La manifestazione
dalmine
C'è l'intesa, Dalmine non chiuderà
Luca Centini
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L’assessore regionale Simoncini e un reparto della DalmineIl brindisi tra l'azienda e i lavoratori aveva offerto i primi segnali distensivi. Mancava l'ultima tessera per completare il mosaico. Gli ultimi dettagli in vista del confronto azienda-sindacati di domani, decisivo per sbloccare la trattativa.
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PIOMBINO. Lo stabilimento Dalmine non è più in bilico. Manca ancora l'ufficialità, ma l'incontro che si è tenuto ieri a Venturina tra l'azienda, i sindacati e le istituzioni ha allontanato con decisione il fantasma della chiusura, che dallo scorso settembre, con la presentazione del piano aziendale per il biennio 2010-11, minaccia i 124 dipendenti del tubificio. Per la prima volta, dopo mesi di trattative serrate e incontri, l'idea di dismettere il sito di Ischia da Crociano ha lasciato spazio alla chiara volontà di rafforzare la presenza dell'azienda siderurgica sul territorio piombinese.
Il brindisi tra l'azienda e i lavoratori aveva offerto i primi segnali distensivi. Mancava l'ultima tessera per completare il mosaico. Gli ultimi dettagli in vista del confronto azienda-sindacati di domani, decisivo per sbloccare la trattativa.
Dalmine, rappresentata dall'ad Vincenzo Capranzano, chiedeva alla Regione uno sforzo in più, per trasformare le parole spese su bonifiche, infrastrutture e investimenti in impegni concreti. Detto, fatto. L'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini, presente all'incontro venturinese con il sindaco Gianni Anselmi e l'assessore provinciale Ringo Anselmi, ha fatto la sua mossa. Entro gennaio 2010 la Regione si impegna a realizzare un protocollo di intesa con Tenaris Dalmine, Provincia, enti locali e Autorità portuale per rafforzare la presenza dell'azienda sul territorio.
«Il protocollo - ha spiegato Simoncini - dovrà definire supporti e interventi sia infrastrutturali che di qualificazione ambientale e di investimenti, a partire dai soggetti coinvolti, per il mantenimento dell'attività produttiva di Dalmine a Piombino. La Regione si impegna per giungere all'accordo entro il primo mese del 2010, e in tal senso sarà attivato quanto prima un tavolo tecnico».
La proposta avanzata da Simoncini è stata raccolta dall'amministratore delegato del gruppo Dalmine. «Abbiamo lavorato con pazienza per creare le condizioni per il mantenimento del tubificio - commenta il sindaco Anselmi - e perché l'azienda intervenisse con nuovi investimenti. Il percorso favorevole all'azienda sulle bonifiche, ottenuto senza compromessi ambientali, le mosse su 398 e porto e la partita aperta tra Regione e ministeri, con la conferma di Piombino come punto strategico, si stanno dimostrando determinanti. L'impressione è che gli strumenti messi in campo dalle istituzioni abbiano spinto l'azienda a cambiare piano».
Soddisfatti i sindacati, che ora puntano con fiducia al confronto previsto domani a Bergamo, in cui si cercherà una soluzione positiva della trattativa sul piano generale Dalmine, a cui restano legati gli sviluppi del tubificio.
Nell'incontro di domani Tenaris potrebbe svelare alcuni dettagli sugli investimenti previsti per il sito di Piombino. Il mantenimento del tubificio resterebbe fine a se stesso senza interventi mirati per rilanciarne l'attività.
Potrebbe tornare in agenda, dunque, il progetto di realizzare a Piombino il centro logistico del gruppo per l'Italia e il Sud Europa, idea emersa prima che la crisi si abbattesse sul comparto siderurgico. Novità possibili anche per le produzioni che, vista la forte competizione cinese, sarebbero riconvertite per la realizzazione di prodotti di nicchia, meno soggetti alla concorrenza. I tagli al personale, previsti nel piano Dalmine, potrebbero essere evitati con nuovi ammortizzatori sociali e uscite per mobilità incentivata, in attesa della ripresa produttiva.
Il brindisi tra l'azienda e i lavoratori aveva offerto i primi segnali distensivi. Mancava l'ultima tessera per completare il mosaico. Gli ultimi dettagli in vista del confronto azienda-sindacati di domani, decisivo per sbloccare la trattativa.
Dalmine, rappresentata dall'ad Vincenzo Capranzano, chiedeva alla Regione uno sforzo in più, per trasformare le parole spese su bonifiche, infrastrutture e investimenti in impegni concreti. Detto, fatto. L'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini, presente all'incontro venturinese con il sindaco Gianni Anselmi e l'assessore provinciale Ringo Anselmi, ha fatto la sua mossa. Entro gennaio 2010 la Regione si impegna a realizzare un protocollo di intesa con Tenaris Dalmine, Provincia, enti locali e Autorità portuale per rafforzare la presenza dell'azienda sul territorio.
«Il protocollo - ha spiegato Simoncini - dovrà definire supporti e interventi sia infrastrutturali che di qualificazione ambientale e di investimenti, a partire dai soggetti coinvolti, per il mantenimento dell'attività produttiva di Dalmine a Piombino. La Regione si impegna per giungere all'accordo entro il primo mese del 2010, e in tal senso sarà attivato quanto prima un tavolo tecnico».
La proposta avanzata da Simoncini è stata raccolta dall'amministratore delegato del gruppo Dalmine. «Abbiamo lavorato con pazienza per creare le condizioni per il mantenimento del tubificio - commenta il sindaco Anselmi - e perché l'azienda intervenisse con nuovi investimenti. Il percorso favorevole all'azienda sulle bonifiche, ottenuto senza compromessi ambientali, le mosse su 398 e porto e la partita aperta tra Regione e ministeri, con la conferma di Piombino come punto strategico, si stanno dimostrando determinanti. L'impressione è che gli strumenti messi in campo dalle istituzioni abbiano spinto l'azienda a cambiare piano».
Soddisfatti i sindacati, che ora puntano con fiducia al confronto previsto domani a Bergamo, in cui si cercherà una soluzione positiva della trattativa sul piano generale Dalmine, a cui restano legati gli sviluppi del tubificio.
Nell'incontro di domani Tenaris potrebbe svelare alcuni dettagli sugli investimenti previsti per il sito di Piombino. Il mantenimento del tubificio resterebbe fine a se stesso senza interventi mirati per rilanciarne l'attività.
Potrebbe tornare in agenda, dunque, il progetto di realizzare a Piombino il centro logistico del gruppo per l'Italia e il Sud Europa, idea emersa prima che la crisi si abbattesse sul comparto siderurgico. Novità possibili anche per le produzioni che, vista la forte competizione cinese, sarebbero riconvertite per la realizzazione di prodotti di nicchia, meno soggetti alla concorrenza. I tagli al personale, previsti nel piano Dalmine, potrebbero essere evitati con nuovi ammortizzatori sociali e uscite per mobilità incentivata, in attesa della ripresa produttiva.
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