Gioco
La svolta
Spiragli sul futurodella Dalmine, oggiincontro a Bergamo
Sindacati a Bergamo con le dita incrociate. Stamani, nella sede dell'Associazione industriali, i rappresentanti delle segreterie di Fim, Fiom e Uilm incontreranno i dirigenti di Tenaris-Dalmine. E nei corridoi circola un certo ottimismo
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PIOMBINO. Sindacati a Bergamo con le dita incrociate.
Stamani, nella sede dell'Associazione industriali, i rappresentanti delle segreterie di Fim, Fiom e Uilm incontreranno i dirigenti di Tenaris-Dalmine. E nei corridoi circola un certo ottimismo insieme alla voce secondo la quale l'azienda vorrebbe raggiungere un accordo entro il 15 dicembre. Accordo che potrebbe tutelare tutti i circa 120 lavoratori rimasti, e far trascorrere loro un Natale meno traumatico del previsto.
Quello di oggi, però, non si preannuncia come un incontro esaustivo delle varie questioni.
Altre riunioni sono in agenda per il 7 e per l'11 dicembre. Sempre a Bergamo.
Al tavolo, comunque, in una di queste occasioni, sarà affrontato anche il rinnovo della procedura di cassa integrazione, in scadenza a dicembre.
Attualmente, tutta la forza lavoro è impegnata al suo posto. In mancanza, però, di un segnale netto atteso dal mercato, è possibile che Tenaris Dalmine voglia riprororre l'attivazione dell'ombrello protettivo offerto dalla cassa integrazione.
«C'è una mossa preliminare che Tenaris Dalmine deve compiere presto: ritirare ufficialmente il piano che prevede la chiusura del nostro stabilimento», afferma Vincenzo Renda, alla guida della segreteria provinciale della Uilm.
Sulla difesa del tubificio, le posizioni delle tre organizzazioni, lacerate dall'intesa sul contratto dei metalmeccanici non siglata dalla Fiom, si compattano. Anche Fiom e Fim sono sintonizzate sulla stessa lunghezza d'onda: la richiesta di investimenti in grado di proteggere i livelli occupazionali attuali, inclusi gli operai in fabbrica con un contratto a termine.
Secondo passaggio conseguente: dopo il consolidamento dell'esistente, l'acquisizione di altre lavorazioni con risvolti positivi sul numero dei dipendenti. E si torna agli investimenti.
E' su questo che puntano le tre organizzazioni dei metalmeccanici che insistono su un altro elemento: quello della valorizzazione del ruolo svolto dalle istituzioni - locali, provinciali e regionali - nella difesa del tubificio.
V.P.
Stamani, nella sede dell'Associazione industriali, i rappresentanti delle segreterie di Fim, Fiom e Uilm incontreranno i dirigenti di Tenaris-Dalmine. E nei corridoi circola un certo ottimismo insieme alla voce secondo la quale l'azienda vorrebbe raggiungere un accordo entro il 15 dicembre. Accordo che potrebbe tutelare tutti i circa 120 lavoratori rimasti, e far trascorrere loro un Natale meno traumatico del previsto.
Quello di oggi, però, non si preannuncia come un incontro esaustivo delle varie questioni.
Altre riunioni sono in agenda per il 7 e per l'11 dicembre. Sempre a Bergamo.
Al tavolo, comunque, in una di queste occasioni, sarà affrontato anche il rinnovo della procedura di cassa integrazione, in scadenza a dicembre.
Attualmente, tutta la forza lavoro è impegnata al suo posto. In mancanza, però, di un segnale netto atteso dal mercato, è possibile che Tenaris Dalmine voglia riprororre l'attivazione dell'ombrello protettivo offerto dalla cassa integrazione.
«C'è una mossa preliminare che Tenaris Dalmine deve compiere presto: ritirare ufficialmente il piano che prevede la chiusura del nostro stabilimento», afferma Vincenzo Renda, alla guida della segreteria provinciale della Uilm.
Sulla difesa del tubificio, le posizioni delle tre organizzazioni, lacerate dall'intesa sul contratto dei metalmeccanici non siglata dalla Fiom, si compattano. Anche Fiom e Fim sono sintonizzate sulla stessa lunghezza d'onda: la richiesta di investimenti in grado di proteggere i livelli occupazionali attuali, inclusi gli operai in fabbrica con un contratto a termine.
Secondo passaggio conseguente: dopo il consolidamento dell'esistente, l'acquisizione di altre lavorazioni con risvolti positivi sul numero dei dipendenti. E si torna agli investimenti.
E' su questo che puntano le tre organizzazioni dei metalmeccanici che insistono su un altro elemento: quello della valorizzazione del ruolo svolto dalle istituzioni - locali, provinciali e regionali - nella difesa del tubificio.
V.P.
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