Finanza
Piombino Dalmine
Per la Dalmine ora c'è il piano B
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Una recente manifestazione per la difesa della fabbrica di PiombinoLo hanno ribattezzato il piano B. Lo ha presentato ai sindacati la direzione Dalmine Tenaris nell'incontro di ieri. E per la prima volta si parla di mantenimento del tubificio di Ischia di Crociano.
Un piccolo passo avanti, nei giudizi di Fim, Fiom e Uilm, presenti a Bergamo rispettivamente con Fausto Fagioli, Luciano Gabrielli e Fabrizio Toninelli
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PIOMBINO. Lo hanno ribattezzato il piano B. Lo ha presentato ai sindacati la direzione Dalmine Tenaris nell'incontro di ieri. E per la prima volta si parla di mantenimento del tubificio di Ischia di Crociano.
Un piccolo passo avanti, nei giudizi di Fim, Fiom e Uilm, presenti a Bergamo rispettivamente con Fausto Fagioli, Luciano Gabrielli e Fabrizio Toninelli.
In sostanza, per la direzione del gruppo ci sono le condizioni per non cancellare lo stabilimento. L'apertura, però, è ritenuta ancora insufficiente. Tanto da indurre i sindacati delle varie realtà del gruppo, a non rinunciare alla mobilitazione.
La prospettiva, adesso, ruota intorno alle condizioni dettate da Tenaris per adottare un piano che Fim, Fiom e Uilm preferiscono definire virtuale più che industriale.
Di sicuro continua a prevedere tagli all'occupazione, passati dal migliaio alle 850 persone. Poco scandito il capitolo degli investimenti. La direzione ha fornito la cifra di 114 milioni per tutto il gruppo. Qualcosa potrebbe arrivare nel 2011. Scarsi i dettagli e, per Piombino, l'accenno generico al potenziamento delle infrastrutture.
Per Ischia di Crociano l'azienda ha richiamato in causa la Regione, il ministero dell'ambiente e dello sviluppo economico. In altre parole, il filo che rischia di strangolare il tubificio può essere tagliato solo con le forbici pubbliche. E si torna agli sconti sulle bonifiche, con la richiesta indirizzata alle istituzioni, di mettere gli impegni nero su bianco.
Intanto il titolo Tenaris sta godendo la fiducia dei mercati. E questo viene letto come un buon auspicio.
Prossimo incontro il 21. Ancora a Bergamo.
V.P.
Un piccolo passo avanti, nei giudizi di Fim, Fiom e Uilm, presenti a Bergamo rispettivamente con Fausto Fagioli, Luciano Gabrielli e Fabrizio Toninelli.
In sostanza, per la direzione del gruppo ci sono le condizioni per non cancellare lo stabilimento. L'apertura, però, è ritenuta ancora insufficiente. Tanto da indurre i sindacati delle varie realtà del gruppo, a non rinunciare alla mobilitazione.
La prospettiva, adesso, ruota intorno alle condizioni dettate da Tenaris per adottare un piano che Fim, Fiom e Uilm preferiscono definire virtuale più che industriale.
Di sicuro continua a prevedere tagli all'occupazione, passati dal migliaio alle 850 persone. Poco scandito il capitolo degli investimenti. La direzione ha fornito la cifra di 114 milioni per tutto il gruppo. Qualcosa potrebbe arrivare nel 2011. Scarsi i dettagli e, per Piombino, l'accenno generico al potenziamento delle infrastrutture.
Per Ischia di Crociano l'azienda ha richiamato in causa la Regione, il ministero dell'ambiente e dello sviluppo economico. In altre parole, il filo che rischia di strangolare il tubificio può essere tagliato solo con le forbici pubbliche. E si torna agli sconti sulle bonifiche, con la richiesta indirizzata alle istituzioni, di mettere gli impegni nero su bianco.
Intanto il titolo Tenaris sta godendo la fiducia dei mercati. E questo viene letto come un buon auspicio.
Prossimo incontro il 21. Ancora a Bergamo.
V.P.
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