Il Tirreno

Tragedia a Suvereto

Si ferisce in casa e muore dissanguata

Si ferisce in casa e muore dissanguata

Un incidente domestico finito in tragedia. È quanto accaduto nella notte tra martedì e mercoledì a Suvereto: a perdere la vita una badante ucraina - Natalia Roznova, 56 anni - che da qualche tempo curava una novantenne, costretta a letto

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SUVERETO. Un incidente domestico finito in tragedia. È quanto accaduto nella notte tra martedì e mercoledì a Suvereto: a perdere la vita una badante ucraina - Natalia Roznova, 56 anni - che da qualche tempo curava una novantenne, costretta a letto. La badante, secondo la ricostruzione degli inquirenti, si è ferita a un piede con una scheggia di vetro, ha sottovalutato la gravità del taglio ed è morta dissanguata. Episodio drammatico che ha causato ore e ore di angoscia in paese stendendo un velo di dolore sul Natale.

L’allarme ieri, intorno alle 12,30. Uno dei figli, andato a far visita all’anziana madre, non riusciva ad aprire la porta d’ingresso chiusa dall’interno e, pur bussando e suonando, non riceveva alcuna risposta. Fatto il giro della palazzina e stabilito che non poteva entrare, ha subito telefonato ai carabinieri. A quel punto familiari e militari sono riusciti a forzare una porta finestra laterale, che - in pratica - ha dato diretto accesso in cucina. Qui è stata trovata la badante, ormai già morta. L’anziana, inferma, non aveva potuto accorgersi di niente. Però il modo in cui è morta Natalia ha fatto sì che i carabinieri procedessero a tutta una serie di controlli particolareggiati. Da qui la lunga attesa e l’inquietudine, che hanno riempito via Alighieri di decine di paesani. In cucina è stato trovato sangue ovunque. Secondo una prima ricostruzione il decesso risalirebbe alla notte di martedì. A questo punto la dinamica dell’incidente può andare avanti solo per ipotesi, non ci sono infatti testimoni di quanto accaduto.

Forse la donna aveva bevuto qualche bicchiere di troppo. Una bottiglia si è rotta e i pezzi di vetro sono finiti sparsi sul pavimento. Natalia, scalza, si è ferita sotto la pianta del piede, non ha dato il giusto peso al fatto ed ha continuato ad aggirarsi per casa perdendo sangue. Difficile da spiegare come non abbia fatto nulla per fermare l’emorragia, di fatto però a un certo momento si è accasciata, ha perso i sensi ed è morta dissanguata. Da subito i carabinieri hanno pensato a un incidente domestico, ma il tanto sangue sparso per la casa ha indotto gli inquirenti ad approfondire i controlli anche su precisa richiesta del pubblico ministero Carla Bianco. Fra le questioni da stabilire c’era anche quella se, al momento dell’incidente, la donna si trovasse da sola. O magari ci fosse qualcun’altro insieme a lei, ma non l’avesse soccorsa lasciandola morire. Per tutto il giorno, fuori dalla palazzina, sono rimasti i figli dell’anziana malata; preoccupati per la salute della madre, sono potuti entrare solo una volta per controllarla. Il dolore è grande. «Questa badante - spiegavano - era una brava persona, ormai una di famiglia. La signora accettava di far bene un mestiere da molti rifiutato ed è morta sola, così lontano da casa». In strada una decina di abitanti della via. Tanti i carabinieri dal comando compagnia di Piombino (compreso il nucleo operativo) oltre a quelli della stazione di Suvereto. Intorno alle 17.30 sono arrivati i militari della scientifica e il pubblico ministero, Carla Bianco. Il magistrato è stato informato su quanto accaduto dal comandante Salvatore Muratore. Poi sono stati fatti nuovi rilievi all’interno della palazzina.

E la tragica vicenda ha finalmente trovato la sua naturale conclusione. Da Carla Bianco non è stato firmato alcun provvedimento. Dunque non si farà neppure l’autopsia. Si è trattato di una morte per cause accidentali. La salma di Natalia è stata rimossa da via Dante Alighieri ed è stata portata nella camera mortuaria del cimitero del paese. I carabinieri, a tarda sera, sono riusciti a contattare i figli della badante, in Ucraina; saranno loro - nei prossimi giorni - a decidere se far tornare a casa la loro mamma.

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