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Fotovoltaico sì, ma sui tetti di capannoni e scuole

Una distesa di pannelli fotovoltaici
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Una distesa di pannelli fotovoltaici

Pur riconoscendo l'importanza della fonti energetiche legate alle risorse rinnovabili, la cui tecnologia sta facendo passi da gigante anche spinta dalla necessità di contrastare lo sconvolgimento del clima, il Wwf non è però daccordo con la realizzazione di parchi fotovoltaici sui terreni della Val di Cornia

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PIOMBINO. Pur riconoscendo l'importanza della fonti energetiche legate alle risorse rinnovabili, la cui tecnologia sta facendo passi da gigante anche spinta dalla necessità di contrastare lo sconvolgimento del clima, il Wwf non è però daccordo con la realizzazione di parchi fotovoltaici sui terreni della Val di Cornia. Parchi che snaturerebbero il paesaggio "aperto" appunto, quello agricolo che non ha infrastrutture e che appunto è soltanto agricolo. Un paesaggio che rappresenta la vera risorsa della Val di Cornia, che non dovrebbe rinunciare, per l'associazione, proprio a questa sua specificità.

«Le ipotesi progettuali che stanno prendendo corpo interessano prevalentemente aree rurali aperte e vergini - dice Paolo Maria Politi, referente del Wwf Piombino Val di Cornia - e sono prive di infrastrutture di ogni genere, e per questo parte integrante ed irrinunciabile del territorio "aperto", tanto caro all'insigne urbanista De Lucia che anni fa aprì un nuovo orizzonte interpretativo della pianura della Val di Cornia».

Tra le ipotesi che non piacciono al Wwf c'è quella dell'utilizzo di aree a vocazione agricola, anche se interessate da scarse rese produttive, soprattutto lungo la fascia costiera, ma che conservano elementi paesaggistici originari.

Che, con l'installazione di pannelli fotovoltaici verrebbero irrimediabilmente compromessi. «Il territorio costiero della Val di Cornia ha già subito forti occupazioni industriali - aggiunge Politi - e sarebbe bene non sovrapporre a questi, ormai "storici", monoliti industriali nuove infrastrutture che ne stravolgerebbero definitivamente la connotazione paesaggistica, anche se originate da buoni propositi».

È il caso dei terreni che sono vicini alla Riserva naturale Oasi Wwf Padule Orti-Bottagone.
In quei terreni infatti sono conservati elementi di valenza paesaggistica che si sposano con i principi della conservazione della natura legati al mantenimento dei corridoi ecologici ed alla diversificazione di habitat utili a specie sempre più in declino (strillozzo, calandrella, allodola, cappellaccia, gheppio, falco di palude), è un esempio di come le aree agricole perimetrali costituiscano naturale complemento agli habitat preziosi legati alle zone umide salmastre o a "canneto".

«Diventa pertanto indispensabile - secondo il Wwf Piombino-Val di Cornia - valutare con molta attenzione la proliferazione selvaggia di impianti fotovoltaici in ambienti rurali, vincolando ogni decisione ad una pianificazione comprensoriale condivisa da tutti i comuni della Val di Cornia in cui si privilegino quali aree "vocate" a questo tipo di impianti».

Il Wwf pensa soprattutto alle aree già ampiamente compromesse dal punto di vista paesaggistico come aree artigianali ed industriali, complessi residenziali o strutture turistico-ricettive, edifici pubblici (scuole, magazzini comunali, edilizia popolare) con l'introduzione peraltro dell'obbligo di installazione fotovoltaica per ogni nuovo edificio abitativo o produttivo proposto nella Val di Cornia. Il Wwf, pertanto, condivide l'appello lanciato dal "Comitato per il paesaggio", dalla Cia e dal Comune dei cittadini affinchè il territorio della Val di Cornia conservi l'unicità paesaggistica in cui agricoltura, aree protette, ambiti vasti non subiscano ulteriori cesure o stravolgimenti determinati da una seppur apprezzabile tecnologia legata alle risorse rinnovabili.

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