Il Tirreno

RIFIUTI

L'impianto Tap entra in produzione

Francesca Barone
L'impianto Tap entra in produzione

Conto alla rovescia per l'avvio della piattaforma polifunzionale Tap. L'impianto per il trattamento dei rifiuti industriali, che si trova a Ischia di Crociano, sarà "messo in moto" nel giro di qualche giorno. In realtà la tempistica ha subito qualche variazione rispetto al piano originale. Lo scorso agosto, infatti, il presidente dalla Tap, Fulvio Murzi, aveva annunciato per settembre la partenza della piattaforma, ma alla fine i tempi si sono allungati di qualche mese

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PIOMBINO. Conto alla rovescia per l'avvio della piattaforma polifunzionale Tap. L'impianto per il trattamento dei rifiuti industriali, che si trova a Ischia di Crociano, sarà "messo in moto" nel giro di qualche giorno. In realtà la tempistica ha subito qualche variazione rispetto al piano originale. Lo scorso agosto, infatti, il presidente dalla Tap, Fulvio Murzi, aveva annunciato per settembre la partenza della piattaforma, ma alla fine i tempi si sono allungati di qualche mese.
La causa, una variazione al mixaggio iniziale e quindi l'attesa delle autorizzazioni, ritirate mercoledì scorso.

«Dopo l'inaugurazione dell'impianto abbiamo firmato un contratto di consulenza col Cnr e abbiamo cominciato a discutere con Lucchini sulle loro necessità di produzione - spiega Murzi - Il mixaggio iniziale da cui siamo partiti era composto da loppe, da rifiuti e da inerti per una capacità di trattamento impiantistico di circa 360mila tonnellate di rifiuto annuo che poi trattato nel mix praticamente raddoppiava fino a 760mila tonnellate di prodotto finito. Almeno inizialmente, i problemi erano la commercializzazione di questa quantità e soprattutto fare fronte alle esigenze dello stabilimento. Discutendo con Lucchini è venuto fuori che le loppe hanno un proprio mercato autonomo, mentre quello che Lucchini ha necessità di smaltire sono le scorie. Per cui ci siamo concentrati su un altro mix».

Quattro mix attraverso i quali viene trattata la stessa quantità di rifiuti, ma con composizione diversificata e con risultato finale non raddoppiato rispetto al punto di partenza del rifiuto, ma incrementato di poco. La nuova sostanza prodotta si chiama Conglomix.
Una modifica che se da un lato ha posticipato l'avvio dell'impianto in attesa delle autorizzazioni, dall'altro ha apportato delle migliorie. «In un certo senso è un ritardo positivo. L'identificazione dei quattro mix comporta un risultato di utilizzo di inerti molto più basso di quello iniziale - continua il presidente della Tap - Mentre prima si parlava di una quantità di inerti veramente importante, tanto da far pensare che si dovesse adoperare comunque una parte di scarto di materiale di cava, oggi siamo passati da quello che poteva essere un 35% ad un 7-8% di inerti. E' un risultato che mi fa particolarmente piacere. Si comincia a discutere di un notevole risparmio ambientale in prospettiva».

La prima produzione della piattaforma verrà utilizzata per la pavimentazione dell'area impiantistica. «E' chiaro che l'impianto non partirà al 100% della propria potenzialità - puntualizza Murzi - ma inizialmente viaggerà ad un ritmo di 30-40% per poi salire via via a produrre le quantità previste. Comincerà a marciare a pieno regime verso la fine dell'anno».
La piattaforma polifunzionale, nata originariamente per risolvere il problema dello smaltimento delle scorie legate alle produzioni industriali, potrebbe diventare fondamentale anche per i rifiuti speciali e urbani.

«Si pensa che Lucchini possa avere necessità di adoperare un 65% di capacità impiantistica della Tap, in pratica circa 200mila tonnellate all'anno - conclude Murzi - il resto lo riserveremo ad altre iniziative per il trattamento di altri materiali analoghi, chiaramente variando il mix di partenza».

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