Sicurezza
MALASANITÀ
Mancano letti e lo rimandano a casa
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L’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale di PortoferraioCi sono voluti tre viaggi al pronto soccorso, il coinvolgimento del tribunale del malato e la minaccia di rivolgersi ai carabinieri. Alla fine un anziano di Rio Marina affetto da una grave patologia degenerativa e con un attacco epilettico è riuscito a farsi ricoverare
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PORTOFERRAIO. Ci sono voluti tre viaggi al pronto soccorso, il coinvolgimento del tribunale del malato e la minaccia di rivolgersi ai carabinieri. Alla fine un anziano di Rio Marina affetto da una grave patologia degenerativa e con un attacco epilettico è riuscito a farsi ricoverare.
Una vicenda sconvolgente, risolta anche grazie alla mediazione dei carabinieri, che per il malato riese comincia con un primo trasferimento in ospedale - in ambulanza - e un primo breve periodo di osservazione. Dopo poche ore il paziente viene dimesso. Ma non passa neppure un giorno che l'uomo si sente nuovamente male: la famiglia contatta il proprio medico curante che propone il ricovero e l'anziano fa ritorno, per la seconda volta, al pronto soccorso. I sanitari decidono per una seconda breve osservazione: una sola notte di degenza e poi il rientro a casa. Ma per i volontari a bordo dell'ambulanza che riaccompagna l'uomo alla sua abitazione a Rio Marina, venerdì mattina, arriva la sorpresa. I parenti del malato non ne vogliono sapere: l'uomo non doveva essere dimesso. La situazione rischia di degenerare tanto che sul posto arrivano pure i carabinieri. Tra una discussione e l'altra prevale forse il buon senso e il pensionato riese ritorna al pronto soccorso e stavolta ottiene, come richiesto dal medico curante, il ricovero.
Una vicenda ricostruita da Vinicio Rossi, responsabile del tribunale del malato di Portoferraio. «Il paziente è stato in breve osservazione la prima volta nel reparto di medicina - afferma Rossi - poi per carenza di posti letto è stato trasferito in psichiatria e successivamente è stato dimesso sempre per difficoltà legate alla carenza di posti letto. Ci è stato anche detto che i pazienti affetti dalla patologia di cui soffre questo signore non devono essere ricoverati». Vero o meno Rossi è sconcertato del ping pong al quale è stato sottoposto il malato: un anziano in gravi condizioni di salute, ricoverato solo per la tenacia del proprio medico curante. Anche se l'azienda sanitaria, interpellata sulla vicenda, smentisce che il problema siano i posti letto. «Il ricovero non è stato effettuato - spiegano all'Asl - solo in base ad una scelta operata dal personale medico».
Il problema della gestione di pazienti anziani con gravi patologie degenerative, però, resta. «Secondo la famiglia questa persona non è gestibile a casa - aggiunge Rossi - e quindi i medici devono trovare un'altra soluzione. I familiari chiedono un ricovero in un'altra struttura o in ospedale. Venerdì pomeriggio si è svolta una riunione con i medici del territorio: in psichiatria i posti letti sono solo tre, uno dei quali è occupato da un anno da un paziente che ha problemi familiari». Da qui un appello ai sindaci elbani: «trovino soluzioni - conclude Rossi - per garantire a questi pazienti un ricovero». Una problematica reale, quella degli anziani non autosufficienti, rispetto alla quale la stessa Asl ha ipotizzato una soluzione. La creazione, all'interno dell'ospedale, di almeno 10 posto letto per malati non autosufficienti.
Una vicenda sconvolgente, risolta anche grazie alla mediazione dei carabinieri, che per il malato riese comincia con un primo trasferimento in ospedale - in ambulanza - e un primo breve periodo di osservazione. Dopo poche ore il paziente viene dimesso. Ma non passa neppure un giorno che l'uomo si sente nuovamente male: la famiglia contatta il proprio medico curante che propone il ricovero e l'anziano fa ritorno, per la seconda volta, al pronto soccorso. I sanitari decidono per una seconda breve osservazione: una sola notte di degenza e poi il rientro a casa. Ma per i volontari a bordo dell'ambulanza che riaccompagna l'uomo alla sua abitazione a Rio Marina, venerdì mattina, arriva la sorpresa. I parenti del malato non ne vogliono sapere: l'uomo non doveva essere dimesso. La situazione rischia di degenerare tanto che sul posto arrivano pure i carabinieri. Tra una discussione e l'altra prevale forse il buon senso e il pensionato riese ritorna al pronto soccorso e stavolta ottiene, come richiesto dal medico curante, il ricovero.
Una vicenda ricostruita da Vinicio Rossi, responsabile del tribunale del malato di Portoferraio. «Il paziente è stato in breve osservazione la prima volta nel reparto di medicina - afferma Rossi - poi per carenza di posti letto è stato trasferito in psichiatria e successivamente è stato dimesso sempre per difficoltà legate alla carenza di posti letto. Ci è stato anche detto che i pazienti affetti dalla patologia di cui soffre questo signore non devono essere ricoverati». Vero o meno Rossi è sconcertato del ping pong al quale è stato sottoposto il malato: un anziano in gravi condizioni di salute, ricoverato solo per la tenacia del proprio medico curante. Anche se l'azienda sanitaria, interpellata sulla vicenda, smentisce che il problema siano i posti letto. «Il ricovero non è stato effettuato - spiegano all'Asl - solo in base ad una scelta operata dal personale medico».
Il problema della gestione di pazienti anziani con gravi patologie degenerative, però, resta. «Secondo la famiglia questa persona non è gestibile a casa - aggiunge Rossi - e quindi i medici devono trovare un'altra soluzione. I familiari chiedono un ricovero in un'altra struttura o in ospedale. Venerdì pomeriggio si è svolta una riunione con i medici del territorio: in psichiatria i posti letti sono solo tre, uno dei quali è occupato da un anno da un paziente che ha problemi familiari». Da qui un appello ai sindaci elbani: «trovino soluzioni - conclude Rossi - per garantire a questi pazienti un ricovero». Una problematica reale, quella degli anziani non autosufficienti, rispetto alla quale la stessa Asl ha ipotizzato una soluzione. La creazione, all'interno dell'ospedale, di almeno 10 posto letto per malati non autosufficienti.
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