Il Tirreno

RIPRISTINO DUNA

«Costa Est, troppi i ritardi»

Francesca Gori.
La spiaggia di Perelli dopo la mareggiata
◗
La spiaggia di Perelli dopo la mareggiata

La Regione sta studiando il fenomeno, ma le soluzioni vanno trovate al più presto per salvare quel tratto di litorale

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. In primavera cominceranno i lavori per il ripristino della duna. Ma i problemi della Costa Est saranno ancora lontani dall'essere risolti. Perché senza interventi strutturali, in mare, sarà difficile preservare quel tratto di arenile ed evitare che le mareggiate mangino ogni anno sabbia su sabbia.

Che ci siano dei ritardi lo sostiene anche Luca Sbrilli, presidente della società Parchi Val di Cornia. Il consolidamento della duna è necessario. Ma gli interventi da mettere in atto non possono limitarsi a questo. «La Regione sta monitorando la situazione - spiega Sbrilli - ma la ricerca è ancora agli inizi, e gli interventi da intraprendere invece sono urgenti». Il mare sta mangiando la costa. Sta portando via sabbia, sta erodendo il litorale. E il ripascimento, così come è stato chiesto dai balneari, non serve se non a passare la stagione senza troppi scossoni. Sperando sempre che non arrivi una mareggiata e porti via tutto. «Abbiamo a che fare con tempi che si dilatano sempre - dice Sbrilli - come nel caso dell'ipotesi di ripascimento utilizzando la sabbia della centrale Enel. Sono pochi metri cubi, e quello non sarebbe certo una soluzione risolutiva. Ma una soluzione tampone. Dal ministero ancora oggi, dopo tre anni, non è arrivato il via libera». Considerazioni che le istituzioni fanno ormai a voce alta.

I ritardi sono troppi. Soprattutto è troppo tempo che si ragiona del fenomeno dell'erosione sulla Costa Est senza affrontare di petto la situazione. «Sono decenni che costa sta soffrendo per questo fenomeno - dice Sbrilli - ma tanti problemi sono venuti alla luce quando sono state aperte le prime attività economiche, i primi stabilimenti balneari. Eppure il fenomeno dell'erosione riguarda la nostra costa da sempre». Un fenomeno che non si verifica soltanto sulla Costa Est. Anche a Baratti, nel cuore della Costa degli Etruschi la situazione non è molto differente. «L'innalzamento del livello del mare - aggiunge il presidente - e l'abbassamento del livello di erosione stanno creando quei fenomeni che sono sotto gli occhi di tutti. Ma gli interventi devono essere fatti direttamente alla fonte del problema, e cioè in mare.

Il ripascimento serve a poco». Tamponare ad esempio i varchi che si sono creati nella banchina, come già hanno fatto a Follonica. Questa potrebbe essere una soluzione. «Lo studio della Regione serve a questo - dice - ma bisogna poi che a quello studio segua un progetto e che soprattutto ci siano le risorse». Tra poco si comincerà a lavorare per salvare Baratti. Il progetto c'è e ci sono anche i soldi. E intanto qualcosa va in porto. «La Regione ha anche individuato delle cave in mare - spiega il presidente - dalle quali potrebbe essere estratta sabbia da riutilizzare sul nostro litorale». Sabbia che però deve essere ancora analizzata. E se i tempi saranno gli stessi necessari per le analisi alla sabbia della centrale Enel, probabilmente tra tre anni, saremo ancora una volta qui a parlarne.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze