Il dolore
tradimento su internet
Il divorzio corre su facebook
Francesca Gori
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La pagina principale del social network facebookIl giro del faro di piazza Bovio a Piombino lo chiamano "il giro dei becchi". Perché, si racconta, i mariti e le mogli che sospettavano di essere traditi, facevano il giro della piazza per trovare gli adulteri in flagrante. Oggi il giro dei becchi si è spostato su facebook. E dall'avvocato, la prova delle corna, è diventata la stampa della bacheca del socialnetwork
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PIOMBINO. Il giro del faro di piazza Bovio a Piombino lo chiamano "il giro dei becchi". Perché, si racconta, i mariti e le mogli che sospettavano di essere traditi, facevano il giro della piazza per trovare gli adulteri in flagrante. Oggi il giro dei becchi si è spostato su facebook. E dall'avvocato, la prova delle corna, è diventata la stampa della bacheca del socialnetwork.
Perché capita, sempre più spesso, che le relazioni extraconiugali si intreccino sulle pagine di facebook. E che, nella lista degli amici che ognuno aggiunge, ci finiscano mariti e mogli ma anche amanti. E basta a volte un semplice saluto, un video, o una battuta per accendere una lampadina nella testa di chi è tradito. E' il caso di una donna che abita in città e che ieri è arrivata dal giudice per firmare la separazione, dopo che aveva scoperto che il marito la tradiva con una donna che vive in Polonia. E che era "amica" dell'uomo, su facebook, esattamente come lei. Che si è accorta della tresca a partire proprio dalla presenza di quella donna nella lista degli amici del marito e da un augurio di buon compleanno scritto sulla bacheca dell'uomo. E poi c'erano le connessioni ad internet in piena notte, per utilizzare la chat. E parlare indisturbato con la sua amante. «Prima c'erano gli sms inviati col cellulare a scoprire gli altarini - dice l'avvocato Carlo Catozzi, che si è occupato di questa separazione - ora invece con le nuove tecnologie è diventato tutto più semplice. Avere la moglie e l'amante sulla stessa pagina web è come averle nella stessa stanza». Prima o poi la pentola resta senza coperchio. E i legali piombinesi hanno dovuto imparare a star dietro anche alle moderne tecnologie. Ad utilizzare facebook, per capire se di corna si tratta o se le presunte o i presunti traditi stanno prendendo un granchio a secco. «È difficile comunque che tocchi a noi legali andare su internet per capire come stanno le cose - spiega l'avvocato Davide Lera dal suo studio di San Vincenzo - perché spesso quando i clienti vengono nel nostro studio, hanno già la bacheca della moglie o del marito fedifrago stampata. Sono loro che trovano le prove e ce le forniscono». Prove che possono essere prodotte perché comunque pubbliche. Guardare la bacheca di facebook del marito o della moglie, soprattutto quando si è anche nella lista degli amici, non è una violazione della privacy. Anche se quasi mai, almeno a Piombino, l'amante viene scelto tra gli amici di fb. «Con il social network di solito si mantengono i contatti con gli amanti - aggiunge l'avvocato Roberto Napoleoni - si coltivano le relazioni. Ma nessuno dei miei clienti ha scoperto che il marito o la moglie ha incontrato su facebook l'amante».
In tanti studi però, i vecchi metodi, quelli del pedinamento da parte dell'investigatore privato, vanno ancora per la maggiore. «Che facebook possa provocare la fine di un matrimonio è difficile - dicono all'unisono Antonio Marta e Giovanni Marconi - anche se questi strumenti sono molto utilizzati, soprattutto tra i trentenni e i quarantenni». Che quando si separano perché scoprono il tradimento, spesso decidono di ricorrere ad un divorzio per colpa. «Prima accadeva più spesso - dice l'avvocato Alberto Moschini - ma da qualche tempo i nostri clienti cercano di evitarlo. Perché con la crisi economica che c'è in città, il rischio è quello di creare due poveri, anziché uno. E tante coppie, nonostante i problemi coniugali, i tradimenti, e il desiderio di andare ognuno per conto proprio, da un anno e mezzo hanno scelto un'altra strada: quella della separazione in casa». Scegliendo così di condividere lo stesso tetto. Magari, utilizzando due computer differenti.
Perché capita, sempre più spesso, che le relazioni extraconiugali si intreccino sulle pagine di facebook. E che, nella lista degli amici che ognuno aggiunge, ci finiscano mariti e mogli ma anche amanti. E basta a volte un semplice saluto, un video, o una battuta per accendere una lampadina nella testa di chi è tradito. E' il caso di una donna che abita in città e che ieri è arrivata dal giudice per firmare la separazione, dopo che aveva scoperto che il marito la tradiva con una donna che vive in Polonia. E che era "amica" dell'uomo, su facebook, esattamente come lei. Che si è accorta della tresca a partire proprio dalla presenza di quella donna nella lista degli amici del marito e da un augurio di buon compleanno scritto sulla bacheca dell'uomo. E poi c'erano le connessioni ad internet in piena notte, per utilizzare la chat. E parlare indisturbato con la sua amante. «Prima c'erano gli sms inviati col cellulare a scoprire gli altarini - dice l'avvocato Carlo Catozzi, che si è occupato di questa separazione - ora invece con le nuove tecnologie è diventato tutto più semplice. Avere la moglie e l'amante sulla stessa pagina web è come averle nella stessa stanza». Prima o poi la pentola resta senza coperchio. E i legali piombinesi hanno dovuto imparare a star dietro anche alle moderne tecnologie. Ad utilizzare facebook, per capire se di corna si tratta o se le presunte o i presunti traditi stanno prendendo un granchio a secco. «È difficile comunque che tocchi a noi legali andare su internet per capire come stanno le cose - spiega l'avvocato Davide Lera dal suo studio di San Vincenzo - perché spesso quando i clienti vengono nel nostro studio, hanno già la bacheca della moglie o del marito fedifrago stampata. Sono loro che trovano le prove e ce le forniscono». Prove che possono essere prodotte perché comunque pubbliche. Guardare la bacheca di facebook del marito o della moglie, soprattutto quando si è anche nella lista degli amici, non è una violazione della privacy. Anche se quasi mai, almeno a Piombino, l'amante viene scelto tra gli amici di fb. «Con il social network di solito si mantengono i contatti con gli amanti - aggiunge l'avvocato Roberto Napoleoni - si coltivano le relazioni. Ma nessuno dei miei clienti ha scoperto che il marito o la moglie ha incontrato su facebook l'amante».
In tanti studi però, i vecchi metodi, quelli del pedinamento da parte dell'investigatore privato, vanno ancora per la maggiore. «Che facebook possa provocare la fine di un matrimonio è difficile - dicono all'unisono Antonio Marta e Giovanni Marconi - anche se questi strumenti sono molto utilizzati, soprattutto tra i trentenni e i quarantenni». Che quando si separano perché scoprono il tradimento, spesso decidono di ricorrere ad un divorzio per colpa. «Prima accadeva più spesso - dice l'avvocato Alberto Moschini - ma da qualche tempo i nostri clienti cercano di evitarlo. Perché con la crisi economica che c'è in città, il rischio è quello di creare due poveri, anziché uno. E tante coppie, nonostante i problemi coniugali, i tradimenti, e il desiderio di andare ognuno per conto proprio, da un anno e mezzo hanno scelto un'altra strada: quella della separazione in casa». Scegliendo così di condividere lo stesso tetto. Magari, utilizzando due computer differenti.
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