Toscana
non erano state notificate 416 multe
Vigile condannato a pagare 9.000 euro
Fra.Go.
La Corte dei conti ha dimezzato la condanna inflitta dalla procura a Renato Biagioni, il vigile che era stato chiamato dal tribunale a pagare 18.338,25 euro al Comune di Campiglia. Perché se l'agente aveva sbagliato, e quei soldi non erano finiti nelle casse del Comune, la colpa non è soltanto sua
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CAMPIGLIA. La Corte dei conti ha dimezzato la condanna inflitta dalla procura a Renato Biagioni, il vigile che era stato chiamato dal tribunale a pagare 18.338,25 euro al Comune di Campiglia. Perché se l'agente aveva sbagliato, e quei soldi non erano finiti nelle casse del Comune, la colpa non è soltanto sua. Ma la responsabilità, hanno detto i giudici della corte dei conti, va suddivisa a metà, con il comandante della polizia municipale. Ovviamente il comandante Andreoli non è stato tirato in ballo dai giudici. Ma suo compito sarebbe stato quello di controllare che Biagioni, condannato ora a pagare 9mila euro all'amministrazione, avesse svolto bene il suo lavoro.
Tutto è cominciato più di cinque anni fa, quando l'agente Biagioni ha inoltrato alla società De Leone Informatica 416 preavvisi di accertamento delle violazioni al codice della strada. Una e-mail alla quale ne sarebbe dovuta seguire un'altra di avvenuta ricezione. Mail che non è mai tornata indietro. La procura aveva condannato Biagioni sulla base del fatto che l'agente avesse peccato di grave negligenza. Perché soltanto l'anno dopo si sarebbe accorto che qualcosa non aveva funzionato. E che quei 416 preavvisi inviati alla De Leone, ormai, non sarebbero più stati notificati ai trasgressori. 416 multe per un totale di 18.338, 25 euro. Quello che la difesa dell'agente aveva sostenuto di fronte al tribunale, e cioè che Biagioni non era stato investito dell'incarico di responsabile del servizio, che questo era svolto sotto la supervisione del comandante e che, nei giorni successivi all'invio del lotto di multe era stato anche assente dal servizio, non aveva trovato sponda in aula. E invece, per i giudici della corte dei conti che hanno dimezzato la cifra da versare nelle casse dell'amministrazione, la responsabilità, seppur dell'agente Biagioni, era da alleggerire. Perché sarebbe spettato, scrivono i giudici nella sentenza, al comandante della municipale controllare il lavoro del vigile affinché quel servizio particolarmente delicato e importante per il Comune di Campiglia fosse stato svolto secondo le procedure.
Tutto è cominciato più di cinque anni fa, quando l'agente Biagioni ha inoltrato alla società De Leone Informatica 416 preavvisi di accertamento delle violazioni al codice della strada. Una e-mail alla quale ne sarebbe dovuta seguire un'altra di avvenuta ricezione. Mail che non è mai tornata indietro. La procura aveva condannato Biagioni sulla base del fatto che l'agente avesse peccato di grave negligenza. Perché soltanto l'anno dopo si sarebbe accorto che qualcosa non aveva funzionato. E che quei 416 preavvisi inviati alla De Leone, ormai, non sarebbero più stati notificati ai trasgressori. 416 multe per un totale di 18.338, 25 euro. Quello che la difesa dell'agente aveva sostenuto di fronte al tribunale, e cioè che Biagioni non era stato investito dell'incarico di responsabile del servizio, che questo era svolto sotto la supervisione del comandante e che, nei giorni successivi all'invio del lotto di multe era stato anche assente dal servizio, non aveva trovato sponda in aula. E invece, per i giudici della corte dei conti che hanno dimezzato la cifra da versare nelle casse dell'amministrazione, la responsabilità, seppur dell'agente Biagioni, era da alleggerire. Perché sarebbe spettato, scrivono i giudici nella sentenza, al comandante della municipale controllare il lavoro del vigile affinché quel servizio particolarmente delicato e importante per il Comune di Campiglia fosse stato svolto secondo le procedure.
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