Il dolore
Brindisi e nuove speranze di salvezza
Luca Centini
◗
L’ultimo blocco stradale dei dipendenti DalmineUn brindisi non si nega a nessuno, però... L'azienda ha invitato i lavoratori Dalmine a partecipare oggi al brindisi di Natale. Un'usanza che, in condizioni normali, sarebbe interpretata come segno dei buoni rapporti con i dipendenti
3 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Un brindisi non si nega a nessuno, però... L'azienda ha invitato i lavoratori Dalmine a partecipare oggi al brindisi di Natale. Un'usanza che, in condizioni normali, sarebbe interpretata come segno dei buoni rapporti con i dipendenti. Ma se sugli operai incombe un vasto piano di esuberi e la chiusura del tubificio, ecco che un gesto distensivo può essere scambiato per una beffa.
Brindisi o beffa. L'invito dell'azienda è stato in un primo momento rispedito al mittente dalle Rsu Dalmine di Fim, Fiom e Uilm. «Gli operai e gli impiegati Dalmine non hanno certezze per il futuro e per le loro famiglie - si legge nel volantino esposto mercoledì in fabbrica - decliniamo l'invito, l'atmosfera non è adatta per brindare».
La presa di posizione delle Rsu non è passata inosservata all'azienda e ha convinto l' amministratore delegato Dalmine, Vincenzo Capranzano, a programmare per oggi una visita nello stabilimento piombinese. L'opportunità di chiarire il destino del tubificio e le prospettive complessive del gruppo, attraverso un confronto diretto con l'Ad, ha comportato un lieve passo indietro delle Rsu. Dunque torna in gioco il brindisi, a patto che siano rispettate le condizioni dettate dai lavoratori. «Non brinderemo solo al Natale - spiegano le Rsu Fim, Fiom e Uilm - accoglieremo l'invito solo se si parlerà di occupazione e non di licenziamenti, di investimenti e non di dismissioni, di futuro e non di chiusura».
Spiragli per il tubificio. La presenza a Piombino dell'amministratore delegato Capranzano viene interpretato negli ambienti sindacali come un ulteriore segnale positivo per il mantenimento del tubificio, la cui dismissione è compresa nel piano aziendale annunciato a settembre.
Nell'incontro che si è tenuto a Bergamo lo scorso 11 dicembre i vertici aziendali hanno presentato per la prima volta ai sindacati un "piano B", in cui si prevede il salvataggio del sito produttivo di Piombino. Un piano definito ancora "virtuale" dall'azienda, perché vincolato a un ulteriore cambio di passo su bonifiche e infrastrutture, con la richiesta da parte dell'azienda di rassicurazioni concrete alla Regione e ai ministeri dello sviluppo economico e dell'ambiente.
Le parti restano distanti sul numero complesivo di esuberi, passati da 1024 a 850. Un'apertura ancora insufficiente per i sindacati.
Gli appuntamenti. Ieri a Milano si è tenuto un vertice con la Regione Lombardia, a cui segue oggi un nuovo confronto azienda-sindacati a Bergamo, decisivo per il futuro degli stabilimenti lombardi. Il caso piombinese sarà invece preso in esame nell'incontro che si terrà domani a Venturina. Presenti il sindaco Gianni Anselmi, l'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini, l'azienda e i sindacati. «L'incontro servirà a togliere gli intoppi e a chiarire cosa vuole Dalmine per giungere ad una conclusione positiva della trattativa - spiega Luciano Gabrielli, segretario provinciale Fiom - l'azienda vuole chiudere entro Natale, la tappa di oggi farà in modo che lunedì a Bergamo possa essere scongiurata una volta per tutte la chiusura del tubificio».
Martedì prossimo, alle 8,30 nella sede della Cgil, si terrà l'assemblea dei lavoratori Dalmine, per fare il punto sullo stato della trattativa.
Mentre proseguono le trattative, la produzione dello stabilimento di Ischia di Crociano è sospesa da oggi, per la pausa programmata per le festività. L'attività riprenderà il 10 gennaio, nel frattempo i 124 dipendenti ricorreranno alla cig o alle ferie.
Brindisi o beffa. L'invito dell'azienda è stato in un primo momento rispedito al mittente dalle Rsu Dalmine di Fim, Fiom e Uilm. «Gli operai e gli impiegati Dalmine non hanno certezze per il futuro e per le loro famiglie - si legge nel volantino esposto mercoledì in fabbrica - decliniamo l'invito, l'atmosfera non è adatta per brindare».
La presa di posizione delle Rsu non è passata inosservata all'azienda e ha convinto l' amministratore delegato Dalmine, Vincenzo Capranzano, a programmare per oggi una visita nello stabilimento piombinese. L'opportunità di chiarire il destino del tubificio e le prospettive complessive del gruppo, attraverso un confronto diretto con l'Ad, ha comportato un lieve passo indietro delle Rsu. Dunque torna in gioco il brindisi, a patto che siano rispettate le condizioni dettate dai lavoratori. «Non brinderemo solo al Natale - spiegano le Rsu Fim, Fiom e Uilm - accoglieremo l'invito solo se si parlerà di occupazione e non di licenziamenti, di investimenti e non di dismissioni, di futuro e non di chiusura».
Spiragli per il tubificio. La presenza a Piombino dell'amministratore delegato Capranzano viene interpretato negli ambienti sindacali come un ulteriore segnale positivo per il mantenimento del tubificio, la cui dismissione è compresa nel piano aziendale annunciato a settembre.
Nell'incontro che si è tenuto a Bergamo lo scorso 11 dicembre i vertici aziendali hanno presentato per la prima volta ai sindacati un "piano B", in cui si prevede il salvataggio del sito produttivo di Piombino. Un piano definito ancora "virtuale" dall'azienda, perché vincolato a un ulteriore cambio di passo su bonifiche e infrastrutture, con la richiesta da parte dell'azienda di rassicurazioni concrete alla Regione e ai ministeri dello sviluppo economico e dell'ambiente.
Le parti restano distanti sul numero complesivo di esuberi, passati da 1024 a 850. Un'apertura ancora insufficiente per i sindacati.
Gli appuntamenti. Ieri a Milano si è tenuto un vertice con la Regione Lombardia, a cui segue oggi un nuovo confronto azienda-sindacati a Bergamo, decisivo per il futuro degli stabilimenti lombardi. Il caso piombinese sarà invece preso in esame nell'incontro che si terrà domani a Venturina. Presenti il sindaco Gianni Anselmi, l'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini, l'azienda e i sindacati. «L'incontro servirà a togliere gli intoppi e a chiarire cosa vuole Dalmine per giungere ad una conclusione positiva della trattativa - spiega Luciano Gabrielli, segretario provinciale Fiom - l'azienda vuole chiudere entro Natale, la tappa di oggi farà in modo che lunedì a Bergamo possa essere scongiurata una volta per tutte la chiusura del tubificio».
Martedì prossimo, alle 8,30 nella sede della Cgil, si terrà l'assemblea dei lavoratori Dalmine, per fare il punto sullo stato della trattativa.
Mentre proseguono le trattative, la produzione dello stabilimento di Ischia di Crociano è sospesa da oggi, per la pausa programmata per le festività. L'attività riprenderà il 10 gennaio, nel frattempo i 124 dipendenti ricorreranno alla cig o alle ferie.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
