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Portoferraio

Blocchi Esaom, in arrivouna denuncia del Comuneper procurato allarme

Una veduta aerea del cantiere Esaom a Portoferraio
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Una veduta aerea del cantiere Esaom a Portoferraio

Da accusatori pubblici ad accusati. Un modo per tutelare l'azione amministrativa del Comune in merito alla vicenda dei blocchi Esaom che, nel giro di qualche mese, finiranno sotto una collinetta artificiale progettata dal Cantiere nella zona della Casaccia

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PORTOFERRAIO. Da accusatori pubblici ad accusati. Un modo per tutelare l'azione amministrativa del Comune in merito alla vicenda dei blocchi Esaom che, nel giro di qualche mese, finiranno sotto una collinetta artificiale progettata dal Cantiere nella zona della Casaccia. Blocchi ripetutamente presi di mira da politici e cittadini, preoccupati per il fatto che lì, a due passi dalla provinciale, da anni si trova materiale inquinante. Ma nei confronti di chi ha portato avanti questa battaglia per la salute, che ha messo in dubbio anche le scelte del Comune, potrebbe arrivare una denuncia per "procurato allarme". Almeno è quanto ipotizza l'amministrazione comunale nel verbale che accompagna la delibera con la quale si autorizza il cantiere Esaom alla realizzazione della bonifica dell'area di stoccaggio dei blocchi. In realtà niente verrà spostato: i materiali frutto dell'escavo del porto, verranno inertizzati e seppelliti sotto una collinetta artificiale secondo un progetto elaborato da Esaom e approvato dalla conferenza dei servizi di cui fanno parte, oltre al Comune, anche Asl, Arpat e gli organi competenti in materia di ambiente.

Da alcuni giorni anche la giunta di Portoferraio ha approvato il progetto. Manca solo la definizione della tempistica entro la quale portarlo a termine. Nel frattempo il cantiere ha già richiesto alcuni preventivi a ditte specializzate per l'esecuzione del lavoro.
I seimila blocchi, insieme ai fanghi che ancora si trovano alla Casaccia, saranno sistemati su un reticolo di canali di scolo, inertizzati e coperti da terra e vegetazione a formare una collinetta di circa 8 metri di altezza. Il sistema di canalizzazioni servirà per la raccolta del percolato eventualmente prodotto dai materiali che, come prevede la legge, sarà poi smaltito.

Dunque sembra sempre più vicina la fine di una vicenda che ha animato per anni il dibattito politico cittadino, anche se l'annuncio di una querela per procurato allarme nei confronti di chi ha sempre sostenuti che quei fanghi fossero altamente pericolosi per la salute pubblica potrebbe dare seguito al dibattito. Se non altro nell'aula di un tribunale.

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