Attenzione
turismo ecologico
Ormeggiare senza fare danni,arrivano le boe telematiche
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Imbarcazione mentre naviga nelle acque di PortoferraioUn sistema telematico di ormeggi. Boe ecocompatibili e funzionali alla salvaguardia della zona di tutela biologica dello Scoglietto, la prima area marina protetta dell'arcipelago, ma anche un progetto legato allo sviluppo compatibile del turismo subacqueo
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PORTOFERRAIO. Un sistema telematico di ormeggi. Boe ecocompatibili e funzionali alla salvaguardia della zona di tutela biologica dello Scoglietto, la prima area marina protetta dell'arcipelago, ma anche un progetto legato allo sviluppo compatibile del turismo subacqueo.
I due primi ormeggi saranno destinati specialmente alle imbarcazioni che gestiscono le attività di "diving" presenti sull'isola.
Un primo intervento che sarà integrato da altri ormeggi analoghi e funzionale alla tutela della zona biologica dello Scoglietto ma anche allo sviluppo compatibile del turismo subacqueo che sempre più sta prendendo forma e si pone come valida occasione di sviluppo per tutto il comparto turistico.
Un primo finanziamento di 6mila euro da parte del Comune di Portoferraio anche alla luce di un protocollo d'intesa siglato gia nel luglio del 2007 con Greepeace, Lni e Circolo Teseo Tesei e che ora prende forma concreta.
Alessandro Mazzei è l'assessore all'urbanistica della giunta Peria.
Insieme a Antonella Giuzio è stato uno dei sostenitori più convinti della validità dell'iniziativa. Dice: «Un progetto importante che prende corpo con la collaborazione e la comunità d'intenti di importati associazioni. Si tratta di un primo intervento. Per l'area dello Scoglietto dovranno essere previste altre installazioni e quindi regolamentazioni per garantire che l'ormeggio in questo specchio di mare non produca danni alle praterie di posidonia presenti, praterie che recenti studi hanno verificato essere tra le meglio conservate, anzi in espansione, del mediterraneo».
Un primo passo. Il Regolamento Urbanistico di Portoferraio prevede, infatti, che anche in altri tratti di mare si ricorra ad installazioni similari al fine di evitare l'ormeggio libero ed il danneggiamento dei fondali, per garantire un equilibrato rapporto tra le esigenze del turismo nautico e quelle della balneazione. Rimarca Mazzei: «Come amministrazione stiamo verificando se e come estendere, oltre alle aree marine già individuate, tutele e modalità compatibili di utilizzazione della risorsa mare a partire da una migliore tutela a terra della zona di riserva biologica dello Scoglietto, oggi limitata tra Punta Falconaia e la Punta di Capo Bianco».
I due primi ormeggi saranno destinati specialmente alle imbarcazioni che gestiscono le attività di "diving" presenti sull'isola.
Un primo intervento che sarà integrato da altri ormeggi analoghi e funzionale alla tutela della zona biologica dello Scoglietto ma anche allo sviluppo compatibile del turismo subacqueo che sempre più sta prendendo forma e si pone come valida occasione di sviluppo per tutto il comparto turistico.
Un primo finanziamento di 6mila euro da parte del Comune di Portoferraio anche alla luce di un protocollo d'intesa siglato gia nel luglio del 2007 con Greepeace, Lni e Circolo Teseo Tesei e che ora prende forma concreta.
Alessandro Mazzei è l'assessore all'urbanistica della giunta Peria.
Insieme a Antonella Giuzio è stato uno dei sostenitori più convinti della validità dell'iniziativa. Dice: «Un progetto importante che prende corpo con la collaborazione e la comunità d'intenti di importati associazioni. Si tratta di un primo intervento. Per l'area dello Scoglietto dovranno essere previste altre installazioni e quindi regolamentazioni per garantire che l'ormeggio in questo specchio di mare non produca danni alle praterie di posidonia presenti, praterie che recenti studi hanno verificato essere tra le meglio conservate, anzi in espansione, del mediterraneo».
Un primo passo. Il Regolamento Urbanistico di Portoferraio prevede, infatti, che anche in altri tratti di mare si ricorra ad installazioni similari al fine di evitare l'ormeggio libero ed il danneggiamento dei fondali, per garantire un equilibrato rapporto tra le esigenze del turismo nautico e quelle della balneazione. Rimarca Mazzei: «Come amministrazione stiamo verificando se e come estendere, oltre alle aree marine già individuate, tutele e modalità compatibili di utilizzazione della risorsa mare a partire da una migliore tutela a terra della zona di riserva biologica dello Scoglietto, oggi limitata tra Punta Falconaia e la Punta di Capo Bianco».
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