Il Tirreno

La protesta

A Roma per dire no ai tralicci

Una simulazione dell’impatto ambientale dei tralicci Terna
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Una simulazione dell’impatto ambientale dei tralicci Terna

Manifestazioni in piazza e ricorsi al Tar per convincere Terna a modificare il progetto e interrare l'intero impianto elbano

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PORTOFERRAIO. In sala, ogni dieci minuti, si spengono le luci e sul maxi schermo alle spalle dei relatori appare il nemico pubblico: la lunga fila di tralicci che taglia il verde delle montagne, lungo il profilo del golfo di Portoferraio. E' contro questo scempio che da mesi si batte il comitato elbano anti elettrodotto.
Una simulazione fin troppo realistica di quello che potrebbe accadere se Terna, la società che a ottobre ha cominciato i lavori per la realizzazione del nuovo impianto, non dovesse modificare il progetto. Sette dei 13 chilometri di tracciato sono aerei: i 20 tralicci (alcuni dei quali oltre i 30 metri di altezza) taglierebbero in due la valle del Bucine tra Portoferraio e il Volterraio. Una soluzione tecnica per evitare «lo scempio annunciato», come lo definiscono i rappresentanti del comitato, è possibile. Sarebbero sufficienti 7, forse 8 milioni di euro in più sul totale di 50, l'importo complessivo dell'opera. E Terna potrebbe sfruttare gli scavi che Asa realizzerà tra Schiopparello e Portoferraio per la posa della nuova fognatura. «Ma di tutto questo - afferma il comitato - con Terna non si può parlare perché si rifiuta di rivedere il progetto».
Tutti a Roma. Cosa fare allora? La prima proposta, di fronte agli oltre 100 cittadini all'assemblea organizzata ieri dal Comitato, arriva da Michele Rampini: una spedizione a Roma per chiedere l'intervento del governo. «E' da Roma - confermano il vice presidente dell'Unione dei Comuni, Nunzio Marotti e il sindaco di Rio Elba, Danilo Alessi - che può arrivare una soluzione concreta». «Nel frattempo però - continua Marotti - dobbiamo preparare una strategia secondaria: se il governo non ci aiuta dobbiamo organizzarci da soli, in modo unitario, per far sentire la nostra voce». E c'è già chi pensa a incatenarsi ai tralicci e bloccare l'avvio dei lavori del tracciato aereo.
I ricorsi. Al comitato, però, non basta la visibilità. I proprietari delle aree dove passerà l'elettrodotto intendono procedere anche per vie legali e fare ricorso contro gli espropri. Un percorso rispetto al quale il consigliere comunale, Roberto Marini, chiede che il Comune di Portoferraio metta a disposizione dei cittadini un avvocato.
La politica. Sulla vicenda si è attivata anche la Regione e la commissione regionale sull'ambiente che giocano un ruolo fondamentale, secondo il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria, e il consigliere regionale, Leopoldo Provenzali, per convincere Terna a tornare sui propri passi «là dove si possano garantire alla società - affermano - tempi celeri per l'approvazione di una variante in corso d'opera del progetto. E' questo, infatti, che interessa a Terna».
La proposta. Un'ulteriore carta da giocare la suggerisce Marco Mantovani, patron di Locman. «Ho avuto modo di parlare con il presidente di Enel che viene in vacanza proprio all'Elba - spiega - a suo avviso non c'è motivo per cui l'elettrodotto non possa essere interrato. Gli enti locali prendano contatti con lui per trovare una soluzione».

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