Sicurezza
Braccio di ferro
Corsica Ferries verso il ricorso
◗
Auto in attesa di imbarco a PortoferraioNessuna forzatura al bando per l'assegnazione del 20% degli slot disponibili sulla tratta Piombino-Elba. Otto possibilità di attracco nel periodo invernale. Sette, invece, in quello estivo. Per l'Autorità portuale queste sono le condizioni
2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Ed è una certezza, rimarca la Port Authority, che un'istanza difforme non sarebbe ammissibile.
L'intenzione di chiedere di più, di puntare a un numero maggiore di slot da parte di Corsica Ferries, al momento l'unica compagnia interessata a entrare sul mercato dei collegamenti da Piombino aggiudicandosi il 20% degli spazi disponibili messi a gara dall'Autorità portuale, è all'origine di una ulteriore e ferma precisazione dell'Autorità portuale. «La regolamentazione non si cambia - spiega la Port Autority - specie con una procedura in corso. Lo sa bene qualsiasi operatore interessato. Giudichiamo pertanto quasi superfluo ribadire quello che con la massima trasparenza abbiamo fin dall'inizio spiegato e motivato».
E il motivo è chiaro: la disponibilità degli slot nel pacchetto del 20% è frutto di una valutazione che tiene anzitutto conto della presenza storica di altre compagnie sul porto: Toremar e Moby alle quali normativamente devono essere garantiti gli spazi occupati fino a oggi.
E allora perché Corsica Ferries chiede di più? «Prendiamo atto di valutazioni aziendali rimesse alle scelte della compagnia - continua l'Autorità portuale - non è peraltro sostenibile il tentativo di rimettere la responsabilità sul campo dell'Autorità portuale sostenendo una discrezionalità che in questa fase non può esistere. Sicuramente questo da un lato vanifica l'opportunità della partecipazione, dall'altro privilegia forse la possibilità di contrapporsi alla procedura con atti successivi». Dietro tanta diplomazia si intravede la prospettiva di un possibile ricorso. E minare, attraverso un ricorso, la procedura può significare scardinare anche il sistema di garanzie che ruota intorno alla privatizzazione della compagnia pubblica Toremar il cui vero valore, per i privati che parteciperanno alla gara regionale, sono proprio gli accosti. Non solo. Sul porto di Piombino e i suoi accosti si fonda l'accordo di programma tra Governo e Regione ai quali il territorio continua a chiedere garanzie.
Restano pochi giorni ancora perché per l'acquisizione del 20% di slot del bando si facciano avanti altre compagnie oltre Corsica Ferries.
E alle porte c'è anche un incontro con Buquebus, interessata a realizzare collegamenti tra Livorno e l'Elba.
«In questa fase - conclude la segretaria della Port Authority, Paola Mancuso - l'equilibrio tra nuove istanze e garanzia delle condizioni per la privatizzazione di Toremar deve essere preservato nello spirito di massima tutela dell'interesse pubblico. Il vero valore aggiunto per il territorio viene da iniziative concrete e da un clima di serenità nel quale esse possano essere valutate».
L'intenzione di chiedere di più, di puntare a un numero maggiore di slot da parte di Corsica Ferries, al momento l'unica compagnia interessata a entrare sul mercato dei collegamenti da Piombino aggiudicandosi il 20% degli spazi disponibili messi a gara dall'Autorità portuale, è all'origine di una ulteriore e ferma precisazione dell'Autorità portuale. «La regolamentazione non si cambia - spiega la Port Autority - specie con una procedura in corso. Lo sa bene qualsiasi operatore interessato. Giudichiamo pertanto quasi superfluo ribadire quello che con la massima trasparenza abbiamo fin dall'inizio spiegato e motivato».
E il motivo è chiaro: la disponibilità degli slot nel pacchetto del 20% è frutto di una valutazione che tiene anzitutto conto della presenza storica di altre compagnie sul porto: Toremar e Moby alle quali normativamente devono essere garantiti gli spazi occupati fino a oggi.
E allora perché Corsica Ferries chiede di più? «Prendiamo atto di valutazioni aziendali rimesse alle scelte della compagnia - continua l'Autorità portuale - non è peraltro sostenibile il tentativo di rimettere la responsabilità sul campo dell'Autorità portuale sostenendo una discrezionalità che in questa fase non può esistere. Sicuramente questo da un lato vanifica l'opportunità della partecipazione, dall'altro privilegia forse la possibilità di contrapporsi alla procedura con atti successivi». Dietro tanta diplomazia si intravede la prospettiva di un possibile ricorso. E minare, attraverso un ricorso, la procedura può significare scardinare anche il sistema di garanzie che ruota intorno alla privatizzazione della compagnia pubblica Toremar il cui vero valore, per i privati che parteciperanno alla gara regionale, sono proprio gli accosti. Non solo. Sul porto di Piombino e i suoi accosti si fonda l'accordo di programma tra Governo e Regione ai quali il territorio continua a chiedere garanzie.
Restano pochi giorni ancora perché per l'acquisizione del 20% di slot del bando si facciano avanti altre compagnie oltre Corsica Ferries.
E alle porte c'è anche un incontro con Buquebus, interessata a realizzare collegamenti tra Livorno e l'Elba.
«In questa fase - conclude la segretaria della Port Authority, Paola Mancuso - l'equilibrio tra nuove istanze e garanzia delle condizioni per la privatizzazione di Toremar deve essere preservato nello spirito di massima tutela dell'interesse pubblico. Il vero valore aggiunto per il territorio viene da iniziative concrete e da un clima di serenità nel quale esse possano essere valutate».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
