Finanza
Russi e tedeschi promuovono la produzione locale
Vini elbani senza frontiere
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L’Enoteca delle fortezzeRussi e tedeschi alla scoperta dei vini doc elbani: aleatico, ansonica e non solo. Tutto grazie a gemellaggi, convegni, degustazioni nell'ambito del progetto regionale "Vignaioli e Vignerons". Piermario Meletti (Le Ripalte), Stefano Farkas (Valle di Lazzaro) e Marcello Fioretti (Acquabona) a Montecatini si sono immersi in giornate di studio
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PORTOFERRAIO. Russi e tedeschi alla scoperta dei vini doc elbani: aleatico, ansonica e non solo. Tutto grazie a gemellaggi, convegni, degustazioni nell'ambito del progetto regionale "Vignaioli e Vignerons". Piermario Meletti (Le Ripalte), Stefano Farkas (Valle di Lazzaro) e Marcello Fioretti (Acquabona) a Montecatini si sono immersi in giornate di studio.
Dice Fioretti: «A Firenze ansonica, aleatico, vermentino, sangiovese della nostra azienda sono stati degustati in Santissima Annunziata. Poi siamo rientrati e abbiamo ospitato, con l'apporto di Slow Food, 5 Vignerons europei, accompagnandoli ai vigneti di Lacona, all'azienda Arrighi e Sapereta». Nel programma anche una tavola rotonda sul rapporto tra ambiente e vigna, naturalità e sostenibilità ecologica della viticoltura, genuinità dei prodotti delle piccole aziende e della trasparenza nei confronti dei consumatori.
Rimarca Fioretti: «Abbiamo proiettato dei filmati, compresa la pigiatura coi piedi dell'uva in vasche di granito, fatta nella tenuta del Montefabrello».
E i georgiani hanno illustrato i loro metodi di conservazione del vino. Un percorso legato a grandi anfore di argilla, capaci fino a 3000 litri, interrate nelle cantine, ed hanno detto anche delle esperienze di produzione al monte Ararat, storico luogo d'origine della produzione del vino. Alla fine cene conviviali presso l'Enoteca della Fortezza.
Dice Fioretti: «A Firenze ansonica, aleatico, vermentino, sangiovese della nostra azienda sono stati degustati in Santissima Annunziata. Poi siamo rientrati e abbiamo ospitato, con l'apporto di Slow Food, 5 Vignerons europei, accompagnandoli ai vigneti di Lacona, all'azienda Arrighi e Sapereta». Nel programma anche una tavola rotonda sul rapporto tra ambiente e vigna, naturalità e sostenibilità ecologica della viticoltura, genuinità dei prodotti delle piccole aziende e della trasparenza nei confronti dei consumatori.
Rimarca Fioretti: «Abbiamo proiettato dei filmati, compresa la pigiatura coi piedi dell'uva in vasche di granito, fatta nella tenuta del Montefabrello».
E i georgiani hanno illustrato i loro metodi di conservazione del vino. Un percorso legato a grandi anfore di argilla, capaci fino a 3000 litri, interrate nelle cantine, ed hanno detto anche delle esperienze di produzione al monte Ararat, storico luogo d'origine della produzione del vino. Alla fine cene conviviali presso l'Enoteca della Fortezza.
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