Il Tirreno

PIANO REGOLATORE

Porto, bonifica e nuova banchina

Cecilia Cecchi
Porto, bonifica e nuova banchina

Una nuova, grande banchina per diversificare e alleggerire l'area commerciale e contribuire a un immediato miglioramento del traffico portuale. Più l'avvio dell'attesa opera di bonifica. È la grande rivoluzione legata all'apertura del cantiere in corrispondenza delle vasche di decantazione e a ridosso dell'area pescherecci

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PIOMBINO. Una nuova, grande banchina per diversificare e alleggerire l'area commerciale e contribuire a un immediato miglioramento del traffico portuale.
Più l'avvio dell'attesa opera di bonifica.

È la grande rivoluzione legata all'apertura del cantiere - si spera, prima dell'estate - in corrispondenza delle vasche di decantazione e a ridosso dell'area pescherecci.
Sul tavolo del presidente dell'Autorità portuale, Luciano Guerrieri, sono aperte le planimetrie. A spiegarle l'ingegner Sandra Muccetti e il geometra Antonio Saviozzi.

«Si tratta della prima fase attuativa del piano regolatore portuale vigente (la denominazione è "banchina nord darsena piccola e primo stralcio banchina sud darsena grande e bonifica dei sedimenti marini e messa in sicurezza della falda") - dice Sandra Muccetti - Il progetto generale prevede una spesa di 38 milioni. I tempi di realizzazione di questa banchina dovrebbero essere più o meno due anni e mezzo».

Cadenze dettate dall'importanza dell'intervento; si tratta di una gara europea. Più una trama di documenti e finanziamenti complessa, che si intreccia anche con l'accordo di programma di Bagnoli.

«Per l'appalto e l'affidamento dei lavori - interviene Saviozzi - speriamo di procedere entro l'estate».

A detta del presidente si tratta di un passo importante. «I nuovi piazzali contribuiranno ad alleggerire da subito il movimento portuale - conferma Guerrieri - soprattutto la banchina Trieste, che attualmente viene utilizzata sia per il traffico commerciale che per quello turistico, ma pure la banchina Alto fondale».

E il nuovo molo diventa quasi confinante con le vasche destinate ai sedimenti di dragaggio del porto (un po' più a nord).

Luciano Guerriri concentra l'attenzione sulle opere di bonifica: «Essendo Piombino un Sito di interesse nazionale (Sin), cominceremo subito da una zona gravemente compromessa. Nel complesso si tratta di un'opera sinergica a metà tra intervento ambientale e infrastrutturale».

Perché - all'orizzonte - resta lo studio più ampio, che parla di un porto più grande, che avrà come "punta estrema" l'ingresso della chiusa.

«Questa prima fase di attuazione - ricorda Guerrieri - è legata al piano regolatore approvato nel 2002 e appositamente rivisto. Intervenendo sul dragaggio si farà la bonifica dei fondali in tutta l'area antistante la nuova banchina, che costerà 15 milioni».

«Con l'inizio dei lavori - aggiunge il presidente - si procederà all'infissione delle palancole, le lamine d'acciaio che in profondità raggiungeranno anche i 40 metri, per proteggere meglio la falda acquifera: saranno queste a definire la nuova banchina. A seguire verranno tolti, all'interno, 70mila metri cubi di sedimenti, poi spostati nelle vasche retrostanti; qui saranno di nuovo analizzati per poi essere avviati, se non sono pericolosi, in vasca di colmata, oppure in discarica».

Qui si formerà, poi, il nuovo molo (circa 60 metri di larghezza) opportunamente riempito, cementato e bitumato per un totale di 43mila metri quadri.

«Altre lastre d'acciaio - sottolinea Luciano Guerrieri - costituiranno, in profondità, un limite con l'area industriale».

E le acque di falda così recuperate? «Verranno convogliate - risponde il presidente - a un depuratore. Da qui, poi, si deciderà se la destinazione saranno le industrie o la stessa area portuale. Comunque sia, l'acqua avrà un nuovo utilizzo».

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