Il Tirreno

HANDICAP E DISAGI

Disabili vittime della burocrazia

Un dirigente della associazione toscana paraplegici
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Un dirigente della associazione toscana paraplegici

Sono doppiamente disagiati. Persone meno abili, possessori di patenti A, B e C. Ma anche chi è titolare di "autorizzazioni speciali" alla circolazione veicolare. Per rinnovare la patente debbono recarsi a Livorno dalla Commissione medica competente per dimostrare la propria idoneità

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PORTOFERRAIO. Sono doppiamente disagiati. Persone meno abili, possessori di patenti A, B e C. Ma anche chi è titolare di "autorizzazioni speciali" alla circolazione veicolare. Per rinnovare la patente debbono recarsi a Livorno dalla Commissione medica competente per dimostrare la propria idoneità. «Non siamo cittadini di seconda classe - dicono - ma abbiamo gli stessi diritti di chi risiede in continente». Tempo e denaro spesi in periodi come questo di crisi, un lusso cui si farebbe volentieri a meno evitare. Ottenere il rilascio di una patente significa per i diversamente abili o per gli svantaggiati fisici sottoporsi a una visita di inedeità davanti alla Commissione Medica locale che riceve per appuntamento solo a Livorno.

La persona interessata dovrà premunirsi di un certificato medico, quando poi non si rende necessaria anche la presenza di un medico (a spese del disabile) che deve essere presente all'esame di controllo. «Noi elbani - dicono ancora i familiari di alcuni disabili - siamo doppiamente penalizzati rispetto a chi risiede sulla costa. Perché la Commissione si reca a Piombino e non a Portoferraio? O almeno, dato che raggiunge Piombino, perché non stabilire un giorno da dedicare completamente ai residenti dell'arcipelago?». L'argomento, nella sua complessità, sta a cuore anche alle autoscuole di Portoferraio. «Perchè non permettere anche ai meno abili che devono sostenere l'esame d'idoneità - dice Paolo Del Bruno, titolare dell'autoscuola di Viale Elba - di servirsi del pulmino che per 3 volte la settimana accompagna a Livorno gli elbani che devono sottoporsi a chemioterapia? In pratica ci sarebbe bisogno di un solo giorno al mese. Penso che si debba occupare della cosa anche il comune».

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