Sicurezza
Severstal non commenta
«Mordashov vuole vendere la Lucchini»
Nicola Stefanini
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Gennaio 2006 Giuseppe Lucchini e Alexey Mordashov al passaggio dell’azienda al gruppo russoL'indiscrezione, ma in realtà potrebbe essere qualcosa di molto più concreto, è stata battuta dall'agenzia di stampa moscovita Interfax e subito rilanciata dall'inglese Reuter: la Severstal sta trattando la vendita del gruppo Lucchini. Sempre stando al dispaccio arrivato dalla Russia, l'affare potrebbe essere concluso a breve termine
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PIOMBINO. L'indiscrezione, ma in realtà potrebbe essere qualcosa di molto più concreto, è stata battuta dall'agenzia di stampa moscovita Interfax e subito rilanciata dall'inglese Reuter: la Severstal sta trattando la vendita del gruppo Lucchini.
Sempre stando al dispaccio arrivato dalla Russia, l'affare potrebbe essere concluso a breve termine. La fonte a cui si riferisce l'agenzia russa è di autorevole ambiente bancario, ma non è nominata. Secondo questa fonte, la Severstal starebbe trattando con diversi investitori per cedere o l'intero pacchetto azionario della Lucchini o parte di esso.
La Severstal, che fa capo al magnate russo Alexey Mordashov - sempre secondo l'agenzia moscovita - ha deciso di non commentare questa indiscrezione.
«È un problema dei nostri azionisti, bisognerebbe chiedere a loro, noi a Piombino non ne sappiamo davvero niente - afferma Francesco Semino, responsabile delle relazione esterne della Lucchini - Per lunga esperienza in questo settore, credo che se una vendita fosse imminente gli eventuali compratori sarebbero almeno venuti a vedere gli impianti, ma finora qui a Piombino non è venuto nessuno».
«Notizie ufficiali non ne ho avute - afferma il sindaco di Piombino Gianni Anselmi - ho già contattato i livelli locali dell'azienda ma mi hanno assicurato di non sapere nulla. Questo - prosegue Anselmi - non mi fa però escludere che certe decisioni siano state prese. Ma anche in caso di cessione dello stabilimento, evento che non mi stupirebbe, non cambierebbe il nostro modo di gestire il rapporto fra la fabbrica e il territorio».
Insomma, se al posto dei proprietari russi subentrassero altri azionisti - si è sussurrato nelle settimane scorse di interessamenti di gruppi cinesi o indiani - questi, come spiega Anselmi, dovrebbero comunque misurarsi col territorio piombinese secondo il modello di sviluppo già delineato e secondo piani industriali da confrontare con le amministrazioni locali. «Ormai - dice ancora il sindaco - siamo abituati a misurarci con cambi repentini di interlocutori, anche se questo modo di gestire tutto secondo un'ottica puramente finanziaria fa infelicemente trovare il territorio davanti al fatto compiuto, invece di vivere eventuali cambiamenti in un più stretto rapporto anche sociale, oltre che economico, fra comunità e industria».
Sul fronte sindacale si registra un uguale senso di spiazzamento. Comunque, come fa sapere il segretario provinciale della Fiom Luciano Gabrielli, le organizzazioni sindacali hanno già chiesto un incontro urgente con l'amministratore delegato Marcello Calcagni e col responsabile dell'ufficio del personale Enzo De Martino, i massimi livelli Lucchini Severstal a Piombino. «Chiediamo un chiarimento su ciò che sta accadendo - dice Gabrielli - In ballo c'è il futuro dello stabilimento, l'occupazione e gli investimenti programmati dall'attuale proprietà».
Sempre stando al dispaccio arrivato dalla Russia, l'affare potrebbe essere concluso a breve termine. La fonte a cui si riferisce l'agenzia russa è di autorevole ambiente bancario, ma non è nominata. Secondo questa fonte, la Severstal starebbe trattando con diversi investitori per cedere o l'intero pacchetto azionario della Lucchini o parte di esso.
La Severstal, che fa capo al magnate russo Alexey Mordashov - sempre secondo l'agenzia moscovita - ha deciso di non commentare questa indiscrezione.
«È un problema dei nostri azionisti, bisognerebbe chiedere a loro, noi a Piombino non ne sappiamo davvero niente - afferma Francesco Semino, responsabile delle relazione esterne della Lucchini - Per lunga esperienza in questo settore, credo che se una vendita fosse imminente gli eventuali compratori sarebbero almeno venuti a vedere gli impianti, ma finora qui a Piombino non è venuto nessuno».
«Notizie ufficiali non ne ho avute - afferma il sindaco di Piombino Gianni Anselmi - ho già contattato i livelli locali dell'azienda ma mi hanno assicurato di non sapere nulla. Questo - prosegue Anselmi - non mi fa però escludere che certe decisioni siano state prese. Ma anche in caso di cessione dello stabilimento, evento che non mi stupirebbe, non cambierebbe il nostro modo di gestire il rapporto fra la fabbrica e il territorio».
Insomma, se al posto dei proprietari russi subentrassero altri azionisti - si è sussurrato nelle settimane scorse di interessamenti di gruppi cinesi o indiani - questi, come spiega Anselmi, dovrebbero comunque misurarsi col territorio piombinese secondo il modello di sviluppo già delineato e secondo piani industriali da confrontare con le amministrazioni locali. «Ormai - dice ancora il sindaco - siamo abituati a misurarci con cambi repentini di interlocutori, anche se questo modo di gestire tutto secondo un'ottica puramente finanziaria fa infelicemente trovare il territorio davanti al fatto compiuto, invece di vivere eventuali cambiamenti in un più stretto rapporto anche sociale, oltre che economico, fra comunità e industria».
Sul fronte sindacale si registra un uguale senso di spiazzamento. Comunque, come fa sapere il segretario provinciale della Fiom Luciano Gabrielli, le organizzazioni sindacali hanno già chiesto un incontro urgente con l'amministratore delegato Marcello Calcagni e col responsabile dell'ufficio del personale Enzo De Martino, i massimi livelli Lucchini Severstal a Piombino. «Chiediamo un chiarimento su ciò che sta accadendo - dice Gabrielli - In ballo c'è il futuro dello stabilimento, l'occupazione e gli investimenti programmati dall'attuale proprietà».
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