La manifestazione
Isola d'Elba
Toremar, i Comuni chiedono di più
Valentina Landucci
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Una nave Toremar ferma in porto durante una manifestazione sindacaleUnione e Conferenza dei sindaci d'accordo anche sulla gestione dei collegamenti attraverso una società mista pubblico-privata
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PORTOFERRAIO. Non solo una società mista per la gestione di Toremar, ma anche un esperto, un advisor delle isole dell'Arcipelago, che sieda al tavolo tecnico della Regione e curi gli interessi dell'Elba, del Giglio e di Capraia. Perchè i Comuni dell'Arcipelago non intendono accontentarsi dei servizi minimi realizzati fino ad oggi dalla compagnia. Al privato intendono chiedere di più.
Dalle corse notturne tra Piombino e l'Elba, al potenziamento dei servizi per i pendolari che vivono sull'isola e lavorano in continente, fino al raddoppio delle corse per Capraia e il Giglio. Anche a questo dovranno servire i 15 milioni di euro (12 dal governo e 3 dalla Regione) previsti come base d'asta per i servizi minimi essenziali. E la cosa buona è che tutti i Comuni sono d'accordo su questo punto. «Abbiamo stabilito un percorso - spiega il presidente dell'Unione dei Comuni, Claudio Della Lucia - in base al quale portare avanti le nostre istanze in sede di definizione del bando per la privatizzazione. E proprio stamani (ieri, ndr) ho inviato una lettera all'assessore regionale Riccardo Conti perché venga immediatamente convocato il tavolo tecnico». Insomma tempi brevi per la definizione del bando «nell'ambito del quale - continua Della Lucia - gli enti locali, attraverso il proprio rappresentante tecnico, stabiliranno quali sono i servizi minimi essenziali rispetto ai quali assegnare un punteggio ai privati che parteciperanno alla gara. Non è detto che siano gli stessi servizi garantiti fino a oggi: dobbiamo lavorare sia sugli orari che sulla quantità delle corse».
Ma non è l'unica richiesta che i Comuni, attraverso un documento unitario approvato dall'Unione e dalla Conferenza dei sindaci, avanzano nei confronti della Regione. «Chiediamo - si legge nel documento - un'ulteriore riflessione sulle modalità di affidamento ad armatori privati dei servizi fino ad oggi gestiti da Toremar, non escludendo a priori la costituzione di una società mista, pubblico-privata, che veda anzitutto la partecipazione della Regione e di altri soggetti pubblici (in particolare Province e Comuni), considerando che tale forma di gestione è consentita dalla normativa comunitaria e nazionale in materia di servizi pubblici locali». Una posizione sulla quale ora l'Unione e la Conferenza dei sindaci tentano di portare anche l'Apt e la Provincia di Livorno che, almeno per quanto riguarda la giunta e gli esponenti del Pd, sembra condividere appieno la strategia di Conti: nessuna partecipazione pubblica e gestione esclusivamente privata sei servizi con la possibilità di cedere al nuovo gestore l'intera flotta.
La partita, ovviamente, si deciderà a Firenze. Conti non sembra intenzionato a fare passi indietro, come richiesto dai Comuni dell'Arcipelago, che sul tavolo della trattativa mettono anche la garanzia del rinnovo della flotta (da inserire nel piano aziendale del privato che si aggiudicherà Toremar), la previsione di tariffe agevolate per i residenti, una politica dei prezzi attenta alle esigenze del territorio sotto il profilo dell'economia turistica e la definizione di un sistema di controlli e sanzioni. Aspetto, quest'ultimo, ancora più rilevante là dove, in assenza di una compartecipazione pubblica, dovessero crearsi contenziosi sul contratto di servizio.
Dalle corse notturne tra Piombino e l'Elba, al potenziamento dei servizi per i pendolari che vivono sull'isola e lavorano in continente, fino al raddoppio delle corse per Capraia e il Giglio. Anche a questo dovranno servire i 15 milioni di euro (12 dal governo e 3 dalla Regione) previsti come base d'asta per i servizi minimi essenziali. E la cosa buona è che tutti i Comuni sono d'accordo su questo punto. «Abbiamo stabilito un percorso - spiega il presidente dell'Unione dei Comuni, Claudio Della Lucia - in base al quale portare avanti le nostre istanze in sede di definizione del bando per la privatizzazione. E proprio stamani (ieri, ndr) ho inviato una lettera all'assessore regionale Riccardo Conti perché venga immediatamente convocato il tavolo tecnico». Insomma tempi brevi per la definizione del bando «nell'ambito del quale - continua Della Lucia - gli enti locali, attraverso il proprio rappresentante tecnico, stabiliranno quali sono i servizi minimi essenziali rispetto ai quali assegnare un punteggio ai privati che parteciperanno alla gara. Non è detto che siano gli stessi servizi garantiti fino a oggi: dobbiamo lavorare sia sugli orari che sulla quantità delle corse».
Ma non è l'unica richiesta che i Comuni, attraverso un documento unitario approvato dall'Unione e dalla Conferenza dei sindaci, avanzano nei confronti della Regione. «Chiediamo - si legge nel documento - un'ulteriore riflessione sulle modalità di affidamento ad armatori privati dei servizi fino ad oggi gestiti da Toremar, non escludendo a priori la costituzione di una società mista, pubblico-privata, che veda anzitutto la partecipazione della Regione e di altri soggetti pubblici (in particolare Province e Comuni), considerando che tale forma di gestione è consentita dalla normativa comunitaria e nazionale in materia di servizi pubblici locali». Una posizione sulla quale ora l'Unione e la Conferenza dei sindaci tentano di portare anche l'Apt e la Provincia di Livorno che, almeno per quanto riguarda la giunta e gli esponenti del Pd, sembra condividere appieno la strategia di Conti: nessuna partecipazione pubblica e gestione esclusivamente privata sei servizi con la possibilità di cedere al nuovo gestore l'intera flotta.
La partita, ovviamente, si deciderà a Firenze. Conti non sembra intenzionato a fare passi indietro, come richiesto dai Comuni dell'Arcipelago, che sul tavolo della trattativa mettono anche la garanzia del rinnovo della flotta (da inserire nel piano aziendale del privato che si aggiudicherà Toremar), la previsione di tariffe agevolate per i residenti, una politica dei prezzi attenta alle esigenze del territorio sotto il profilo dell'economia turistica e la definizione di un sistema di controlli e sanzioni. Aspetto, quest'ultimo, ancora più rilevante là dove, in assenza di una compartecipazione pubblica, dovessero crearsi contenziosi sul contratto di servizio.
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