musei napoleonici elbani
«La priorità? Restaurare le ville»
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Gli interni della villa napoleonica di San Martino, una delle strutture dove sono necessari interventi di restauro in vista delle celebrazioni del 2014C'è ancora tempo per rimettere in sesto le strutture, sistemare gli intonaci, arginare l'avanzata delle chiazze di umidità. Il 2014, l'anno del bicentenario di Napoleone all'Elba, non è dietro l'angolo. Ma in vista di quella data è indispensabile la sistemazione delle ville dei Mulini e San Martino
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PORTOFERRAIO. Oltre che la realizzazione di mostre dedicate all'imperatore.
Questi gli obbiettivi della direttrice dei musei napoleonici dell'Elba, Roberta Martinelli, in questi giorni impegnata a Lucca per la mostra dedicata a Napoleone e realizzata in stretta sinergia con la Maison Hermès. Un'esposizione che dopo le tappe di Roma e Parigi all'Elba dove da mesi si attende l'intervento di ristrutturazione delle ville napoleoniche. Lavori sui quali la direttrice non si sbilancia. Sarà la sovrintendenza ad occuparsene. Martinelli non nega, però, che l'adeguamento delle due strutture sia «una delle priorità - afferma - anche in vista delle celebrazioni per il 2014».
Dal canto suo la direttrice sta lavorando su due altri fronti, entrambi fondamentali per il rilancio dei musei elbani. Da un lato l'attività di ricerca scientifica e storica intorno al patrimonio delle ville napoleoniche. Dall'altro l'accreditamento - sul piano internazionale - dell'Elba all'interno della rete museale internazionale legata a Napoleone: quella che passa, per intenderci, da Roma e Parigi. Un percorso, questo, già avviato con la mostra "Napoleone, fasto imperiale" organizzata lo scorso anno sull'isola. «Su questi fronti - spiega Martinelli - il lavoro prosegue con successo. Per far un esempio di recente abbiamo acquisito un carteggio, al centro di uno studio pubblicato nei primi anni'30, tra Paolina Bonaparte e la sua domestica che ci fornisce preziose indicazioni sulla provenienza degli arredi nelle stanze di Paolina nella villa di San Martino». La sorella di Napoleone fece portare all'Elba mobili, arredi, tessuti prodotti dai migliori artigiani italiani, dal nord e dal sud dello Stivale. Una testimonianza inedita contenuta nel carteggio che il comitato scientifico che si dedica allo studio di Napoleone in Italia, coordinato dalla stessa Martinelli, ha scoperto su internet e acquistato tramite un'asta.
Questi gli obbiettivi della direttrice dei musei napoleonici dell'Elba, Roberta Martinelli, in questi giorni impegnata a Lucca per la mostra dedicata a Napoleone e realizzata in stretta sinergia con la Maison Hermès. Un'esposizione che dopo le tappe di Roma e Parigi all'Elba dove da mesi si attende l'intervento di ristrutturazione delle ville napoleoniche. Lavori sui quali la direttrice non si sbilancia. Sarà la sovrintendenza ad occuparsene. Martinelli non nega, però, che l'adeguamento delle due strutture sia «una delle priorità - afferma - anche in vista delle celebrazioni per il 2014».
Dal canto suo la direttrice sta lavorando su due altri fronti, entrambi fondamentali per il rilancio dei musei elbani. Da un lato l'attività di ricerca scientifica e storica intorno al patrimonio delle ville napoleoniche. Dall'altro l'accreditamento - sul piano internazionale - dell'Elba all'interno della rete museale internazionale legata a Napoleone: quella che passa, per intenderci, da Roma e Parigi. Un percorso, questo, già avviato con la mostra "Napoleone, fasto imperiale" organizzata lo scorso anno sull'isola. «Su questi fronti - spiega Martinelli - il lavoro prosegue con successo. Per far un esempio di recente abbiamo acquisito un carteggio, al centro di uno studio pubblicato nei primi anni'30, tra Paolina Bonaparte e la sua domestica che ci fornisce preziose indicazioni sulla provenienza degli arredi nelle stanze di Paolina nella villa di San Martino». La sorella di Napoleone fece portare all'Elba mobili, arredi, tessuti prodotti dai migliori artigiani italiani, dal nord e dal sud dello Stivale. Una testimonianza inedita contenuta nel carteggio che il comitato scientifico che si dedica allo studio di Napoleone in Italia, coordinato dalla stessa Martinelli, ha scoperto su internet e acquistato tramite un'asta.
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