Sicurezza
LA CITTA’ CHE CAMBIA
Chiude lo storico "Bacci"negozio di alimentari di studenti e pendolari
Luigi Cignoni
Grembiulino a quadretti blu con colletto rigorosamente bianco, come si usava una volta, e sorriso sulle labbra. E' così che ti accoglie nel suo negozio di via Carducci al numero 6 Carla Corsi, titolare della licenza di generi alimentari, ma non solo
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PORTOFERRAIO. Un fondo di pochi metri quadrati, con un retro bottega che funge da magazzino da 40 anni è tutto il suo mondo. Un mondo destinato a finire perché il negozio Minimarket del Ponticello, meglio conosciuto con il nome del marito della signora Corsi, "da Bacci", abbasserà definitivamente le saracinesche.
La merce è disposta in massimo ordine sugli scaffali, dove puoi trovare di tutto: dal pane alla mortadella, dai succhi di frutta alle conserve, al latte, ai biscotti, ai liquori (tutti rigorosamente di marca, come sottolinea la stessa proprietaria). Insomma entrando ti assale l'odore e il sapore delle cose genuine, odore di casa si direbbe quasi. Un odore, un ordine che presto sarà solo un ricordo. «Sì - dice la signora Carla Corsi - è arrivato il momento di staccare la luce e di cessare la nostra attività». Lo ammette candidamente e con semplicità, ma anche con profonda amarezza. Sabato 28 novembre il "negozietto di Bacci" sarà solo un ricordo. «È chiaro che ci dispiace dopo quarant'anni di interrotta attività». Una vita passata al di là del bancone a servire una moltitudine di persone. «Da qui sono passati in tanti - continua - ci sono gli studenti che si recano alle scuole e ti chiedono la colazione; c'è l'elbano che a corsa prende la nave alle tredici e chiede un panino abbondante per il pranzo; ci sono i pendolari di Piombino che vanno all'Usl, le insegnanti che sanno dove trovare pane fresco e buon prosciutto. E prima c'erano i finanzieri e ancora prima i militari della Marina. D'estate ci sono le mamme che portano alle Ghiaie i propri figli e ti chiedono la frutta fresca».
«Quello che dispiace è proprio questo - continua la titolare - la nostra attività non è affatto in crisi; gli affari vanno bene». Che cos'è allora che ha indotto i coniugi Bacci di dire basta? «Non ce la facciamo più a livello fisico: tutto il giorno in piedi, dietro la pedana, è davvero massacrante». Quando avevano iniziato neppure immaginavano i Bacci di rimanere al numero 6 di via Carducci per quarant'anni. «Abbiamo visto molte attività in via Carducci chiudere - aggiunge Carla - a noi i grandi magazzini non ci hanno creato danno, perché offriamo cose diverse da loro». Stamani, gli scaffali sono semi-vuoti, c'è aria di smobilitazione. Quello che rimane sono i poster alle pareti della Juventus. «Siamo tifosi bianconeri - conclude - dal vostro giornale vorremo dire grazie i nostri clienti».
La merce è disposta in massimo ordine sugli scaffali, dove puoi trovare di tutto: dal pane alla mortadella, dai succhi di frutta alle conserve, al latte, ai biscotti, ai liquori (tutti rigorosamente di marca, come sottolinea la stessa proprietaria). Insomma entrando ti assale l'odore e il sapore delle cose genuine, odore di casa si direbbe quasi. Un odore, un ordine che presto sarà solo un ricordo. «Sì - dice la signora Carla Corsi - è arrivato il momento di staccare la luce e di cessare la nostra attività». Lo ammette candidamente e con semplicità, ma anche con profonda amarezza. Sabato 28 novembre il "negozietto di Bacci" sarà solo un ricordo. «È chiaro che ci dispiace dopo quarant'anni di interrotta attività». Una vita passata al di là del bancone a servire una moltitudine di persone. «Da qui sono passati in tanti - continua - ci sono gli studenti che si recano alle scuole e ti chiedono la colazione; c'è l'elbano che a corsa prende la nave alle tredici e chiede un panino abbondante per il pranzo; ci sono i pendolari di Piombino che vanno all'Usl, le insegnanti che sanno dove trovare pane fresco e buon prosciutto. E prima c'erano i finanzieri e ancora prima i militari della Marina. D'estate ci sono le mamme che portano alle Ghiaie i propri figli e ti chiedono la frutta fresca».
«Quello che dispiace è proprio questo - continua la titolare - la nostra attività non è affatto in crisi; gli affari vanno bene». Che cos'è allora che ha indotto i coniugi Bacci di dire basta? «Non ce la facciamo più a livello fisico: tutto il giorno in piedi, dietro la pedana, è davvero massacrante». Quando avevano iniziato neppure immaginavano i Bacci di rimanere al numero 6 di via Carducci per quarant'anni. «Abbiamo visto molte attività in via Carducci chiudere - aggiunge Carla - a noi i grandi magazzini non ci hanno creato danno, perché offriamo cose diverse da loro». Stamani, gli scaffali sono semi-vuoti, c'è aria di smobilitazione. Quello che rimane sono i poster alle pareti della Juventus. «Siamo tifosi bianconeri - conclude - dal vostro giornale vorremo dire grazie i nostri clienti».
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