Il Tirreno

L’AGGRESSIONE

Invadono il campo e picchiano l'arbitro

Francesca Gori
Invadono il campo e picchiano l'arbitro

Non è partito nemmeno un coro. In tre hanno scavalcato la recinzione del Santa Costanza e sono arrivati dritti sul muso dell’arbitro. Un cazzotto, poi la rincorsa. È successo ieri al termine di San Vincenzo-Porta a Piagge (2-2), partita di Prima categoria. Lo sfortunato col fischietto in bocca è Riccardo Muto, arbitro di Grosseto che ieri ha fatto l’errore, secondo i tifosi amaranto, di concedere sei minuti di recupero, al termine del quale gli ospiti hanno segnato il gol del pareggio

3 MINUTI DI LETTURA





SAN VINCENZO. Non è partito nemmeno un coro. Nessuno ha urlato «arbitro becco». Ma in tre hanno scavalcato la recinzione del campo e sono arrivati dritti sul suo viso. Un cazzotto, poi la rincorsa. È successo ieri al termine di San Vincenzo-Porta a Piagge, partita di prima categoria. Lo sfortunato con il fischietto in bocca è Riccardo Muto, arbitro di Grosseto che ieri ha fatto l'errore, secondo i tifosi amaranto, di concedere sei minuti di recupero al termine della gara. In mezzo al campo, nel parapiglia, c'erano anche alcuni dirigenti dei padroni di casa.

LA SEQUENZA Tifosi inseguono e picchiano l'arbitro

Una partita che è cominciata bene per la squadra amaranto. Due palle in rete. Un po' di nervosismo, contro i pisani. Poi il primo gol degli avversari. E la decisione dell'arbitro di concedere 6 minuti di recupero. Troppi per i supporter del San Vincenzo. Come troppe erano state le 5 ammonizioni rifilate ai calciatori in tenuta amaranto. Così metà campo ha giudicato il lavoro di chi doveva giudicare la partita. Riccardo Muto alla giustezza delle sue decisioni ci ha creduto fino al fischio finale. Quando il Porta a Piagge è andato in rete un'altra volta. Novantaseiesimo minuto. Il pareggio. E tre tifosi che scavalcano la rete, entrano in campo, vanno verso il giovane arbitro e parte il parapiglia. In mezzo alla confusione anche alcuni dirigenti del San Vincenzo. Un cazzotto è partito. E Muto è finito a terra. Si è rialzato, ha cominciato a correre. Terrorizzato. Dietro di lui, il direttore sportivo amaranto Franco Filippeschi che lo ha accompagnato dentro lo spogliatoio ed è rimasto con lui fino a quando il Santa Costanza non si è completamente svuotato.

«Sono cose che non devono succedere - dice Filippeschi - perché quando in campo ci sono dei calciatori che si allenano con spirito di squadra e che danno il tutto e per tutto per raggiungere il risultato, la partita è già fatta. È vero, siamo stati penalizzati da un arbitro che non sempre è stato imparziale. Ma è inammissibile scavalcare una recinzione e picchiare un arbitro». Un brutto episodio. Uno di quelli che fanno sembrare il calcio un po' meno sport e un po' troppo competizione. Non sana, però.

Riccardo Muto è rimasto dentro lo spogliatoio a lungo. Seduto accanto a lui il ds Filippeschi. «Era terrorizzato - dice - non voleva uscire dallo spogliatoio. Poi sono riuscito a convincerlo».
L'arbitro maremmano ha deciso di andare a farsi medicare al pronto soccorso dell'ospedale di Grosseto. Non si è voluto fermare a quello di Piombino. Ad aspettarlo fuori dallo spogliatoio non c'era nessuno. Nemmeno quei tre che gli hanno mollato quel cazzotto, e che i carabinieri non hanno ancora identificato. Non c'era chi non aveva apprezzato il suo lavoro, il suo modo di giudicare gli atleti in campo e una partita dai nervi fin troppo tesi. «Ora aspettiamo il bollettino che arriverà giovedì - dice ancora Filippeschi - per vedere cosa deciderà la federazione. Ovviamente tutto dipende da quello che l'arbitro scriverà nel rapporto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa