Cultura
La storia e l'archeologiasi scoprono viaggiando sul web
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Il museo archeologico e la necropoli di Populonia, due dei tesori culturali della Val di CorniaLa Regione ha finanziato con 30mila euro lo sviluppo degli archivi culturali, in particolare di quello storico, ospitato nella Casa delle Bifore, e di quello etrusco, custodito nel museo archeologico di Cittadella
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PIOMBINO. La Regione ha finanziato con 30mila euro lo sviluppo degli archivi culturali, in particolare di quello storico, ospitato nella Casa delle Bifore, e di quello etrusco, custodito nel museo archeologico di Cittadella. L'amministrazione comunale ha aggiunto altri 21mila euro allo scopo di dare un nuovo impulso alla cultura locale, il cui destino sarà presto quello di viaggiare on-line.
L'obiettivo principale del progetto è quello di trasferire l'arte degli etruschi dal mondo reale al formato digitale, in modo che la visita al museo si possa effettuare stando anche davanti ad un monitor, sul quale scorreranno le schede dei reperti custoditi nei magazzini del museo archeologico. Materiali che pervengono via via dai continui scavi che le università effettuano ogni anno a Populonia.
In pratica, si tratta di un progetto di valorizzazione complessiva del museo, destinato a crescere soprattutto in modo virtuale: accanto alle tradizionali vetrine i visitatori potranno conoscere anche tutti quei reperti storici tenuti in deposito, provenienti dalle necropoli populoniesi. All'interno del progetto è prevista l'installazione di postazioni video nei musei di Cittadella e del Castello, in modo che i visitatori possano avere una visione complessiva dell'evoluzione storica della città e del suo territorio.
La cosa non è da poco e la Parchi Val di Cornia ci sta lavorando dal 2008: si tratta di realizzare circa 600 schede riguardanti altrettanti reperti risalenti ad un arco temporale che dall'età villanoviana arriva fino al periodo arcaico.
Con l'arrivo dei nuovi finanziamenti si potrà realizzare anche una nuova segnaletica per indicare al meglio la presenza dei due musei sul territorio.
Per quanto riguarda l'archivio storico, secondo il progetto presentato in Regione, l'operazione di digitalizzazione riguarderà i materiali fotografici più recenti, quelli che vanno dal 1920 al 1970. Inoltre saranno trasferiti su formati digitali anche le stampe, le mappe e le piante catastali che vanno dal 1646 alla prima metà del 1900. Un lavoro di trasferimento dati su formati più moderni che interessa anche l'archivio di Livorno. Il progetto è piaciuto alla Regione perchè permetterà di ricercare i documenti storici dei due territori collegandosi ad una sola rete.
K.G.
L'obiettivo principale del progetto è quello di trasferire l'arte degli etruschi dal mondo reale al formato digitale, in modo che la visita al museo si possa effettuare stando anche davanti ad un monitor, sul quale scorreranno le schede dei reperti custoditi nei magazzini del museo archeologico. Materiali che pervengono via via dai continui scavi che le università effettuano ogni anno a Populonia.
In pratica, si tratta di un progetto di valorizzazione complessiva del museo, destinato a crescere soprattutto in modo virtuale: accanto alle tradizionali vetrine i visitatori potranno conoscere anche tutti quei reperti storici tenuti in deposito, provenienti dalle necropoli populoniesi. All'interno del progetto è prevista l'installazione di postazioni video nei musei di Cittadella e del Castello, in modo che i visitatori possano avere una visione complessiva dell'evoluzione storica della città e del suo territorio.
La cosa non è da poco e la Parchi Val di Cornia ci sta lavorando dal 2008: si tratta di realizzare circa 600 schede riguardanti altrettanti reperti risalenti ad un arco temporale che dall'età villanoviana arriva fino al periodo arcaico.
Con l'arrivo dei nuovi finanziamenti si potrà realizzare anche una nuova segnaletica per indicare al meglio la presenza dei due musei sul territorio.
Per quanto riguarda l'archivio storico, secondo il progetto presentato in Regione, l'operazione di digitalizzazione riguarderà i materiali fotografici più recenti, quelli che vanno dal 1920 al 1970. Inoltre saranno trasferiti su formati digitali anche le stampe, le mappe e le piante catastali che vanno dal 1646 alla prima metà del 1900. Un lavoro di trasferimento dati su formati più moderni che interessa anche l'archivio di Livorno. Il progetto è piaciuto alla Regione perchè permetterà di ricercare i documenti storici dei due territori collegandosi ad una sola rete.
K.G.
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