Il dolore
anti emigrano a Cecina e a Follonica
Spopola il 3D ma in città non c'è
Francesca Lenzi
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Spettatori con gli occhialini per il 3D che hanno le lenti colorateCirca 200 in Italia le sale cinematografiche attrezzate per i film in 3D; appena venti in Toscana, con le province di Firenze e Grosseto ad assicurare quasi la metà del totale. Il 2009 è stato l'anno del cinema tridimensionale, con un'offerta di pellicole sostanzialmente triplicate rispetto alle uscite delle stagioni precedenti
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PIOMBINO. Circa 200 in Italia le sale cinematografiche attrezzate per i film in 3D; appena venti in Toscana, con le province di Firenze e Grosseto ad assicurare quasi la metà del totale. Il 2009 è stato l'anno del cinema tridimensionale, con un'offerta di pellicole sostanzialmente triplicate rispetto alle uscite delle stagioni precedenti.
Se fino a poco tempo fa il genere stereoscopico era legato alla realtà dei multiplex, capaci di sopperire al meglio la vasta richiesta del pubblico, ultimamente si sta verificando la tendenza ad un approccio verso la nuova proiezione anche da parte delle sale uniche, non solo nelle grandi città, ma pure nei centri minori.
Relativamente al nostro territorio, dal momento che i due cinema di Piombino sono sprovvisti della strumentazione per il 3D, per coloro che desiderano godere di tale possibilità è necessario percorrere qualche decina di chilometri, verso Cecina o Follonica.
È dagli anni Venti del Novecento che esistono le risorse per la rappresentazione tridimensionale, ma solo recentemente i dispositivi utilizzati permettono di parlare di una vera nuova dimensione visiva, e non di approssimativi tentativi.
Basta qualche dato per rendersi conto dell'incidenza che il sistema stereoscopico ha sull'organizzazione cinematografica: "L'era Glaciale 3" ha guadagnato 29,6 milioni di euro, con un 58% dell'incasso proveniente dal 3D, mentre "Up" e "A Christmas Carol" 16 milioni a testa. Per non parlare del clamoroso successo del film di Cameron, "Avatar", eccezionale gioiello di fantascienza. Se a Piombino, domenica sera, l'Odeon contava una sala quasi piena, l'entusiasmo per il tridimensionale ha causato un incredibile delirio a Follonica e Cecina, prese letteralmente d'assalto da spettatori giunti anche dai paesi vicini. È senz'altro uno spettacolo inconsueto osservare all'esterno dei cinema una folla, parte della quale delusa per non aver trovato posto. «Siamo andati benissimo anche con gli altri titoli 3D del 2009 - affermano dall'Astra di Follonica - Se inizialmente gli spettatori storcono un po' la bocca davanti al biglietto di 10 euro, all'uscita sono felicissimi di aver provato una simile esperienza».
Non sono dello stesso avviso a Piombino, dove entrambe le sale concordano nell'assenza di urgenza rispetto al nuovo procedimento, troppo costoso per l'adeguamento dell'impianto, oltre che problematico dal punto di vista della gestione dell'occorrente e del prezzo del biglietto.
D'altra parte appare inevitabile una seria riflessione di fronte a un tale slancio, con spettatori che veramente preferiscono spostarsi pur di ammirare questo nuovo tipo di proiezione, considerabile ormai quale spettacolo nello spettacolo, naturale conseguenza dell'attuale atteggiamento dell'utente verso un cinema sempre più casalingo e individuale, attraverso l'home video e l'alta definizione.
Se fino a poco tempo fa il genere stereoscopico era legato alla realtà dei multiplex, capaci di sopperire al meglio la vasta richiesta del pubblico, ultimamente si sta verificando la tendenza ad un approccio verso la nuova proiezione anche da parte delle sale uniche, non solo nelle grandi città, ma pure nei centri minori.
Relativamente al nostro territorio, dal momento che i due cinema di Piombino sono sprovvisti della strumentazione per il 3D, per coloro che desiderano godere di tale possibilità è necessario percorrere qualche decina di chilometri, verso Cecina o Follonica.
È dagli anni Venti del Novecento che esistono le risorse per la rappresentazione tridimensionale, ma solo recentemente i dispositivi utilizzati permettono di parlare di una vera nuova dimensione visiva, e non di approssimativi tentativi.
Basta qualche dato per rendersi conto dell'incidenza che il sistema stereoscopico ha sull'organizzazione cinematografica: "L'era Glaciale 3" ha guadagnato 29,6 milioni di euro, con un 58% dell'incasso proveniente dal 3D, mentre "Up" e "A Christmas Carol" 16 milioni a testa. Per non parlare del clamoroso successo del film di Cameron, "Avatar", eccezionale gioiello di fantascienza. Se a Piombino, domenica sera, l'Odeon contava una sala quasi piena, l'entusiasmo per il tridimensionale ha causato un incredibile delirio a Follonica e Cecina, prese letteralmente d'assalto da spettatori giunti anche dai paesi vicini. È senz'altro uno spettacolo inconsueto osservare all'esterno dei cinema una folla, parte della quale delusa per non aver trovato posto. «Siamo andati benissimo anche con gli altri titoli 3D del 2009 - affermano dall'Astra di Follonica - Se inizialmente gli spettatori storcono un po' la bocca davanti al biglietto di 10 euro, all'uscita sono felicissimi di aver provato una simile esperienza».
Non sono dello stesso avviso a Piombino, dove entrambe le sale concordano nell'assenza di urgenza rispetto al nuovo procedimento, troppo costoso per l'adeguamento dell'impianto, oltre che problematico dal punto di vista della gestione dell'occorrente e del prezzo del biglietto.
D'altra parte appare inevitabile una seria riflessione di fronte a un tale slancio, con spettatori che veramente preferiscono spostarsi pur di ammirare questo nuovo tipo di proiezione, considerabile ormai quale spettacolo nello spettacolo, naturale conseguenza dell'attuale atteggiamento dell'utente verso un cinema sempre più casalingo e individuale, attraverso l'home video e l'alta definizione.
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