Sicurezza
MALASANITA'
Rischia di morire per un'infezione
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L’ospedale civile di PortoferraioIn fin di vita all'ospedale di Livorno, in attesa di un'operazione che arresti la grave infezione all'origine, la scorsa notte, di una crisi respiratoria. Pier Paola Cignoni, 61 anni, residente a Rio Elba, è stata trasferita d'urgenza dall'ospedale di Portoferraio al reparto di medicina d'urgenza a Livorno
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PORTOFERRAIO. In fin di vita all'ospedale di Livorno, in attesa di un'operazione che arresti la grave infezione all'origine, la scorsa notte, di una crisi respiratoria. Pier Paola Cignoni, 61 anni, residente a Rio Elba, è stata trasferita d'urgenza dall'ospedale di Portoferraio al reparto di medicina d'urgenza a Livorno.
Lotta tra la vita e la morte dopo un lungo periodo di degenza in ospedale, prima a Portoferraio - dove inizialmente le era stato diagnosticato un tumore allo stomaco - poi a Pisa e, da inizio dicembre, di nuovo a Portoferraio. «Un caso - affermano i familiari - di malasanità sul quale ora chiederemo all'autorità giudiziaria di far luce».
A raccontare i lunghi mesi di malattia di Pier Paola Cignoni è il nipote, Alessandro Allori, giornalista del Corriere Fiorentino. In una lunga lettera rivolta all'assessore regionale alla sanità, Enrico Rossi, denuncia «l'inadeguatezza» del personale dell'ospedale isolano.
Una vicenda complessa che per Pier Paola Cignoni comincia a giugno dello scorso anno con forti dolori ad un'anca. Ad agosto si rivolge al pronto soccorso di Portoferraio. «In un primo tempo - scrive il nipote all'assessore Rossi - non la volevano ricoverare. Ma dopo insistenze si sono decisi a farle una lastra dalla quale è emerso che aveva una frattura all'anca». Nel reparto di ortopedia la donna rimane per due mesi «parcheggiata lì senza che gli venisse fatta una diagnosi - prosegue Allori - verso fine ottobre le vennero delle complicazioni allo stomaco, per questo venne trasferita al reparto di medicina dove le vennero fatte altre analisi e le fu diagnosticato un carcinoma gastrico gastropilorico e venne trasferita d'urgenza all'ospedale di Cisanello a Pisa». Dove però, nel giro di un paio di settimane, la diagnosi dei medici portoferraiesi viene cambiata: Pier Paola non ha alcun tumore, «doveva semplicemente - spiega il nipote - essere operata all'anca per mettere una protesi». La donna viene rimandata a Portoferraio, di nuovo in ortopedia. «Poco dopo - continua Allori - iniziò a peggiorare di nuovo». Sangue nelle urine e nel catetere, inappetenza, forti dolori. «I medici - continua Allori - arrivano alla conclusione che si è aperta una cicatrice di una vecchia operazione. Mia zia ha continuato a peggiorare sempre di più sino a quando ieri (giovedì, ndr) in maniera saggia ma tardiva, adducendo un arresto respiratorio, hanno chiamato l'elicottero facendola trasportare nel reparto di medicina d'urgenza dell'ospedale civile di Livorno». Le condizioni di Pier Paola Cignoni non sono buone, i medici tenteranno di operarla per asportare una fistola alla vescica all'origine dell'infezione che rischia di ucciderla. «Caro assessore Rossi - scrive Allori - ma è possibile che accadano vicende del genere? La mia famiglia, qualunque siano gli esiti, si sente obbligata a rivolgersi all'autorità giudiziaria per chiarire le dinamiche di questa incredibile vicenda. Le faccio un appello da elbano di interessarsi di più di questa struttura in mano a personale palesemente inadeguato».
Lotta tra la vita e la morte dopo un lungo periodo di degenza in ospedale, prima a Portoferraio - dove inizialmente le era stato diagnosticato un tumore allo stomaco - poi a Pisa e, da inizio dicembre, di nuovo a Portoferraio. «Un caso - affermano i familiari - di malasanità sul quale ora chiederemo all'autorità giudiziaria di far luce».
A raccontare i lunghi mesi di malattia di Pier Paola Cignoni è il nipote, Alessandro Allori, giornalista del Corriere Fiorentino. In una lunga lettera rivolta all'assessore regionale alla sanità, Enrico Rossi, denuncia «l'inadeguatezza» del personale dell'ospedale isolano.
Una vicenda complessa che per Pier Paola Cignoni comincia a giugno dello scorso anno con forti dolori ad un'anca. Ad agosto si rivolge al pronto soccorso di Portoferraio. «In un primo tempo - scrive il nipote all'assessore Rossi - non la volevano ricoverare. Ma dopo insistenze si sono decisi a farle una lastra dalla quale è emerso che aveva una frattura all'anca». Nel reparto di ortopedia la donna rimane per due mesi «parcheggiata lì senza che gli venisse fatta una diagnosi - prosegue Allori - verso fine ottobre le vennero delle complicazioni allo stomaco, per questo venne trasferita al reparto di medicina dove le vennero fatte altre analisi e le fu diagnosticato un carcinoma gastrico gastropilorico e venne trasferita d'urgenza all'ospedale di Cisanello a Pisa». Dove però, nel giro di un paio di settimane, la diagnosi dei medici portoferraiesi viene cambiata: Pier Paola non ha alcun tumore, «doveva semplicemente - spiega il nipote - essere operata all'anca per mettere una protesi». La donna viene rimandata a Portoferraio, di nuovo in ortopedia. «Poco dopo - continua Allori - iniziò a peggiorare di nuovo». Sangue nelle urine e nel catetere, inappetenza, forti dolori. «I medici - continua Allori - arrivano alla conclusione che si è aperta una cicatrice di una vecchia operazione. Mia zia ha continuato a peggiorare sempre di più sino a quando ieri (giovedì, ndr) in maniera saggia ma tardiva, adducendo un arresto respiratorio, hanno chiamato l'elicottero facendola trasportare nel reparto di medicina d'urgenza dell'ospedale civile di Livorno». Le condizioni di Pier Paola Cignoni non sono buone, i medici tenteranno di operarla per asportare una fistola alla vescica all'origine dell'infezione che rischia di ucciderla. «Caro assessore Rossi - scrive Allori - ma è possibile che accadano vicende del genere? La mia famiglia, qualunque siano gli esiti, si sente obbligata a rivolgersi all'autorità giudiziaria per chiarire le dinamiche di questa incredibile vicenda. Le faccio un appello da elbano di interessarsi di più di questa struttura in mano a personale palesemente inadeguato».
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