora la preside - sono numerosi: il fondo per il finanziamento delle supplenze temporanee è già finito, così le eventuali assenze sono coperte dagli insegnanti stessi, anche se non vi è chiarezza da chi, quando e se tali ore supplementari verranno pagate».

«La scuola è oltretutto in credito verso il ministero della pubblica istruzione per quanto riguarda il reintegro dei soldi spesi per le supplenze 2006 e mai rientrati» specifica.

I costi sono molti e il dirigente scolastico ci tiene a ricordare che «il funzionamento della scuola è garantito anche dai contributi dell'amministrazione comunale, la quale si accolla anche gli oneri di Internet e della rete telefonica».

Nonostante tutti questi disagi presenti, ciò che preoccupa maggiormente la preside è l'impatto della seconda fase di tagli in previsione per il prossimo anno. «Questi infatti potrebbero portare ad un'ulteriore riduzione del personale Ata e ad una diminuzione del personale della segreteria - dice ancora - con conseguenti rischi di sicurezza da una parte e di efficienza dall'altra».

Spesso le direttive imposte dal Ministero sono poco chiare o incomplete. La preside porta l'esempio dell'educazione fisica: «In una provincia di ogni regione (in Toscana, Lucca) - afferma - il ministero della pubblica istruzione in collaborazione con il Coni porterà avanti un progetto di intensificazione dell'educazione fisica nelle scuole primarie, affiancando al consueto insegnante di educazione fisica un laureato in scienze motorie e con esperienza di docenza in vari ambiti. Tale progetto - aggiunge - sarà nei prossimi anni allargato a tutte le altre province, ma le difficoltà finanziarie, oltre a rendere difficile l'attuazione di tale servizio, potrebbero andare a colpire tutte le attività connesse all'educazione fisica, quali ad esempio i gruppi sportivi svolti nel pomeriggio o limitare la partecipazione degli alunni ai giochi della gioventù». Per la scuola pubblica, già in difficoltà per tagli economici consistenti, il futuro si presenta pieno di difficoltà e di grandi incognite.

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