Il Tirreno

Scontro

Collisione, la Capitaneria indaga

Luca Centini
Lo squarcio sulla prua del cargo Ocean Drop
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Lo squarcio sulla prua del cargo Ocean Drop

Aperta l'inchiesta sulla collisione tra l'Oglasa e il cargo commerciale Ocean Drop. L'ufficio circondariale marittimo di Piombino vuole andare fino in fondo per ricostruire la dinamica dell'incidente, avvenuto a sole due miglia dall'ingresso del porto

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PIOMBINO. Aperta l'inchiesta sulla collisione tra l'Oglasa e il cargo commerciale Ocean Drop. L'ufficio circondariale marittimo di Piombino vuole andare fino in fondo per ricostruire la dinamica dell'incidente, avvenuto a sole due miglia dall'ingresso del porto.
I militari della Capitaneria hanno ascoltato ieri le testimonianze dei membri dei due equipaggi. Gli elementi raccolti saranno poi confrontati, per poter così chiarire in modo minuzioso la dinamica dell'incidente. Solo a questo punto delle indagini sarà avviato il lavoro necessario per attribuire le responsabilità.

La Capitaneria non si sbilancia sulla dinamica della collisione in mare, su cui permangono diversi punti interrogativi. Secondo quanto raccontato dai passeggeri a bordo dell'Oglasa, in tutto 82, la nave stava procedendo a velocità costante quando, all'improvviso, l'Ocean Drop è sopraggiunto da destra. Il cargo commerciale che batte bandiera delle isole Saint Kitts e Nevis, con a bordo un equipaggio composto da 7 marittimi, avrebbe compiuto una virata in extremis, evitando lo scontro diretto con il traghetto. Una manovra che non ha impedito che le prue delle due imbarcazioni si agganciassero e il cargo ruotasse di poppa, per poi andare a sbattere contro il fianco destro dell'Oglasa.
Difficile stabilire i motivi dello scontro che non può essere attribuito esclusivamente ai tempi di reazione dei rispettivi comandanti. Tenendo conto che i traghetti Toremar lavorano su rotte preimpostate, non si può escludere quindi che lo scontro sia legato, almeno in parte, a un difetto di funzionamento delle strumentazioni.

Un altro punto interrogativo è legato invece al passaggio del cargo commerciale, diretto a Livorno, a poche miglia dalla costa piombinese. Ma se le imbarcazioni devono chiedere l'autorizzazione alla Capitaneria per accedere alle aree portuali, in mare aperto non sono chiamate a comunicare le rotte che, nel rispetto del codice di navigazione, restano ancorate alla discrezionalità dei comandanti. E tentare di spiegare la causa dello scontro con un problema di traffico eccessivo nella zona del porto non viene presa in considerazione, come conferma la stessa Autorità portuale.

Ieri mattina i tecnici della compagnia Toremar hanno effettuato la prima ispezione a bordo dell'Oglasa per verificare i danni riportati allo scafo. Nel pomeriggio, al termine del sopralluogo effettuato dalla Rina (Registro italiano navale) è stata concessa l'autorizzazione al trasferimento del traghetto a Livorno, dove sarà sottoposto alla riparazione. «I danni non sono gravi - commenta l'ad Toremar, Angelo Roma - entro 15-20 giorni speriamo di portare a termine il ripristino».
Per far fronte allo stop dell'Oglasa, Toremar aveva considerato in un primo momento l'idea di posticipare i lavori di manutenzione del Marmorica, in modo di coprire le corse nella tratta Piombino-Portoferraio.

Un'ipotesi che si è dissolta ieri pomeriggio, quando i problemi riscontrati ai motori del Marmorica, hanno impedito la sostituzione. Ciò avrà conseguenze pesanti ovviamente sui collegamenti marittimi.
Gravi i danni riportati invece dall'Ocean Drop. Il cargo, di proprietà di una società turca, sta sfruttando la base della Freschi Alessandro & C. L'agenzia piombinese ha messo a disposizione della società turca un avvocato marittimista.

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