Il Tirreno

PIOMBINO

L'acciaieria rallenta ancora la marciaDa lunedì le colate scendono a 33

Valeria Parrini
Una veduta dello stabilimento Lucchini e Aleksey Mordashov leader di Severstal
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Una veduta dello stabilimento Lucchini e Aleksey Mordashov leader di Severstal

L'acciaieria dello stabilimento Lucchini rallenta ancora la marcia. Da lunedì le colate scenderanno a 33 contro una media delle 45 attuali e delle oltre sessanta potenziali.

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PIOMBINO. L'acciaieria dello stabilimento Lucchini rallenta ancora la marcia. Da lunedì le colate scenderanno a 33 contro una media delle 45 attuali e delle oltre sessanta potenziali.
È la Lucchini a confermare la voce e a sostenere che la situazione, con due colate continue in funzione su quattro, rimarrà tale e quale per tutto il resto dell'anno. Poi, si vedrà.
La decisione dell'ulteriore ridimensionamento produttivo viene ricondotta al quadro degli ordinativi. Che continuano a scarseggiare.

L'azienda, attraverso l'ufficio relazioni esterne, sottolinea che si tratta di un «piano programmato» e che «non ci saranno riflessi negativi sull'occupazione».
Secondo altre fonti, in acciaieria il taglio delle colate comporterebbe un'eccedenza di circa 25 persone. Una parte sarebbe destinata a rimanere nello stesso reparto, dove andrebbe a colmare i vuoti in pianta organica provocati dai pensionamenti. Per gli altri lavoratori, invece, si profilerebbe il ricorso alla cassa integrazione, probabilmente a rotazione. Il provvedimento della cassa integrazione è già attivo anche in questa area dello stabilimento.

Per calibrare l'attività dell'altoforno con le nuove, ridotte, esigenze, durante lo sciopero di ieri mattina la Lucchini ha predisposto un intervento manutentivo sull'impianto. Con l'obiettivo di ridurre la produzione di ghisa da convogliare in acciaieria, le tubiere sono state sostituite con altre, più adeguate alle necessità attuali e a quelle del futuro più prossimo.
Questo dell'altoforno e delle sue marce rallentate rappresenta un elemento da affrontare con particolare delicatezza, trattandosi di un impianto a fine campagna.

Lucchini, intanto, conferma la visita allo stabilimento dell'azionista di maggioranza del gruppo Severstal, Aleksey Mordashov, che è stato a Piombino da lunedì a mercoledì scorsi. «Niente di straordinario, si è trattato della solita visita periodica. E non c'è stato alcun incontro con i sindacati», tagliano corto in azienda.

In altre parole, non avrebbe avuto un seguito pratico la richiesta delle Rsu Fiom e della segreteria della stessa organizzazione provinciale. Con una lettera aperta, il sindacato aveva caldeggiato un confronto in cui affrontare le prospettive della fabbrica piombinese. Confronto che avrebbe dovuto vedere la presenza contemporanea anche di rappresentanti di Fim e Uilm.
A preoccupare il sindacato nel suo complesso, è l'andamento della crisi e degli spiragli d'uscita che ancora non si vedono. Gli interrogativi includono il futuro degli investimenti, la riduzione quantitativa della produzione e i problemi che giornalmente si avvertono sulla qualità dei prodotti.

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