Il Tirreno

Portoferraio

Sgomberate le case agli Orti

Valentina Landucci
I container nella zona degli Orti che verranno presto sgomberati
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I container nella zona degli Orti che verranno presto sgomberati

Chiudere gli Orti. Questa volta per sempre. Le condizioni igienico sanitarie dei container dove ormai dal 2001 vivono intere famiglie non sono più tollerabili e su indicazione dell'Asl il Comune decide lo sgombero totale del quartiere nato per dare una sistemazione, per quanto precaria, ai senza tetto

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PORTOFERRAIO. Chiudere gli Orti. Questa volta per sempre. Le condizioni igienico sanitarie dei container dove ormai dal 2001 vivono intere famiglie non sono più tollerabili e su indicazione dell'Asl il Comune decide lo sgombero totale del quartiere nato per dare una sistemazione, per quanto precaria, ai senza tetto.
Strutture semi distrutte e pericolanti, topi, rifiuti abbandonati ovunque vicino ai container. Questa la situazione che l'Asl ha rilevato in un sopralluogo, martedì scorso, nella zona. E il sindaco, Roberto Peria, ha colto l'occasione per firmare un'ordinanza di sgombero immediato e definitivo.
In realtà non servirà intervenire con i vigili urbani per liberare i 6 dei 13 originari container ancora occupati dai senza tetto. Per tutti i nuclei familiari è stata individuata una nuova e più dignitosa sistemazione e progressivamente, non appena gli appartamenti e gli alloggi individuati dal Comune saranno pronti, avverrà il trasferimento.
In via del tutto eccezionale e per un periodo limitato - al massimo 6 mesi - gli occupanti dei container saranno sistemati in tre mini alloggi all'ex Traditi, da regolamento destinato ai pensionati soli ma con una deroga temporanea utilizzati per risolvere l'emergenza Orti. «Altri spazi - spiega Peria - saranno reperiti tra gli appartamenti sul libero mercato e le strutture alberghiere». Una fase comunque transitoria, in attesa di una sistemazione definitiva.
Nel frattempo il Comune lavorerà su tre fronti. Anzitutto la bonifica dei container agli Orti «che in questa fase - continua Peria - saranno resi inaccessibili per evitare occupazioni abusive e in futuro saranno messi a disposizione della Protezione civile». Ma anche un sollecito a Casalp perché intervenga sugli appartamenti di edilizia popolare da ristrutturare e dunque poter nuovamente mettere a disposizione delle famiglie in difficoltà. E l'anticipazione degli interventi inseriti nel piano triennale delle opere pubbliche sull'edificio dell'ex Saponiera destinato a trasformarsi in appartamenti per l'emergenza abitativa.
Se la messa a punto delle strutture per accogliere gli sfollati degli Orti dovesse prolungarsi oltre i sei mesi previsti, l'amministrazione provvederà a ricollocarli - ma solo per periodi brevi - nei container ristrutturati. Una soluzione tampone che Peria ritiene comunque di non dover adottare. «L'obbiettivo politico - spiega il sindaco - è quello di rendere l'esperienza delle "case mobili" solo un ricordo, e per questo da mesi stiamo lavorando a un progetto complessivo che comprende anche il recupero dell'ex Saponiera». Un'esperienza, quella degli Orti, avviata nel 2001 a seguito dello sgombero dell'albergo "La Falconetta". Le 13 famiglie che allo occupavano vennero sistemate agli Orti, inizialmente un ricovero dignitoso, con il tempo trasformato - dall'incuria e dal degrado - in una baraccopoli. Una situazione alla quale l'amministrazione ha cominciato a porre rimedio dal 2007, con il trasferimento delle prime famiglie.

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