Il Tirreno

Contro i vandali

Telecamere a scuolaper fronteggiarel'assalto dei vandali

Melisanda Massei Autunnali
Telecamere a scuolaper fronteggiarel'assalto dei vandali

Ingiurie, minacce più o meno dirette nei confronti dell'incolumità personale. Le vittime, quasi sempre, i professori, talvolta indicati con nome e cognome, altre volte resi riconoscibili da caratteristiche precise

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PIOMBINO. Ingiurie, minacce più o meno dirette nei confronti dell'incolumità personale. Le vittime, quasi sempre, i professori, talvolta indicati con nome e cognome, altre volte resi riconoscibili da caratteristiche precise, come il colore dei capelli. Per il professor Nicola Ottaviano, dirigente scolastico dell'Ipsct "Ceccherelli", scritte di questo tenore sui muri esterni del proprio istituto sono state molto più di un semplice campanello di allarme.
Specialmente per il fatto che già in passato la scuola era stata oggetto di alcuni atti vandalici, tra cui ingressi forzati e raid notturni nella palestra, un allagamento, distruzione di materassi e lampioncini.
«L'unica cosa che potevamo fare a quel punto era rivolgerci alla Provincia per istallare delle telecamere esterne - spiega Ottaviano - soprattutto perché eravamo sicuri che queste intrusioni e questi oltraggi così pesanti alla nostra scuola fossero opera di persone estranee all'istituto».
«Talvolta si tratta di giovani che comunque in qualche modo sono gravitati intorno alle nostre scuole - aggiunge la professoressa Laura Baronti, che è responsabile della sede - Ragazzi che vivono un evidente disagio e che si sono ritirati dal nostro istituto, come da altri della stessa zona».
Le minacce più pesanti sono state immediatamente cancellate, mentre per gli epiteti di peso minore, che sono venuti successivamente, la scuola confida nel fatto che ulteriori scritte - naturalmente più innocue - provvederanno gradualmente a coprirli, come del resto già sta accadendo, dato il rapidissimo ricambio di disegni e graffiti. Le telecamere, del resto, sono state istallate soprattutto come deterrente nei confronti di atti vandalici più gravi. Atti che dalla messa a regime, seppure recente, sono comunque già diminuiti. Resta - da parte della scuola - l'amarezza nei confronti della necessità di determinati provvedimenti, soprattutto laddove l'Ipsct "Ceccherelli" da tempo cerca di riconoscersi come istituto impegnato nel recupero motivazionale dei ragazzi che scelgono di interrompere i propri studi e nel loro coinvolgimento nelle molte attività della scuola, senza contare la particolare attenzione rivolta agli studenti disabili.
«Il problema delle scritte sui muri in realtà riguarda tutta la città di Piombino, e non solo, ovviamente - commenta Anna Tempestini, assessore alla pubblica istruzione - Capiamo bene che per i ragazzi è una forma di espressione: ma è ugualmente vero che questo talvolta rischia di scontrarsi col rispetto del decoro urbano, dei monumenti. È sulla questione educativa che si dovrebbe più calcare la mano. Nessuno pretende che tutto sia asettico, ma dovrebbero esserci dei limiti: è accaduto spesso di restaurare monumenti e poco dopo trovarli imbrattati di scritte. Diviene un problema di rispetto della città e degli altri».

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di Redazione web