Finanza
allarme bomba
Una bomba alla Lucchini
Francesca Gori
◗
Un’immagine dell’acciaieria LucchiniL’ordigno bellico è stato scoperto in un terreno durante i lavori, transennata l’area. Un ordigno della seconda guerra mondiale. Una bomba aerea, rimasta sepolta sotto metri e metri di terra.
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PIOMBINO. L'allarme bomba è scattato quando gli operai che stavano scavando in un cantiere all'interno della Lucchini si sono imbattuti in qualcosa. Un ordigno della seconda guerra mondiale. Una bomba aerea, rimasta sepolta sotto metri e metri di terra.
Era stata sganciata dagli alleati più di sessant'anni fa. Ma è stata ritrovata soltanto da qualche giorno, quando gli operai che stavano lavorando al cantiere per la costruzione dell'impianto per lo smaltimento scorie, hanno trovato quel cilindro di metallo.
Un metro di lunghezza, 35 centimetri di diametro. In un terreno, lontano dagli impianti e dalle macchine. La bomba aerea, che fu sganciata dagli alleati, è ancora lì. Perché gli artificieri del Genio che hanno fatto un sopralluogo, devono capire come fare a portarla via. Il terreno è transennato, e i lavori per il nuovo impianto sono stati quindi sospesi.
Quando gli operai, con l'escavatore, si sono imbattuti nell'ordigno inglese, sono stati ben attenti a non farlo esplodere. Hanno avvertito subito i carabinieri di Piombino che hanno chiesto l'intervento dei militari del Genio. A Piombino è arrivata subito una squadra del secondo reggimento Genio pontieri di Piacenza che hanno fatto un sopralluogo in tutta l'area. Hanno messo in sicurezza la bomba, l'hanno ricoperta di nuovo ed hanno deciso di transennare tutta l'area.
La segnalazione della presenza dell'ordigno bellico è arrivata subito sul tavolo del prefetto, che tra qualche giorno chiamerà gli esperti e i carabinieri di Piombino per coordinare i lavori per la rimozione della bomba. Una bomba come se ne trovano tante disseminate in tutta Italia. Ma che, nonostante fosse in un terreno lontano dagli impianti dell'acciaieria, ha fatto tremare i polsi ai lavoratori che stavano scavando in quell'area. Lavori che erano cominciati da poco, e che sono stati immediatamente sospesi.
Difficilmente i militari del genio faranno brillare l'ordigno là dove è stato trovato. In quel terreno che ospiterà, una volta liberato dalla bomba e ripresi i lavori, l'impianto per lo smaltimento delle scorie dell'acciaieria. Più probabile che la bomba venga rimossa dal genio pontieri di Piacenza e poi fatta brillare da qualche altra parte.
Lontano dagli impianti di lavorazione della Lucchini. Impianti troppo "sensibili" per sopportare lo scoppio di una bomba lunga un metro e con un diametro di 35 centimetri. La prefettura, tra qualche giorno, incontrerà di nuovo i carabinieri e gli artificieri. E deciderà le modalità della rimozione.
MAZZOLA (PDCI)
Un film che non ci piace
PIOMBINO. Siamo fortemente preoccupati per la possibile vendita delle acciaierie». A sostenerlo è il capogruppo Pdci Michele Mazzola, presidente della commissione speciale anticrisi. «Non si tratta di fare analisi sociologiche più o meno veritiere, ma di rendersi conto che si sta discutendo di lavoro, di lavoratori e di intere famiglie - spiega Mazzola - da sempre siamo convinti che la presenza dell'industria sul territorio vada difesa e rilanciata».
E' l'incertezza sulla vendita di Lucchini a preoccupare il capogruppo Pdci. «Ancora una volta si ripete un film che non ci piace e che non prevede un confronto chiaro con la proprietà e con i possibili acquirenti - spiega - ciò avviene perché siamo legati da una lato a grandi proprietà internazionali e dall'altro alla completa assenza di una politica industriale in grado di arginare questi fenomeni.
Al tavolo del 17 febbraio si deve chiedere al Governo di elaborare una politica industriale e approntare un ruolo forte in un settore strategico un paese, quale è la siderurgia».
La difesa della fabbrica è la priorità dei Comunisti. «Per far questo - conclude Mazzola - è necessario mettere in atto norme che blocchino i licenziamenti, impediscano le delocalizzazioni e diano un ruolo reale agli enti locali».
Era stata sganciata dagli alleati più di sessant'anni fa. Ma è stata ritrovata soltanto da qualche giorno, quando gli operai che stavano lavorando al cantiere per la costruzione dell'impianto per lo smaltimento scorie, hanno trovato quel cilindro di metallo.
Un metro di lunghezza, 35 centimetri di diametro. In un terreno, lontano dagli impianti e dalle macchine. La bomba aerea, che fu sganciata dagli alleati, è ancora lì. Perché gli artificieri del Genio che hanno fatto un sopralluogo, devono capire come fare a portarla via. Il terreno è transennato, e i lavori per il nuovo impianto sono stati quindi sospesi.
Quando gli operai, con l'escavatore, si sono imbattuti nell'ordigno inglese, sono stati ben attenti a non farlo esplodere. Hanno avvertito subito i carabinieri di Piombino che hanno chiesto l'intervento dei militari del Genio. A Piombino è arrivata subito una squadra del secondo reggimento Genio pontieri di Piacenza che hanno fatto un sopralluogo in tutta l'area. Hanno messo in sicurezza la bomba, l'hanno ricoperta di nuovo ed hanno deciso di transennare tutta l'area.
La segnalazione della presenza dell'ordigno bellico è arrivata subito sul tavolo del prefetto, che tra qualche giorno chiamerà gli esperti e i carabinieri di Piombino per coordinare i lavori per la rimozione della bomba. Una bomba come se ne trovano tante disseminate in tutta Italia. Ma che, nonostante fosse in un terreno lontano dagli impianti dell'acciaieria, ha fatto tremare i polsi ai lavoratori che stavano scavando in quell'area. Lavori che erano cominciati da poco, e che sono stati immediatamente sospesi.
Difficilmente i militari del genio faranno brillare l'ordigno là dove è stato trovato. In quel terreno che ospiterà, una volta liberato dalla bomba e ripresi i lavori, l'impianto per lo smaltimento delle scorie dell'acciaieria. Più probabile che la bomba venga rimossa dal genio pontieri di Piacenza e poi fatta brillare da qualche altra parte.
Lontano dagli impianti di lavorazione della Lucchini. Impianti troppo "sensibili" per sopportare lo scoppio di una bomba lunga un metro e con un diametro di 35 centimetri. La prefettura, tra qualche giorno, incontrerà di nuovo i carabinieri e gli artificieri. E deciderà le modalità della rimozione.
MAZZOLA (PDCI)
Un film che non ci piace
PIOMBINO. Siamo fortemente preoccupati per la possibile vendita delle acciaierie». A sostenerlo è il capogruppo Pdci Michele Mazzola, presidente della commissione speciale anticrisi. «Non si tratta di fare analisi sociologiche più o meno veritiere, ma di rendersi conto che si sta discutendo di lavoro, di lavoratori e di intere famiglie - spiega Mazzola - da sempre siamo convinti che la presenza dell'industria sul territorio vada difesa e rilanciata».
E' l'incertezza sulla vendita di Lucchini a preoccupare il capogruppo Pdci. «Ancora una volta si ripete un film che non ci piace e che non prevede un confronto chiaro con la proprietà e con i possibili acquirenti - spiega - ciò avviene perché siamo legati da una lato a grandi proprietà internazionali e dall'altro alla completa assenza di una politica industriale in grado di arginare questi fenomeni.
Al tavolo del 17 febbraio si deve chiedere al Governo di elaborare una politica industriale e approntare un ruolo forte in un settore strategico un paese, quale è la siderurgia».
La difesa della fabbrica è la priorità dei Comunisti. «Per far questo - conclude Mazzola - è necessario mettere in atto norme che blocchino i licenziamenti, impediscano le delocalizzazioni e diano un ruolo reale agli enti locali».
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