Finanza
Piombino stabilimento Dalmine
Dalmine, resta il rischio tagli
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Il tubificio Dalmine a Ischia di CrocianoAperture sulla possibile salvezza dello stabilimento Dalmine di Ischia di Crociano, ma problema irrisolto per le altre realtà del gruppo Tenaris. Anzi, anche per Piombino le speranze restano legate alla questione delle bonifiche, ma anche in caso di soluzione positiva non è detto che tutti e 124 i lavoratori restino al loro posto
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PIOMBINO. Aperture sulla possibile salvezza dello stabilimento Dalmine di Ischia di Crociano, ma problema irrisolto per le altre realtà del gruppo Tenaris. Anzi, anche per Piombino le speranze restano legate alla questione delle bonifiche, ma anche in caso di soluzione positiva non è detto che tutti e 124 i lavoratori restino al loro posto.
E' questa la sintesi che fanno le Rsu di Fim, Fiom e Uilm, dopo molto tempo unite nella stessa analisi, dopo l'incontro di venerdì a Bergamo. Il giudizio moderatamente positivo è legato al fatto che l'azienda «per la prima volta ha presentato un piano industriale per il sito di Piombino, chiarendo che è sua intenzione tenere aperto lo stabilimento se vanno a buon fine gli impegni presi dal ministero dell'Ambiente e dello Sviluppo economico, e della Regione Toscana».
Ma il piano definito virtuale «contiene anche tagli come per il resto del gruppo, chiaramente essendo un piano virtuale inutile entrare sui numeri».
Giovedì prossimo le Rsu di Dalmine e Costa Volpino incontreranno il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il giorno dopo ci sarà un'altra riunione con la Tenaris, poi il 21 è fissato un nuovo incontro a cui parteciperanno anche i sindacati piombinesi, in cui «si dovrebbe chiarire se è possibile un accordo o se si andrà alla rottura».
Per Piombino, prima del 21 verrà organizzata una riunione tra istituzioni, azienda e sindacati «per mettere a fuoco e risolvere gli ultimi problemi. L'azienda potrà così chiarire il proprio impegno, gli investimenti che intende fare per dare futuro allo stabilimento».
E' questa la sintesi che fanno le Rsu di Fim, Fiom e Uilm, dopo molto tempo unite nella stessa analisi, dopo l'incontro di venerdì a Bergamo. Il giudizio moderatamente positivo è legato al fatto che l'azienda «per la prima volta ha presentato un piano industriale per il sito di Piombino, chiarendo che è sua intenzione tenere aperto lo stabilimento se vanno a buon fine gli impegni presi dal ministero dell'Ambiente e dello Sviluppo economico, e della Regione Toscana».
Ma il piano definito virtuale «contiene anche tagli come per il resto del gruppo, chiaramente essendo un piano virtuale inutile entrare sui numeri».
Giovedì prossimo le Rsu di Dalmine e Costa Volpino incontreranno il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il giorno dopo ci sarà un'altra riunione con la Tenaris, poi il 21 è fissato un nuovo incontro a cui parteciperanno anche i sindacati piombinesi, in cui «si dovrebbe chiarire se è possibile un accordo o se si andrà alla rottura».
Per Piombino, prima del 21 verrà organizzata una riunione tra istituzioni, azienda e sindacati «per mettere a fuoco e risolvere gli ultimi problemi. L'azienda potrà così chiarire il proprio impegno, gli investimenti che intende fare per dare futuro allo stabilimento».
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