Il dolore
Campiglia bilanci Comune
Comuni con le casse sempre più vuote
Francesca Gori
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Una panoramica delle abitazioni di PiombinoBilanci rimandati all'anno nuovo. Nei Comuni della Val di Cornia, ma anche in quello di Piombino, sindaci, assessori al Bilancio e dirigenti sono tutti con le calcolatrici in mano. Perché i soldi promessi dal governo non sono ancora arrivati
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CAMPIGLIA. Bilanci rimandati all'anno nuovo. Nei Comuni della Val di Cornia, ma anche in quello di Piombino, sindaci, assessori al Bilancio e dirigenti sono tutti con le calcolatrici in mano. Perché i soldi promessi dal governo non sono ancora arrivati.
I conti, almeno per ora, non tornano. Anche se, almeno a Campiglia, le difficoltà nei pagamenti di fornitori e aziende che lavorano per l'amministrazione, non si sono ancora riscontrate. Nel Comune della Val di Cornia mancano ad oggi all'appello 270mila euro. Soldi che dovevano arrivare nelle casse dell'amministrazione dal trasferimento dell'Ici. Soldi che però sono ancora sulla carta e basta. «la situazione è tragica soprattutto per il nostro Comune - dice il sindaco Rossana Soffritti - perché l'Ici per il nostro Comune era un'imposta dinamica, che cresceva e che potenzialmente continuerebbe a crescere ancora». Conti alla mano infatti, l'espansione edilizia di Campiglia parla da sola. La popolazione è cresciuta, e le case sono aumentate. «Ma di quei soldi - aggiunge il indaco - non abbiamo ancora visto un centesimo, e anche l'addizionale Irpef è rimasta ferma». A Campiglia, nonostante quindi i minori trasferimenti e il patto di stabilità però, i fornitori e le spese correnti si continuano a pagare. «Ma il bilancio lo rimandiamo all'anno nuovo - dice il primo cittadino - perché aspettiamo le linee guida della Finanziaria». Centinaia di migliaia di euro che mancano all'appello anche nelle casse del Comune di Piombino. Dove l'Ici dell'anno scorso è stato rimborsato. Ma soltanto l'85% della quota totale. «Mancano quasi 300mila euro - dice l'assessore al Bilancio Massimo Giuliani - ma a differenza di quello che è successo a San Vincenzo, dove è stato richiesto il rimborso dell'Ici del 1993, qua da noi non è arrivata alcuna richiesta di rimborso».
Anche a Piombino, la chiusura dell'anno e il patto di stabilità non hanno creato alcun problema all'amministrazione, che per ora non ha registrato nessun ritardo nei pagamenti. «Il patto di stabilità - aggiunge l'assessore - ci obbliga ad includere anche le operazioni straordinarie che abbiamo approvato e realizzato nel 2007. In questo modo, per molti Comuni ci saranno davvero problemi seri nella stesura dei bilanci. E anche noi avremo delle difficoltà». Per sapere dove e come verranno fatti i tagli ai bilanci delle amministrazioni della Val di Cornia e a quella di Piombino, si dovrà però aspettare almeno un mese. Perché prima di fine gennaio o metà febbraio nessuna delle giunte sarà pronta a discutere la propria manovrina finanziaria. Ci sarà da aspettare per capire quali novità introdurrà la Finanziari per le amministrazioni e anche come fare a far quadrare i conti dopo la scure che il governo ha fatto cadere sulle casse dei Comuni.
I conti, almeno per ora, non tornano. Anche se, almeno a Campiglia, le difficoltà nei pagamenti di fornitori e aziende che lavorano per l'amministrazione, non si sono ancora riscontrate. Nel Comune della Val di Cornia mancano ad oggi all'appello 270mila euro. Soldi che dovevano arrivare nelle casse dell'amministrazione dal trasferimento dell'Ici. Soldi che però sono ancora sulla carta e basta. «la situazione è tragica soprattutto per il nostro Comune - dice il sindaco Rossana Soffritti - perché l'Ici per il nostro Comune era un'imposta dinamica, che cresceva e che potenzialmente continuerebbe a crescere ancora». Conti alla mano infatti, l'espansione edilizia di Campiglia parla da sola. La popolazione è cresciuta, e le case sono aumentate. «Ma di quei soldi - aggiunge il indaco - non abbiamo ancora visto un centesimo, e anche l'addizionale Irpef è rimasta ferma». A Campiglia, nonostante quindi i minori trasferimenti e il patto di stabilità però, i fornitori e le spese correnti si continuano a pagare. «Ma il bilancio lo rimandiamo all'anno nuovo - dice il primo cittadino - perché aspettiamo le linee guida della Finanziaria». Centinaia di migliaia di euro che mancano all'appello anche nelle casse del Comune di Piombino. Dove l'Ici dell'anno scorso è stato rimborsato. Ma soltanto l'85% della quota totale. «Mancano quasi 300mila euro - dice l'assessore al Bilancio Massimo Giuliani - ma a differenza di quello che è successo a San Vincenzo, dove è stato richiesto il rimborso dell'Ici del 1993, qua da noi non è arrivata alcuna richiesta di rimborso».
Anche a Piombino, la chiusura dell'anno e il patto di stabilità non hanno creato alcun problema all'amministrazione, che per ora non ha registrato nessun ritardo nei pagamenti. «Il patto di stabilità - aggiunge l'assessore - ci obbliga ad includere anche le operazioni straordinarie che abbiamo approvato e realizzato nel 2007. In questo modo, per molti Comuni ci saranno davvero problemi seri nella stesura dei bilanci. E anche noi avremo delle difficoltà». Per sapere dove e come verranno fatti i tagli ai bilanci delle amministrazioni della Val di Cornia e a quella di Piombino, si dovrà però aspettare almeno un mese. Perché prima di fine gennaio o metà febbraio nessuna delle giunte sarà pronta a discutere la propria manovrina finanziaria. Ci sarà da aspettare per capire quali novità introdurrà la Finanziari per le amministrazioni e anche come fare a far quadrare i conti dopo la scure che il governo ha fatto cadere sulle casse dei Comuni.
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