Sicurezza
Nuove tariffe
Il primo aumento è per l'acqua
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Cittadini in fila allo sportello Asa al PerticaleAnno nuovo... aumenti nuovi. Il primo che si registra è quello dell'acqua, che oscilla tra il 6 ed il 7 per cento, calibrato in maniera differente sulle tre diverse fasce di consumi adottate dagli Ato. Le nuove tariffe, appena entrate in vigore, sono state pubblicate in questi giorni sul sito internet dell'Ato 5 Toscana-Costa
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PIOMBINO. Anno nuovo... aumenti nuovi. Il primo che si registra è quello dell'acqua, che oscilla tra il 6 ed il 7 per cento, calibrato in maniera differente sulle tre diverse fasce di consumi adottate dagli Ato. Le nuove tariffe, appena entrate in vigore, sono state pubblicate in questi giorni sul sito internet dell'Ato 5 Toscana-Costa, che è composto dai Comuni del livornese e dell'area pisana.
Ad Asa spetterà il compito di applicarle sulle nostre bollette, in quanto gestore del servizio idrico.
Ad un primo sguardo è chiaro che il grosso degli aumenti (la cui percentuale d'aumento è come quella del 2009) si concentra soprattutto sulle utenze domestiche. Per i non residenti, ad incidere, saranno oltre ai costi dei consumi anche l'aumento di circa 3 euro della tariffa fissa (che passa dai 51 euro e 61 centesimi di un anno fa agli attuali 54 euro).
Per le famiglie più povere (quelle che hanno un reddito Isee fino ad 8mila 197 euro l'anno, che sale ad euro 10mila 929 nel caso in cui ci sia un anziano od un parente che necessita di un maggior uso dell'acqua) gli aumenti decisi dall'Ato 5 Toscana-Costa sono stati più contenuti: siamo al di sotto dei 10 centesimi per metro cubo di acqua.
Per capire meglio l'incidenza sui nostri bilanci familiari è meglio prendere la calcolatrice e tirar giù un paio di conti. Prendiamo il caso di una famiglia media che all'anno consuma 164 metri cubi d'acqua: nel 2009 ha speso 313 euro e spiccioli, con il nuovo anno si raggiungono i 332 euro e passa.
Vediamo ora la situazione per le altre realtà. Ad esempio, per le utenze non domestiche, ovvero per quanto riguarda le attività commerciali (tipo lavanderie a gettone, parrucchiere etc.) gli aumenti oscillano tra il 6 ed il 6,5 per cento, anche in questo caso differenziati a seconda degli scaglioni di consumo.
Per tutte le associazioni, di volontariato e promozione sociale, gli aumenti sono più contenuti ed oscillano tra i 12 ed i 20 centesimi al metro cubo.
La regola del "consumare meno" vale poco, perché ad essere rincarati sono soprattutto le fasce di consumo più basse: questo perché, come spiegano all'Ato 5 "gli sforzi del piano d'ambito sono per portare a tutti gli utenti l'acqua". Tra l'altro ad incidere sul costo finale dell'acqua non solo soltanto le spese per il mantenimento del servizio idrico, ma anche quello per depurare l'acqua e per mantenere efficienti le fognature. Per dirla come un ragioniere, paghiamo i costi operativi, gli ammortamenti dei beni e degli immobili, e la remunerazione del capitale investito per mantenere efficiente tutto l'intero bacino dell'Ato.
«Le variazioni della tariffa - spiegano all'Ato - sono sempre di competenza dell'Autorità secondo specifici parametri che riguardano, tra l'altro, il valore degli investimenti realizzati per il miglioramento e potenziamento delle reti e degli impianti deputati al servizio idrico integrato». Solo nel 2009, per la Val di Cornia, si è speso 800mila euro per il primo lotto del progetto di dorsale tirrenica, tra San Vincenzo e Campiglia, per far arrivare da noi l'acqua buona che proviene dalla parte più settentrionale della Toscana, di qualità migliore della nostra. Poi arriveranno le fontanelle con acqua depurata a San Vincenzo, si è chiuso il progetto "Cornia Industriale", si è attivato un nuovo sistema per depurare l'acqua dei pozzi che servono la costa est a Piombino. Investimenti per oltre 4 milioni di euro che si scaricano sulle utenze finali, come prevede la normativa. (k.g.)
Ad Asa spetterà il compito di applicarle sulle nostre bollette, in quanto gestore del servizio idrico.
Ad un primo sguardo è chiaro che il grosso degli aumenti (la cui percentuale d'aumento è come quella del 2009) si concentra soprattutto sulle utenze domestiche. Per i non residenti, ad incidere, saranno oltre ai costi dei consumi anche l'aumento di circa 3 euro della tariffa fissa (che passa dai 51 euro e 61 centesimi di un anno fa agli attuali 54 euro).
Per le famiglie più povere (quelle che hanno un reddito Isee fino ad 8mila 197 euro l'anno, che sale ad euro 10mila 929 nel caso in cui ci sia un anziano od un parente che necessita di un maggior uso dell'acqua) gli aumenti decisi dall'Ato 5 Toscana-Costa sono stati più contenuti: siamo al di sotto dei 10 centesimi per metro cubo di acqua.
Per capire meglio l'incidenza sui nostri bilanci familiari è meglio prendere la calcolatrice e tirar giù un paio di conti. Prendiamo il caso di una famiglia media che all'anno consuma 164 metri cubi d'acqua: nel 2009 ha speso 313 euro e spiccioli, con il nuovo anno si raggiungono i 332 euro e passa.
Vediamo ora la situazione per le altre realtà. Ad esempio, per le utenze non domestiche, ovvero per quanto riguarda le attività commerciali (tipo lavanderie a gettone, parrucchiere etc.) gli aumenti oscillano tra il 6 ed il 6,5 per cento, anche in questo caso differenziati a seconda degli scaglioni di consumo.
Per tutte le associazioni, di volontariato e promozione sociale, gli aumenti sono più contenuti ed oscillano tra i 12 ed i 20 centesimi al metro cubo.
La regola del "consumare meno" vale poco, perché ad essere rincarati sono soprattutto le fasce di consumo più basse: questo perché, come spiegano all'Ato 5 "gli sforzi del piano d'ambito sono per portare a tutti gli utenti l'acqua". Tra l'altro ad incidere sul costo finale dell'acqua non solo soltanto le spese per il mantenimento del servizio idrico, ma anche quello per depurare l'acqua e per mantenere efficienti le fognature. Per dirla come un ragioniere, paghiamo i costi operativi, gli ammortamenti dei beni e degli immobili, e la remunerazione del capitale investito per mantenere efficiente tutto l'intero bacino dell'Ato.
«Le variazioni della tariffa - spiegano all'Ato - sono sempre di competenza dell'Autorità secondo specifici parametri che riguardano, tra l'altro, il valore degli investimenti realizzati per il miglioramento e potenziamento delle reti e degli impianti deputati al servizio idrico integrato». Solo nel 2009, per la Val di Cornia, si è speso 800mila euro per il primo lotto del progetto di dorsale tirrenica, tra San Vincenzo e Campiglia, per far arrivare da noi l'acqua buona che proviene dalla parte più settentrionale della Toscana, di qualità migliore della nostra. Poi arriveranno le fontanelle con acqua depurata a San Vincenzo, si è chiuso il progetto "Cornia Industriale", si è attivato un nuovo sistema per depurare l'acqua dei pozzi che servono la costa est a Piombino. Investimenti per oltre 4 milioni di euro che si scaricano sulle utenze finali, come prevede la normativa. (k.g.)
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