Sicurezza
IL PROGETTO DI MESSA IN SICUREZZA
Fanghi e blocchi sotto la collina
Valentina Landucci
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Una veduta aerea dell’area del Cantiere Esaom a PortoferraioUna collinetta alta 8 metri su una superficie di 5mila metri quadrati per scrivere la parola fine sulla vicenda dei blocchi e dei fanghi Esaom. Un investimento complessivo da oltre 570mila euro per la definitiva messa in sicurezza del materiale secondo le prescrizioni dettate dalla conferenza dei servizi
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PORTOFERRAIO. Ecco come dopo anni di discussioni, battaglie e progetti, rimasti più o meno tutti nel cassetto, la società e il Comune intendono risolvere il problema. Il secondo, per la verità, al quale l'azienda ha messo mano dopo anni di rinvii e incertezze. Quest'anno infatti non solo va in porto la bonifica dell'area di stoccaggio dei blocchi, ma è stato anche definitivamente risolto il problema dei pontili abusivi al cantierino.
Entro un anno i sei mila blocchi inertizzati di materiale derivante dall'escavo dell'area portuale, oltre che i circa 22mila metri cubi di fanghi (inquinati da idrocarburi e altre sostanze pericolose) accumulati nel piazzale dell'ex Cementeria saranno solo un ricordo. Almeno questo prevede il progetto definitivo di messa in sicurezza depositato da Esaom in Comune. Per la precisione ci vorranno 576mila euro. Una cifra stanziata da Esaom per realizzare una collinetta sotto la quale sistemare blocchi e fanghi. Ovviamente non una collina qualunque. Il progetto prevede che al di sotto dei 5mila metri quadrati di superficie dove verrà sistemato il materiale sia realizzato un sistema di canali per la raccolta delle acque meteoriche e dell'eventuale percolato. I liquidi, rispetto ai quali verranno periodicamente effettuate delle analisi da parte dell'Arpat, confluiranno nella canalizzazione interna del cantiere verso il depuratore di cui è dotata l'azienda, con il quale già oggi vengono trattate le acque delle lavorazioni di refitting sulle imbarcazioni.
I materiali stoccati saranno coperti dai panni utilizzati anche per le discariche. Cioè un tessuto completamente impermeabile. Una prima garanzia, insieme al sistema di canalizzazione delle acque piovane, contro possibili forme di inquinamento. Al di sopra dei panni impermeabili sarà realizzata la collina che raggiungerà un'altezza massima di 8 metri. Il progetto tiene conto delle indicazioni della conferenza dei servizi che lo scorso 30 luglio si era riunita per esaminare il progetto. Un percorso decisamente in salita quello che negli ultimi anni ha caratterizzato il futuro dei blocchi e dei fanghi, considerati da ambientalisti e alcune forze politiche una bomba ambientale, nonostante l'inertizzazione di una parte del materiale stoccato all'ex Cementeria. Definitivamente archiviata l'ipotesi di riutilizzo, per altri interventi portuali, dei fanghi di risulta i seimila blocchi sono rimasti per anni nel piazzale. E lo scorso anno, su invito del Comune, l'azienda ha anche provveduto a coprirli con teli che evitassero il logoramento dei blocchi. Soluzioni parziali ora superate con il via libera alla messa in sicurezza.
Entro un anno i sei mila blocchi inertizzati di materiale derivante dall'escavo dell'area portuale, oltre che i circa 22mila metri cubi di fanghi (inquinati da idrocarburi e altre sostanze pericolose) accumulati nel piazzale dell'ex Cementeria saranno solo un ricordo. Almeno questo prevede il progetto definitivo di messa in sicurezza depositato da Esaom in Comune. Per la precisione ci vorranno 576mila euro. Una cifra stanziata da Esaom per realizzare una collinetta sotto la quale sistemare blocchi e fanghi. Ovviamente non una collina qualunque. Il progetto prevede che al di sotto dei 5mila metri quadrati di superficie dove verrà sistemato il materiale sia realizzato un sistema di canali per la raccolta delle acque meteoriche e dell'eventuale percolato. I liquidi, rispetto ai quali verranno periodicamente effettuate delle analisi da parte dell'Arpat, confluiranno nella canalizzazione interna del cantiere verso il depuratore di cui è dotata l'azienda, con il quale già oggi vengono trattate le acque delle lavorazioni di refitting sulle imbarcazioni.
I materiali stoccati saranno coperti dai panni utilizzati anche per le discariche. Cioè un tessuto completamente impermeabile. Una prima garanzia, insieme al sistema di canalizzazione delle acque piovane, contro possibili forme di inquinamento. Al di sopra dei panni impermeabili sarà realizzata la collina che raggiungerà un'altezza massima di 8 metri. Il progetto tiene conto delle indicazioni della conferenza dei servizi che lo scorso 30 luglio si era riunita per esaminare il progetto. Un percorso decisamente in salita quello che negli ultimi anni ha caratterizzato il futuro dei blocchi e dei fanghi, considerati da ambientalisti e alcune forze politiche una bomba ambientale, nonostante l'inertizzazione di una parte del materiale stoccato all'ex Cementeria. Definitivamente archiviata l'ipotesi di riutilizzo, per altri interventi portuali, dei fanghi di risulta i seimila blocchi sono rimasti per anni nel piazzale. E lo scorso anno, su invito del Comune, l'azienda ha anche provveduto a coprirli con teli che evitassero il logoramento dei blocchi. Soluzioni parziali ora superate con il via libera alla messa in sicurezza.
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