La manifestazione
DECORO IN CENTRO
Parabole, una selva abusiva
Non dovrebbero esserci ma invece sono tutti in bella vista. Le mura storiche e le facciate dei palazzi del centro sono tappezzate e, nella stragrande maggioranza dei casi, sfregiate da parabole e condizionatori. Eppure il regolamento urbanistico detta precise regole. Gli apparecchi dovrebbero essere autorizzati e occultati. Ma nessuno lo fa e arrivano le prime multe
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PORTOFERRAIO. Non dovrebbero esserci ma invece sono tutti in bella vista. Le mura storiche e le facciate dei palazzi del centro sono tappezzate e, nella stragrande maggioranza dei casi, sfregiate da parabole e condizionatori. Eppure il regolamento urbanistico detta precise regole. Gli apparecchi dovrebbero essere autorizzati e occultati. Ma nessuno lo fa e arrivano le prime multe.
Istallare gli impianti di condizionamento o le parabole all'esterno degli edifici del centro storico si può. Ma non, come spesso avviene per i condizionatori, su mensole in bella vista neanche troppo in sintonia con l'architettura circostante. Di parabole ce ne dovrebbe essere una sola a servire le utenze del palazzo. Ma si sa: ognuno ha esigenze diverse e quindi preferisce fare da sé, anche nell'istallazione, che prima di essere fatta dovrebbe essere stata autorizzata. Il Comune, di prassi, concede l'installazione ma a condizione di contenere la proliferazione degli impianti, che invece è dilagata nel centro storico, a cominciare dalla Calata Mazzini, la "vetrina" di Portoferraio. Una incalzante deturpazione all'immagine storica della città. Un fenomeno che, aumentando nel tempo, è stato anche ripetutamente segnalato al Comune. Così, dopo una prima fase di tolleranza che tuttavia non ha prodotto i risultati sperati, l'amministrazione ha deciso di correre ai ripari ed ha incaricato i vigili urbani di effettuare un'indagine sul posizionamento di queste apparecchiature. «Abbiamo deciso di fare una verifica a tappeto - dice il sindaco Roberto Peria - proprio per incrementare il decoro della città e portare avanti la lotta all'abusivismo, dannoso per l'immagine territoriale». La polizia municipale ha già effettuato controlli nel centro e lungo la Calata sia per le parabole che per gli apparecchi di condizionamento. Al proprietario dell'apparecchio viene elevata una sanzione a cui deve seguire la rimozione, e se questa non avviene è previsto l'intervento dell'area tecnica del Comune. Recentemente sono stati individuati e verbalizzati una decina di abusi relativi alle antenne paraboliche e qualcuno ha già provveduto alla rimozione. Ma la vera svolta su questo problema è culturale, secondo l'architetto Mauro Parigi, dirigente dell'area tecnica del comune. «Dovremo ricorrere a mezzi repressivi - afferma - fino a che non si riuscirà a capire che l'immagine della città è lo specchio della propria identità e che lo spazio pubblico è più importante di quello privato».
Istallare gli impianti di condizionamento o le parabole all'esterno degli edifici del centro storico si può. Ma non, come spesso avviene per i condizionatori, su mensole in bella vista neanche troppo in sintonia con l'architettura circostante. Di parabole ce ne dovrebbe essere una sola a servire le utenze del palazzo. Ma si sa: ognuno ha esigenze diverse e quindi preferisce fare da sé, anche nell'istallazione, che prima di essere fatta dovrebbe essere stata autorizzata. Il Comune, di prassi, concede l'installazione ma a condizione di contenere la proliferazione degli impianti, che invece è dilagata nel centro storico, a cominciare dalla Calata Mazzini, la "vetrina" di Portoferraio. Una incalzante deturpazione all'immagine storica della città. Un fenomeno che, aumentando nel tempo, è stato anche ripetutamente segnalato al Comune. Così, dopo una prima fase di tolleranza che tuttavia non ha prodotto i risultati sperati, l'amministrazione ha deciso di correre ai ripari ed ha incaricato i vigili urbani di effettuare un'indagine sul posizionamento di queste apparecchiature. «Abbiamo deciso di fare una verifica a tappeto - dice il sindaco Roberto Peria - proprio per incrementare il decoro della città e portare avanti la lotta all'abusivismo, dannoso per l'immagine territoriale». La polizia municipale ha già effettuato controlli nel centro e lungo la Calata sia per le parabole che per gli apparecchi di condizionamento. Al proprietario dell'apparecchio viene elevata una sanzione a cui deve seguire la rimozione, e se questa non avviene è previsto l'intervento dell'area tecnica del Comune. Recentemente sono stati individuati e verbalizzati una decina di abusi relativi alle antenne paraboliche e qualcuno ha già provveduto alla rimozione. Ma la vera svolta su questo problema è culturale, secondo l'architetto Mauro Parigi, dirigente dell'area tecnica del comune. «Dovremo ricorrere a mezzi repressivi - afferma - fino a che non si riuscirà a capire che l'immagine della città è lo specchio della propria identità e che lo spazio pubblico è più importante di quello privato».
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