Il Tirreno

Scontro

Aree parco ridotte e a pagamento

Sopra l’ex tonnara all’Enfola dove troverà spazio il Parco, accanto Ruggero Barbetti
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Sopra l’ex tonnara all’Enfola dove troverà spazio il Parco, accanto Ruggero Barbetti

Rivedere i confini del Parco e, all'occorrenza, mettere a pagamento l'accesso alle zone più pregiate. Lavorare all'istituzione delle aree marine protette e sbloccare la vicenda della sede dell'ente tornando alle prime ipotesi progettuali: Parco, Corpo forestale e museo del mare nell'ex caserma alle Ghiaie

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PORTOFERRAIO. Più che una informale comunicazione quella di Ruggero Barbetti alla Comunità del Parco è la presentazione di un programma di mandato.

Il presidente della Comunità, alla seconda riunione dell'assemblea, mette in chiaro il percorso che intende portare avanti. Anzitutto l'avvio, ciascun ente per i propri territori, di una mappatura delle zone che non meritano più una protezione speciale da parte del Parco. In pratica le aree da svincolare che rientrerebbero così nella piena gestione - specie sul fronte delle previsioni urbanistiche - delle amministrazioni comunali. «Dobbiamo individuare - spiega Barbetti - le aree di maggior pregio e lì concentrare le risorse, già scarse, del Parco, per una vera valorizzazione, anche tramite dei parchi tematici che, a mio avviso, dovrebbero essere a pagamento». Una proposta che trova il consenso di tutti i Comuni che anzi chiedono una calendarizzazione del percorso di ridefinizione dei confini delle aree protette.

Ma è solo uno dei temi che stanno a cuore a Barbetti. Più urgente - ma forse anche più lontano da una soluzione reale - quello della sede del Parco dell'Arcipelago che ha già cominciato a fare i bagagli per trasferirsi all'Enfola. Ci andranno 16 dipendenti degli uffici tecnici e di promozione, oltre che la direzione e la presidenza del Parco. «Gli uffici amministrativi con 8 dipendenti - spiega la direttrice, Franca Zanichelli - resteranno nella sede di piazza Cavour. Stiamo lavorando per riuscire a organizzare un servizio bus che accompagni il personale all'Enfola». Una soluzione inevitabile ma, lo sperano in primo luogo i dipendenti, provvisoria, in attesa di poter cominciare i lavori per la nuova sede alle Ghiaie. Ma si tratta di uno scenario - stando al confronto di ieri tra i rappresentanti della Comunità del Parco - piuttosto lontano. Sull'operazione non c'è ancora il via libera del Demanio, il "padrone di casa" rimasto fuori dall'intesa con la quale, un anno e mezzo fa Comune, Provincia e Parco si sono messi d'accordo per utilizzare gli stabili dell'ex caserma. Ma il vero problema sembra essere quello degli spazi: anche volendo rispettare gli accordi al Parco toccherebbero le palazzine più piccole del complesso dell'ex caserma, in gran parte destinata al nuovo polo scolastico. Il che farebbe saltare l'ipotesi sostenuta da Barbetti che coglie al volo una dichiarazione rilasciata dal sindaco di Portoferraio, Roberto Peria, ai giornali. Peria intende chiudere la partita per la realizzazione del polo scolastico alle Ghiaie entro l'anno «altrimenti - ha detto - troveremo una soluzione alternativa». Cosa che probabilmente semplificherebbe l'utilizzo dell'area da parte del Parco e sbloccherebbe i 2milioni di euro arrivati dal ministero dell'Ambiente per la nuova sede.

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