Il Tirreno

CARITAS

Aumentano i nuovi poveri, anche i padri separati nell'esercito degli invisibili

Cecilia Cecchi
Aumentano i nuovi poveri, anche i padri separati nell'esercito degli invisibili

Necessarie risorse da destinare ai separati, a chi è in cassa integrazione, agli anziani soli. «Le persone raggiunte dal nostro intervento dal 2008 - assicura il direttore della Caritas - sono single o single di ritorno in presenza di separazioni e divorzi, nella maggior parte dei casi con figli a carico. Oppure famiglie, con uno o più figli, col capofamiglia che ha perso il lavoro per scadenza dei contratti a termine».

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PIOMBINO. Necessarie risorse da destinare ai separati, a chi è in cassa integrazione, agli anziani soli. «Le persone raggiunte dal nostro intervento dal 2008 - assicura il direttore della Caritas - sono single o single di ritorno in presenza di separazioni e divorzi, nella maggior parte dei casi con figli a carico. Oppure famiglie, con uno o più figli, col capofamiglia che ha perso il lavoro per scadenza dei contratti a termine».
«In situazioni di cassa integrazione, anziani soli. Ma anche - aggiunge Ridi - immigrati residenti, magari in situazione di non regolarità. Per quel che riguarda Follonica, ormai da tempo, è segnalata la presenza di alcune persone senza fissa dimora».

Gli insospettabili, improvvisamente, poveri. Sono i genitori separati, soprattutto i padri, che stanno diventando una grossa, drammatica parte dei nuovi "invisibili".
A volte finiscono per trasformarsi in clochard quando, lasciata la casa alla famiglia, non si possono permettere un nuovo alloggio. Centinaia le persone in difficoltà.
I numeri vengono dai centri di distribuzione dei generi alimentari che si trovano a Piombino, Follonica, San Vincenzo, Massa, all'isola d'Elba, Donoratico e Venturina.

Distribuzione alimenti. Secondo il direttore della Caritas Leonello Ridi, 55 anni, che ha "abbandonato" tutte le sue attività per dedicarsi (con stipendio part time dalla diocesi) agli "ultimi": «C'è una povertà diffusa - spiega - che sta crescendo ancora. Da considerare che, dal 1997 al 2007, abbiamo distribuito prodotti alimentari per circa 360mila euro. Garantendo sostegno concreto - specifica - a circa 12mila persone. Vecchie povertà legate ai senza fissi dimora o famiglie a basso reddito: settori che rientrano anche nei servizi assistenza Asl per altri aiuti. Impegnate nell'assistenza, realtà che non si fermano mai. A Piombino San Vincenzo de Pali, Sacro Cuore, ufficio immigrati; a Follonica il Coordinamento opere caritative; a Massa Marittima nei due centri di distribuzione e al carcere. Poi a San Vincenzo, Donoratico, Portoferraio e Rio Elba - ricorda Ridi - Come detto numeri in aumento. Vanno sempre a mangiare alla mensa di Piombino, gestita dalla San Vincenzo, una cinquantina di persone, circa 45 a Follonica. Spesso, per cena, viene fornito un cestino». C'è poi la distribuzione dei generi alimentari provenienti da Agea (Agenzia europea per aiuti), Banco alimentare, varie collette davanti ai negozi o frutto di donazioni di dettaglianti, supermercati, imprenditori. «Un pacco di viveri - sostiene Ridi - comprende generi di prima necessità come pasta, olio, riso, pomodori, farina, scatolame. Indicativamente a Follonica se ne fanno 130 alla settimana, su Piombino 180 al mese. Vista la mole è sempre necessario un lavoro di rete». Sui pacchi la richiesta è lievitata intorno al 50 %, la presenza alle mense è crescita del 25%. Forse c'è più pudore nell'andare a mensa... che a ritirare viveri.

Centri ascolto. Importante il lavoro dei centri d'ascolto di Piombino (in via Lucca, tel. 0565 34508, dalle 10 alle 12 dal lunedì al sabato); uffici immigrati Caritas (sempre in via Lucca tel. 0565 260604, mart. e ven. dalle 10 alle 12); Coordinamento delle opere caritative di Follonica (tel. 0566 45482, lunedì anche 16-18 e giov. e sab. 10-12), San Vincenzo (interparrocchiale). «Sono in rete tra loro - assicura Ridi - per la raccolta dati riguardanti le povertà. E contribuiscono al progetto regionale di osservatorio delle povertà». Sul piano delle collaborazioni in rete? «Oltre la proficua attività con la San Vincenzo de Paoli - risponde Ridi - c'è un'ottima cooperazione con l'Associazione Luigi Guanella di Piombino che si occupa di aiuto e sostegno a famiglie, italiane o straniere con bambini fino a tre anni».
«Il nostro tipo di intervento, come scelta pastorale - precisa - è stato indirizzato verso l'ascolto, l'osservazione, l'accompagnamento delle situazioni di disagio».

Zoccolo duro. Si va ben oltre quella "vecchia". «Assistiamo - racconta Ridi - a tutta una nuova povertà frutto, a nostro parere, non solo dei problemi scaturiti dalla crisi economica ma pure sociale, etica, di relazioni e d'istruzione. In misura paritetica riguarda cittadini italiani e stranieri, dove, naturalmente, per gli stranieri, le richieste maggiori investono il lavoro, la casa, gli indumenti e i generi alimentari per bambini».

Aiuti per le bollette. «"Dentro" gli aiuti - puntualizza Ridi - ci stanno le famiglie che hanno risentito maggiormente del forte disagio economico. Valgono sempre i centri d'ascolto dove vengono analizzate le situazioni e vagliate le necessità di aiuti per i pagamenti delle bollette del gas (fossero anche bombole), luce, acqua. Magari quote d'affitto, condominiali, persino la rata di un mutuo in corso. È stato fatto microcredito a un'imprenditrice in difficoltà, che ha potuto continuare la propria attività senza dover incidere sul personale dipendente - aggiunge - Vengono forniti buoni acquisto nei supermercati come Unicoop Tirreno, così come biglietti presso le agenzie di viaggio per gli immigrati che devono raggiungere le questure per il rinnovo dei permessi di soggiorno o fare visite specialistiche in ambulatori o ospedali. A volte anche sostegni per la frequenza scolastica». Anche su questo tipo di "richieste economiche" è stato registrato un aumento del 25%. «Valida anche qui - rimarca - la collaborazione coi servizi sociali. Periodicamente ci incontriamo e cerchiamo una progettualità comune».

Parrocchie che respirano. A Piombino, per migliorare ancora i servizi offerti a quanti sono costretti a situazioni di disagio si "sono mosse" le parrocchie. «I nostri interventi per la raccolta di generi vari per l'infanzia - assicura Ridi - si sono concentrati sulla Madonna di Montenero (loc. Ghiccioni). Per le problematiche relative alla disaffezione scolastica è attivo il "doposcuola" all'Immacolata. Per l'accompagnamento di situazioni di disagio per minori s'impegna San Bernardino».
In varie parrocchie, come San Giuseppe Artigiano (Salivoli), si sono attivati autonomamente, ma generosamente, fondi di sostegno alle famiglie. «Particolare attenzione al fenomeno del disagio sociale - conferma Ridi - è stato poi fatto sensibilizzando le famiglie dei bambini delle classi di catechismo, promuovendo donazioni in denaro da devolvere ai disagi di parrocchiani o al fondo di solidarietà, raccolte per le consuete celebrazioni delle prime comunioni o delle cresime». Piccoli momenti di condivisione che aiutano a far crescere una solidarietà diffusa, un senso di "responsabilità" della storia dell'altro, di chi è meno fortunato e sta facendo più fatica.

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