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sanità

Mesi per fare un visita,l'Asl riorganizza le prestazioni ospedaliere

Valentina Landucci
L’ospedale di Portoferraio
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L’ospedale di Portoferraio

La parola d'ordine è riorganizzazione. Sia sul fronte dei servizi territoriali che su quello delle prestazioni ospedaliere. Con un unico obiettivo: superare i limiti che fino ad oggi hanno caratterizzato la sanità elbana. E il punto di partenza è uno dei temi più sofferti per i cittadini dell'isola d'Elba: la lunghezza dei tempi d'attesa per le visite specialistiche

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PORTOFERRAIO. La parola d'ordine è riorganizzazione. Sia sul fronte dei servizi territoriali che su quello delle prestazioni ospedaliere. Con un unico obiettivo: superare i limiti che fino ad oggi hanno caratterizzato la sanità elbana. E il punto di partenza è uno dei temi più sofferti per i cittadini dell'isola d'Elba: la lunghezza dei tempi d'attesa per le visite specialistiche.

In particolare quelle legate all'oculistica e agli interventi per la cataratta.

Ma non sono le uniche. Ci vogliono 80 giorni per fare un ecocolordoppler vascolare, 70 giorni per una mammografia. Per una colonscopia 55 giorni. Le difficoltà maggiori per una visita presso l'ospedale sono la diagnostica della medicina come un eco-cardiogramma, eco-doppler arterioso. Superano anche i limiti regionali l'holter pressorio e cardiologico. Nei parametri è la visita neurologica. Difficoltà per una visita alla tiroide. Da qualche giorno è stata bloccata l'agenda perchè il primo appuntamento è previsto per luglio. L'Asl di Livorno ha incontrato i sindaci elbani per cominciare a mettere nero su bianco le strategie.

Il prossimo appuntamento è in programma per il 24 febbraio, quando il piano dell'azienda sanitaria sarà messo ai voti.

Non si tratta del così detto Progetto Elba, ma di una pianificazione in seno all'azienda destinata, almeno in parte, a rivoluzionare il sistema attuale.

Le liste d'attesa. Intanto occorre dare una sforbiciata alle liste di attesa per le visite specialistiche. «Partiremo da una delle criticità del sistema elbano - spiega la direttrice generale dell'Asl, Monica Calamai - ovvero la cataratta e in generale le visite per l'oculistica che saranno incrementate già a partire da marzo». Nello stesso tempo verrà sperimentato un sistema di prenotazioni per le visite urgenti "h72". «In pratica - spiega Calamai - per le visite specialistiche più richieste, come ad esempio l'eco-cuore ma anche l'endoscopia per fare qualche esempio, oltre ad aumentare del 20% l'offerta, andremo a creare delle finestre di disponibilità, per i pazienti per i quali sussiste una maggiore urgenza, nell'arco delle 72 ore successive alla richiesta di visita del medico di medicina generale». Calamai, inoltre, punta a una migliore integrazione tra il sistema elbano e quello del continente «essenziale - spiega - perché l'intero servizio funzioni a dovere».

In ospedale. Le altre novità riguardano i servizi all'interno dell'ospedale. Tra settembre e ottobre troveranno spazio, accanto ai reparti, due nuove realtà: l'ospedale di comunità e l'hospice (almeno 10 posti letto) riservati a pazienti anziani, malati cronici, affetti da sla e pazienti oncologici. «Si tratta di servizi territoriali - spiega calamai - inseriti all'interno della struttura ospedaliera ma gestiti separatamente. Una soluzione che comporterà la modifica dell'originario progetto per il distretto sanitario nell'area degli ex macelli a Portoferraio che, in ogni caso, siamo intenzionati a realizzare». Una scelta che si lega anche all'alta percentuale di popolazione ultrasettantacinquenne sull'isola «che per vari motivi - osserva la direttrice - non può avere adeguata assistenza sanitaria a casa». Ma che va di pari passo con un potenziamento dell'assistenza domicialiare e sul fronte delle cure palliative «da realizzare - aggiunge Calamai - entro l'anno».

Le prospettive. Sui progetti c'è un'ampia convergenza da parte dei primi cittadini elbani che l'Asl intende coinvolgere non solo attraverso la conferenza dei sindaci. «Stiamo pensando a un gruppo di lavoro misto - spiega Calamai - che coinvolga tecnici dei Comuni e dell'azienda sanitaria per progettare insieme i servizi necessari per il territorio». Un ragionamento a cui si affianca il dibattito, appena cominciato, sulla possibilità di creare all'Elba la società della salute, che del resto già è in funzione negli altri distretti della provincia di Livorno. «Ne ho parlato con il presidente Segnini - conclude la direttrice - e non ho trovato una chiusura. E' un ragionamento appena cominciato e aperto rispetto al quale dobbiamo capire se c'è un interesse generale e come procedere, anche in relazione a una valutazione dei costi e delle risorse umane necessarie».

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di Redazione web