Sicurezza
Portoferraio
Un magnate dell'elettronica a Capo Bianco
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Sopra l’ex batteria di Capo Bianco, accanto la villa di Rio Marina venduta a un nobileE' un'industriale dell'elettronica il nuovo proprietario di Capo Bianco, si chiama Arturo Jossa Fasano e per i 6mila metri quadrati della terrazza verde a picco sul mare dove si trova un'ex batteria della seconda guerra mondiale ha investito 327mila euro. Più di tutti gli altri aspiranti proprietari, tra cui numerose agenzie immobiliari e l'ex moglie del sindaco Ageno, Rita Giaconi
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PORTOFERRAIO. E' un'industriale dell'elettronica il nuovo proprietario di Capo Bianco, si chiama Arturo Jossa Fasano e per i 6mila metri quadrati della terrazza verde a picco sul mare dove si trova un'ex batteria della seconda guerra mondiale ha investito 327mila euro. Più di tutti gli altri aspiranti proprietari, tra cui numerose agenzie immobiliari e l'ex moglie del sindaco Ageno, Rita Giaconi.
Una partita, quella legata a Capo Bianco, che ha scatenato molteplici appetiti come dimostrano le 47 offerte arrivate all'Agenzia delle entrate che, poco più di un mese fa, ha messo in vendita l'area con una base d'asta di 110mila euro. Offerte arrivate da tutta Italia: privati cittadini, soprattutto, da Milano, Roma, Firenze, Prato, Padova, Napoli, Bologna, Varese e così via. Ma a battere la concorrenza ci ha pensato il presidente e amministratore delegato della Mc Elettrici, una società nata nel 1999 come azienda per la commercializzazione, all'ingrosso, di materiale elettrico con sede a Milano e diramazioni su tutto il territorio nazionale. Lo scorso anno la società, tra le prime a creare punti vendita a marchio unico sul territorio nazionale, contava 160 negozi (di piccole e medie dimensioni) in Italia e circa 110 imprese associate a supporto delle quali dispone di un magazzino centralizzato per lo stoccaggio e la distribuzione dei materiali. Un giro d'affari, quello gestito dal magnate di origini napoletane, che si aggira sui 350milioni di euro all'anno.
Ma perché ha deciso di acquistare Capo Bianco? Difficile dirlo, come difficile è contattare il vincitore dell'asta del Demanio che forse non sa ancora quali vincoli insistono sui seimila metri quadrati che ha comprato a così caro prezzo. Di fatto l'area è considerata un'invariante strutturale. Si interviene solo sulla base di un piano attuativo di iniziativa pubblica. Il che esclude non solo interventi privati di ristrutturazione o ampliamento ma anche, in concreto, la possibilità di abitare nella zona. Un quadro di norme che per la verità non spiega la corsa all'acquisto verificatasi per l'asta del Demanio. Tra i potenziali acquirenti, infatti c'erano anche la società Rosselba di Portoferraio, le società immobiliari Erre Emme di Montescudaio, La Valletta di Prato, la World Building di Albino e la società Geneco di cui è titolare Marcello Biancotti, portoferraiese d'origine ma residente a Campione d'Italia. Senza contare le decine di privati cittadini tra cui due elbani: l'architetto Simona Giovannetti di Capoliveri che ha offerto al Demanio 133mila euro per l'acquisto dell'area e Rita Giaconi, moglie dell'ex sindaco di Portoferraio Ageno e residente nella zona di Capo Bianco, dalla quale sono stati offerti 200mila euro.
Dati, questi, resi pubblici dal Demanio che ha pubblicato all'albo il verbale dell'asta relativa, per Portoferraio, non solo a Capo Bianco, ma anche all'area di Punta della Rena che si è aggiudicata il cantiere Esaom con 521mila euro. Una cifra ben più alta di quella a base d'asta (190mila) ma soprattutto delle offerte dei concorrenti, anche in questo caso la società Rosselba (con 201 mila euro), la società immobiliare Erre Emme di Montescudaio (201mila 500 euro) e i concorrenti diretti di Esaom, la Aethalia Marine Service (con 275mila euro).
Una partita, quella legata a Capo Bianco, che ha scatenato molteplici appetiti come dimostrano le 47 offerte arrivate all'Agenzia delle entrate che, poco più di un mese fa, ha messo in vendita l'area con una base d'asta di 110mila euro. Offerte arrivate da tutta Italia: privati cittadini, soprattutto, da Milano, Roma, Firenze, Prato, Padova, Napoli, Bologna, Varese e così via. Ma a battere la concorrenza ci ha pensato il presidente e amministratore delegato della Mc Elettrici, una società nata nel 1999 come azienda per la commercializzazione, all'ingrosso, di materiale elettrico con sede a Milano e diramazioni su tutto il territorio nazionale. Lo scorso anno la società, tra le prime a creare punti vendita a marchio unico sul territorio nazionale, contava 160 negozi (di piccole e medie dimensioni) in Italia e circa 110 imprese associate a supporto delle quali dispone di un magazzino centralizzato per lo stoccaggio e la distribuzione dei materiali. Un giro d'affari, quello gestito dal magnate di origini napoletane, che si aggira sui 350milioni di euro all'anno.
Ma perché ha deciso di acquistare Capo Bianco? Difficile dirlo, come difficile è contattare il vincitore dell'asta del Demanio che forse non sa ancora quali vincoli insistono sui seimila metri quadrati che ha comprato a così caro prezzo. Di fatto l'area è considerata un'invariante strutturale. Si interviene solo sulla base di un piano attuativo di iniziativa pubblica. Il che esclude non solo interventi privati di ristrutturazione o ampliamento ma anche, in concreto, la possibilità di abitare nella zona. Un quadro di norme che per la verità non spiega la corsa all'acquisto verificatasi per l'asta del Demanio. Tra i potenziali acquirenti, infatti c'erano anche la società Rosselba di Portoferraio, le società immobiliari Erre Emme di Montescudaio, La Valletta di Prato, la World Building di Albino e la società Geneco di cui è titolare Marcello Biancotti, portoferraiese d'origine ma residente a Campione d'Italia. Senza contare le decine di privati cittadini tra cui due elbani: l'architetto Simona Giovannetti di Capoliveri che ha offerto al Demanio 133mila euro per l'acquisto dell'area e Rita Giaconi, moglie dell'ex sindaco di Portoferraio Ageno e residente nella zona di Capo Bianco, dalla quale sono stati offerti 200mila euro.
Dati, questi, resi pubblici dal Demanio che ha pubblicato all'albo il verbale dell'asta relativa, per Portoferraio, non solo a Capo Bianco, ma anche all'area di Punta della Rena che si è aggiudicata il cantiere Esaom con 521mila euro. Una cifra ben più alta di quella a base d'asta (190mila) ma soprattutto delle offerte dei concorrenti, anche in questo caso la società Rosselba (con 201 mila euro), la società immobiliare Erre Emme di Montescudaio (201mila 500 euro) e i concorrenti diretti di Esaom, la Aethalia Marine Service (con 275mila euro).
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