Proteste
PROPOSTE
Ora i Comuni battono cassa
Valentina Landucci
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Il sindaco Peria, accanto auto in attesa di imbarco nel porto di PiombinoLa parola d'ordine è garanzie. Da parte dello Stato che non ha ancora formalizzato l'impegno a finanziare i servizi di continuità territoriale (12milioni di euro l'anno per tutta la durata del contratto). E da parte del privato che acquisterà Toremar. Le richieste non sono poche: ridurre i tempi di percorrenza, tagliare le tariffe, garantire il trasporto dei malati anche non gravi con ambienti dedicati a bordo delle navi
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PORTOFERRAIO. La parola d'ordine è garanzie. Da parte dello Stato che non ha ancora formalizzato l'impegno a finanziare i servizi di continuità territoriale (12milioni di euro l'anno per tutta la durata del contratto). E da parte del privato che acquisterà Toremar. Le richieste non sono poche: ridurre i tempi di percorrenza, tagliare le tariffe, garantire il trasporto dei malati anche non gravi con ambienti dedicati a bordo delle navi.
Sono solo alcune delle proposte che il Comune di Portoferraio mette sul tavolo delle trattative, con le amministrazioni comunali elbane e con la Regione, in vista della definizione del bando per la vendita della compagnia di navigazione. Le linee guida per la privatizzazione definite dall'assessore Riccardo Conti «vanno bene, ma è necessario - spiega il sindaco, Roberto Peria - precisare alcuni degli aspetti che caratterizzeranno la gara e il successivo contratto di servizio. Quella che stiamo giocando è la partita più importante sul tema dei trasporti dal dopoguerra ad oggi». Cosa serve all'Elba per cogliere al volo questa occasione? Saranno i sindaci, coordinati dall'Unione dei Comuni, a definirlo. Intanto Peria fa le sue proposte.
Finanziamenti pubblici. «Ad oggi il Governo non ha formalizzato l'impegno di spesa per il sostegno dei servizi essenziali» afferma Peria. Insomma i 12 milioni di euro annui (ai quali se ne aggiungono 3 messi a disposizione dalla Regione), indispensabili per garantire i collegamenti non economici sulla tratta Piombino-Elba per tutta la durata del contratto di servizio, sono solo una promessa verbale. Per Portoferraio troppo poco.
Investimenti. L'esigenza numero uno riguarda il rinnovo della flotta «e la dotazione di mezzi anche grandi - continua il sindaco - in grado di gestire i periodi di punta durante la stagione». Non solo. «Negli ultimi anni - continua Peria - anche per risparmiare abbiamo perso almeno 25 minuti nei tempi di percorrenza». Insomma navi più lente per risparmiare carburante. «Ripristindando i tempi di percorrenza originari tra 50 e 55 minuti - spiega il sindaco - potremmo liberare anche nuovi spazi sul porto per incrementare i collegamenti». E per farlo servono navi moderne, efficienti. Insomma una nuova flotta «sulla quale chiunque vinca deve investire, magari potenziando il numero di collegamenti veloci con aliscafo».
Sanzioni. Ma cosa succede se il vincitore promette investimenti che poi non realizza? «Devono essere previsti controlli - continua il sindaco - e sanzioni. Una soluzione? Il privato che compra Toremar deve farsi carico di una fidejussione: se gli investimenti non li fa lui la Regione avrà i soldi per realizzarli al suo posto».
Tariffe e orari. Portoferraio chiederà alcune modifiche sugli orari delle corse, per evitare che si creino "buchi" o collegamenti troppo ravvicinati tra loro. Intanto, a fronte della certezza - confermata dalla Regione - di poter utilizzare le economie di gara per abbattere le tariffe il Comune detta le sue priorità. Trasformare la nave in un vero e proprio bus per gli elbani, tagliare il costo del trasporto legato a servizi essenziali, ad esempio i rifiuti, dare la possibilità alle imprese isolane di essere concorrenziali anche al di fuori dell'Elba, assicurare, con la dotazione di locali adeguati a bordo, il trasporto dei malati anche non gravi.
I dubbi. Ma quale privato potrà garantire tutto questo e ricavarci anche un utile? «Non sono molte le compagnie che potranno partecipare - conclude Peria - e sarà difficile tenere insieme tutte le cose. Ma con la garanzia dei contributi pubblici possiamo farcela».
Sono solo alcune delle proposte che il Comune di Portoferraio mette sul tavolo delle trattative, con le amministrazioni comunali elbane e con la Regione, in vista della definizione del bando per la vendita della compagnia di navigazione. Le linee guida per la privatizzazione definite dall'assessore Riccardo Conti «vanno bene, ma è necessario - spiega il sindaco, Roberto Peria - precisare alcuni degli aspetti che caratterizzeranno la gara e il successivo contratto di servizio. Quella che stiamo giocando è la partita più importante sul tema dei trasporti dal dopoguerra ad oggi». Cosa serve all'Elba per cogliere al volo questa occasione? Saranno i sindaci, coordinati dall'Unione dei Comuni, a definirlo. Intanto Peria fa le sue proposte.
Finanziamenti pubblici. «Ad oggi il Governo non ha formalizzato l'impegno di spesa per il sostegno dei servizi essenziali» afferma Peria. Insomma i 12 milioni di euro annui (ai quali se ne aggiungono 3 messi a disposizione dalla Regione), indispensabili per garantire i collegamenti non economici sulla tratta Piombino-Elba per tutta la durata del contratto di servizio, sono solo una promessa verbale. Per Portoferraio troppo poco.
Investimenti. L'esigenza numero uno riguarda il rinnovo della flotta «e la dotazione di mezzi anche grandi - continua il sindaco - in grado di gestire i periodi di punta durante la stagione». Non solo. «Negli ultimi anni - continua Peria - anche per risparmiare abbiamo perso almeno 25 minuti nei tempi di percorrenza». Insomma navi più lente per risparmiare carburante. «Ripristindando i tempi di percorrenza originari tra 50 e 55 minuti - spiega il sindaco - potremmo liberare anche nuovi spazi sul porto per incrementare i collegamenti». E per farlo servono navi moderne, efficienti. Insomma una nuova flotta «sulla quale chiunque vinca deve investire, magari potenziando il numero di collegamenti veloci con aliscafo».
Sanzioni. Ma cosa succede se il vincitore promette investimenti che poi non realizza? «Devono essere previsti controlli - continua il sindaco - e sanzioni. Una soluzione? Il privato che compra Toremar deve farsi carico di una fidejussione: se gli investimenti non li fa lui la Regione avrà i soldi per realizzarli al suo posto».
Tariffe e orari. Portoferraio chiederà alcune modifiche sugli orari delle corse, per evitare che si creino "buchi" o collegamenti troppo ravvicinati tra loro. Intanto, a fronte della certezza - confermata dalla Regione - di poter utilizzare le economie di gara per abbattere le tariffe il Comune detta le sue priorità. Trasformare la nave in un vero e proprio bus per gli elbani, tagliare il costo del trasporto legato a servizi essenziali, ad esempio i rifiuti, dare la possibilità alle imprese isolane di essere concorrenziali anche al di fuori dell'Elba, assicurare, con la dotazione di locali adeguati a bordo, il trasporto dei malati anche non gravi.
I dubbi. Ma quale privato potrà garantire tutto questo e ricavarci anche un utile? «Non sono molte le compagnie che potranno partecipare - conclude Peria - e sarà difficile tenere insieme tutte le cose. Ma con la garanzia dei contributi pubblici possiamo farcela».
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