Il Tirreno

più controlli delle forze dell’ordine

Furti, la rabbia dei commercianti

Francesca Gori
Sopra un’immagine di Corso Italia a destra le sbarre della finestra del bar Stadio segate dai ladri per entrare nel locale
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Sopra un’immagine di Corso Italia a destra le sbarre della finestra del bar Stadio segate dai ladri per entrare nel locale

La banda che ha svuotato il negozio d'abbigliamento Corso 41 non ha colpito soltanto nel cuore della città. Qualche notte fa anche al bar Stadio in via Pisacane i ladri sono entrati dopo aver saltato su un paio di tetti e dopo aver segato le sbarre a una finestra

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PIOMBINO. E tra i commercianti, il malumore è alle stelle. Soprattutto in questo periodo prenatalizio.

Qualche giorno fa, il proprietario del bar Stadio si era accorto che alcuni uomini erano nel suo negozio non soltanto per prendere il caffè. «Si stavano guardando intorno -racconta - come se stessero cercando di capire se avevamo un impianto di videorveglianza. Lo dicevo ai clienti del bar che avrebbero tentato un furto anche qui, ma nessuno mi ha preso sul serio». Stefano Gasperini, quella sera, prima di uscire dal locale e chiudere ha svuotato le macchine per il videopoker, ha portato via i soldi dalla cassa. E i ladri, quella notte, si sono calati nella chiostra dietro il bar passando dal tetto della chiesa. Poi hanno segato le sbarre della finestra del bagno e sono entrati dentro. Hanno aperto i videopoker. Ma li hanno trovati vuoti. L'ennesimo furto, dopo la lunga scia estiva che ha visto nel mirino dei malviventi soprattutto i bar dove erano installati videogames e videopoker. Furti che tra i commercianti vengono vissuti con malumore e preoccupazione. «Ci vorrebbero più controlli, soprattutto in queta zona - dice Gianni Magnani della tabaccheria di piazza Gramsci - perchè è quasi incredibile che riescano a svuotare un negozio indisturbati come è successo l'altra notte».

I negozianti del centro della città chiedono più controlli da parte delle forze dell'ordine, sì. Ma hanno anche cominciato ad attrezzarsi da soli. Con allarmi collegati alle centrali di carabinieri e polizia e con impianti di videosorveglianza. «Per fortuna non abbiamo mai subito furti - dice Magnani - ma è davvero disarmante vedere con quale facilità qualcuno può entrarti nel negozio e svuotarlo». E anche all'altro capo di Corso Italia, verso il Torrione, i commercianti sono arrabbiati. E preoccupati. «Ci dobbiamo affidare all'allarme - dice Michela, commessa di Benetton - sperando che non capiti mai niente. Anche perché così sotto le feste, un furto come quello ubito dai nostri colleghi, è davvero una sciagura».

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