La manifestazione
OCCUPAZIONE
Alla Magona tornano gli interinali
Luca Centini
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Leandro Nannipieri e gli operai MagonaOrdini ok, rientrano gli interinali. Si chiuderà all'insegna della ripresa il primo trimestre 2010 per Magona, anche se è presto per intuire la piega che assumerà il mercato nei prossimi mesi. A darne notizia è Leandro Nannipieri, amministratore delegato dell'azienda
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PIOMBINO. Ordini ok, rientrano gli interinali. Si chiuderà all'insegna della ripresa il primo trimestre 2010 per Magona, anche se è presto per intuire la piega che assumerà il mercato nei prossimi mesi. A darne notizia è Leandro Nannipieri, amministratore delegato dell'azienda, che fa il punto sull'andamento dello stabilimento.
La crisi più dura, che in Magona ha mostrato il suo volto nei primi mesi del 2009, sembra lontana. A partire da luglio l'azienda ha deciso di rimettere in marcia la Zincatura 2 e il reparto di verniciatura di Avellino.
A fine agosto l'arrivo di nuove commesse ha reso possibile l'azzeramento della cig, con il rientro in fabbrica di 150 lavoratori, fino a quel meomento esclusi dal ciclo produttivo.
L'arrivo di nuovi ordini è stato supportato con l'avvio della Zincatura 5, messa in marcia lo scorso 26 novembre e portata progressivamente ad aumentare i propri volumi produttivi. Da febbraio il nuovo reparto, la cui capacità produttiva si attesta dalle 310 alle 350mila tonnellate annue di lamiere, marcerà a 21 turni settimanali e affiancherà i reparti Zincatura 2 e Zincatura 4. «I tre reparti marceranno, dal 1 febbraio, al 100% della loro capacità produttiva - la ripresa nel primo trimestre 2010 è evidente, i volumi produttivi sono tornati ad alti livelli. Tuttavia il mercato mondiale è sottoposto a cambiamenti repentini e l'incertezza rende azzardato effettuare previsioni per i prossimi mesi».
La ripresa ha comportato conseguenze sull'occupazione nello stabilimento. Con l'avvento della crisi l'azienda aveva rinunciato a 28 interinali. Ma da agosto Magona è tornata ad assumere, con il rientro in organico di 21 interinali che a febbraio diventeranno 33. C'è da capire, però, se l'attuale impennata degli ordini sia influenzata dall'esigenza dei clienti di ripristinare le scorte, o sia invece legata a una ripresa strutturale del mercato. Una situazione generale incerta che, per il momento, ha bloccato le ipotesi di nuovi investimenti per riqualificare la produzione del sito piombinese. Tra le ipotesi in ballo ci sarebbe l'allargamento della tavola del tandem, investimento importante per favorire l'ottimizzazione dei costi fissi, in modo da rendere più competitivo il prodotto. Una riduzione dei costi alla base anche della nuova combine-line, impianto integrato di zincatura e verniciatura che resta in agenda, già approvato dai vertici di Arcelor-Mittal. «Le decisioni sugli investimenti sono legati alle logiche del gruppo a livello europeo - spiega Nannipieri - l'allargamento della tavola del tandem non è considerata al momento una priorità, mentre la combine-line potrebbe scattare entro il 2010». Intanto l'azienda ha richiesto il finanziamento, pari a 1,5 milioni di euro, per un impianto di recupero fumi per la Zincatura 2, studiato per ridurre l'impatto ambientale.
La diversificazione del prodotto resta una priorità di Magona, che progetta di rientrare dalla porta principale nel settore automobilistico. «L'obiettivo di Magona è diventare fornitore ufficiale Fiat - spiega l'ad Nannipieri - abbiamo già avviato le procedure per acquisire le certificazioni. Le prospettive dell'azienda sarebbero più larghe con l'ingresso in un settore in difficoltà, ma dotato di ampi margini di ripresa».
La crisi più dura, che in Magona ha mostrato il suo volto nei primi mesi del 2009, sembra lontana. A partire da luglio l'azienda ha deciso di rimettere in marcia la Zincatura 2 e il reparto di verniciatura di Avellino.
A fine agosto l'arrivo di nuove commesse ha reso possibile l'azzeramento della cig, con il rientro in fabbrica di 150 lavoratori, fino a quel meomento esclusi dal ciclo produttivo.
L'arrivo di nuovi ordini è stato supportato con l'avvio della Zincatura 5, messa in marcia lo scorso 26 novembre e portata progressivamente ad aumentare i propri volumi produttivi. Da febbraio il nuovo reparto, la cui capacità produttiva si attesta dalle 310 alle 350mila tonnellate annue di lamiere, marcerà a 21 turni settimanali e affiancherà i reparti Zincatura 2 e Zincatura 4. «I tre reparti marceranno, dal 1 febbraio, al 100% della loro capacità produttiva - la ripresa nel primo trimestre 2010 è evidente, i volumi produttivi sono tornati ad alti livelli. Tuttavia il mercato mondiale è sottoposto a cambiamenti repentini e l'incertezza rende azzardato effettuare previsioni per i prossimi mesi».
La ripresa ha comportato conseguenze sull'occupazione nello stabilimento. Con l'avvento della crisi l'azienda aveva rinunciato a 28 interinali. Ma da agosto Magona è tornata ad assumere, con il rientro in organico di 21 interinali che a febbraio diventeranno 33. C'è da capire, però, se l'attuale impennata degli ordini sia influenzata dall'esigenza dei clienti di ripristinare le scorte, o sia invece legata a una ripresa strutturale del mercato. Una situazione generale incerta che, per il momento, ha bloccato le ipotesi di nuovi investimenti per riqualificare la produzione del sito piombinese. Tra le ipotesi in ballo ci sarebbe l'allargamento della tavola del tandem, investimento importante per favorire l'ottimizzazione dei costi fissi, in modo da rendere più competitivo il prodotto. Una riduzione dei costi alla base anche della nuova combine-line, impianto integrato di zincatura e verniciatura che resta in agenda, già approvato dai vertici di Arcelor-Mittal. «Le decisioni sugli investimenti sono legati alle logiche del gruppo a livello europeo - spiega Nannipieri - l'allargamento della tavola del tandem non è considerata al momento una priorità, mentre la combine-line potrebbe scattare entro il 2010». Intanto l'azienda ha richiesto il finanziamento, pari a 1,5 milioni di euro, per un impianto di recupero fumi per la Zincatura 2, studiato per ridurre l'impatto ambientale.
La diversificazione del prodotto resta una priorità di Magona, che progetta di rientrare dalla porta principale nel settore automobilistico. «L'obiettivo di Magona è diventare fornitore ufficiale Fiat - spiega l'ad Nannipieri - abbiamo già avviato le procedure per acquisire le certificazioni. Le prospettive dell'azienda sarebbero più larghe con l'ingresso in un settore in difficoltà, ma dotato di ampi margini di ripresa».
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