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Shopping, regge il mercato elbano
Valentina Landucci
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Shopping natalizio in centro a Marina di Campo, animata da una serie di iniziative per evitare la migrazione in continenteLe associazioni di categoria bocciano le iniziative che favoriscono la migrazione dei clienti. Vendite stabili nonostante il 40% degli elbani compri i regali di Natale negli outlet e mega store tra Livorno e Firenze
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PORTOFERRAIO. Regali piccoli ma pur sempre regali. E nonostante la crisi e il freddo che fa da deterrente allo shopping natalizio i commercianti potranno dirsi, alla fine, soddisfatti. Parola delle associazioni di categoria che quest'anno si sono trovate a combattere con un nuovo nemico: le gite "commerciali" nei grandi outlet in continente. E a quanto pare la battaglia l'hanno vinta.
Nonostante offerte allettanti (45 euro a persona per una giornata a Firenze) nessun elbano ha deciso di approfittare delle spedizioni natalizie ai Gigli, all'outlet di Barberino e al mega store Ikea organizzate da due agenzie di viaggio dell'isola. Due iniziative imprenditoriali legate - raccontano i diretti interessati - a una domanda reale. Non a caso anche quest'anno il 40% degli elbani i regali li ha comprati in continente. Ma vuoi per il boicottaggio da parte della concorrenza isolana (con tanto - raccontano le agenzie - di volantini spariti e manifesti strappati a Marina di Campo), vuoi perché in continente è più facile andarci da soli per poter caricare la macchina di pacchi, alle gite non ha partecipato nessuno. E ai commercianti non è certo dispiaciuto. «Sono cose da non farsi - commenta Franca Rosso, presidente di Confcommercio - soprattutto in tempi di crisi». E la pensa così anche Marcello Bargellini, segretario della Confesercenti di Portoferraio. «Ci dispiace che qualcuno tenti di disperdere le risorse che sono sull'Elba - afferma - è anche per questo che stiamo lavorando a una campagna di sensibilizzazione per favorire gli acquisti sull'isola».
Il fenomeno migratorio sotto le feste - evidenziato anche dalle presenze a bordo dei traghetti nei weekend - resta comunque massiccio. E le associazioni di categoria sanno bene che non si può contrastare stando con le mani in mano. Perché se quest'anno «chi è stato in grado di adeguarsi ai tempi e fare offerte alla propria clientela - spiega Bargellini - riuscirà a chiudere in attivo il bilancio delle vendite natalizie», è pur sempre vero che alcune attività hanno sofferto. «Sostanzialmente - spiega Rosso - il periodo natalizio dovrebbe chiudersi sugli stessi livelli dello scorso anno. Ci sono delle lamentele, in particolare dai commercianti del centro di Portoferraio. Ma qui la situazione è diversa: quello che serve è un progetto di valorizzazione della nautica che consenta al tessuto commerciale di approfittare, in estate, del turista che arriva con i grandi yacht. Per farlo serve anche un ammodernamento del tessuto commerciale e la dotazione di nuovi servizi. Insomma grandi griffe e ad esempio uno yacht club in città».
Nonostante offerte allettanti (45 euro a persona per una giornata a Firenze) nessun elbano ha deciso di approfittare delle spedizioni natalizie ai Gigli, all'outlet di Barberino e al mega store Ikea organizzate da due agenzie di viaggio dell'isola. Due iniziative imprenditoriali legate - raccontano i diretti interessati - a una domanda reale. Non a caso anche quest'anno il 40% degli elbani i regali li ha comprati in continente. Ma vuoi per il boicottaggio da parte della concorrenza isolana (con tanto - raccontano le agenzie - di volantini spariti e manifesti strappati a Marina di Campo), vuoi perché in continente è più facile andarci da soli per poter caricare la macchina di pacchi, alle gite non ha partecipato nessuno. E ai commercianti non è certo dispiaciuto. «Sono cose da non farsi - commenta Franca Rosso, presidente di Confcommercio - soprattutto in tempi di crisi». E la pensa così anche Marcello Bargellini, segretario della Confesercenti di Portoferraio. «Ci dispiace che qualcuno tenti di disperdere le risorse che sono sull'Elba - afferma - è anche per questo che stiamo lavorando a una campagna di sensibilizzazione per favorire gli acquisti sull'isola».
Il fenomeno migratorio sotto le feste - evidenziato anche dalle presenze a bordo dei traghetti nei weekend - resta comunque massiccio. E le associazioni di categoria sanno bene che non si può contrastare stando con le mani in mano. Perché se quest'anno «chi è stato in grado di adeguarsi ai tempi e fare offerte alla propria clientela - spiega Bargellini - riuscirà a chiudere in attivo il bilancio delle vendite natalizie», è pur sempre vero che alcune attività hanno sofferto. «Sostanzialmente - spiega Rosso - il periodo natalizio dovrebbe chiudersi sugli stessi livelli dello scorso anno. Ci sono delle lamentele, in particolare dai commercianti del centro di Portoferraio. Ma qui la situazione è diversa: quello che serve è un progetto di valorizzazione della nautica che consenta al tessuto commerciale di approfittare, in estate, del turista che arriva con i grandi yacht. Per farlo serve anche un ammodernamento del tessuto commerciale e la dotazione di nuovi servizi. Insomma grandi griffe e ad esempio uno yacht club in città».
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