Il Tirreno

OSSESSIONE FATALE

Molesta l'ex moglie, arrestato

I carabinieri hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare
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I carabinieri hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare

Quello per l'ex moglie non era più amore, ma un'ossessione che gli annebbiava la mente: non sono bastati due provvedimenti cautelari minori, l'obbligo di firma dai carabinieri e poi il divieto di frequentare gli stessi luoghi della donna oltre che di comunicare con lei

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PIOMBINO. L'uomo, un operaio di 54 anni, ha continuato nella sua persecuzione, e alla fine si è ritrovato in carcere a Livorno, arrestato dai carabinieri con l'accusa di stalking.

L'arresto è di lunedì pomeriggio, quando i militari sono andati a casa dell'operaio per eseguire l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Livorno. L'epilogo di una storia iniziata un anno fa.

Il rapporto fra i due si era rotto ormai da tempo ma l'uomo non aveva mai davvero accettato la separazione.

All'epoca non c'era ancora la legge sullo stalking, ma i comportamenti dell'operaio nei confronti dell'ex moglie - bòtte e minacce - gli erano comunque costate una denuncia.

Il suo atteggiamento però non cambiò, e il disagio della donna prese a trasformarsi in paura vera e propria. Così arrivarono altre denunce, finite con un provvedimento dell'autorità giudiziaria che prevedeva l'obbligo di firma quotidiano negli uffici dei carabinieri.

Obbligo a cui l'uomo non si è mai sottratto, ma che comunque non è stato sufficiente a convincerlo a cambiare comportamento.

Niente: ancora molestie, sul luogo di lavoro dell'ex moglie, e per telefono, con chiamate a tutte le ore e via sms.

Insomma, una situazione che è andata via via peggiorando. Siamo ai mesi scorsi, quando contro lo stalking c'è ormai una legge: così per l'operaio arriva un nuovo divieto, stavolta più pesante, quello di comunicare e di avvicinare la donna.

Un divieto a cui è legato una più grave conseguenza per chi lo infranga. Infatti la nuova legge approvata lo scorso febbraio prevede che il ripetersi dei comportamenti persecutori dopo i divieti imposti dall'autorità giudiziaria possa essere sanzionato con un provvedimento più grave (l'arresto appunto) e col rischio di una denuncia che può costare una condanna fino a quattro anni di carcere.

Nemmeno questo è bastato a consigliargli un po' di prudenza: secondo la ricostruzione dei carabinieri, infatti, anche quest'ultima misura cautelare veniva trasgredita dall'uomo che continuava ad assillare e minacciare la donna, fino a condizionarne il normale svolgimento della vita quotidiana e a limitarne la libertà.

Da qui l'ennesima denuncia, che stavolta ha fatto scattare l'arresto e il carcere. (cloz)

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