Trasporti
Il dibattito
Pianosa divide i Comuni
Valentina Landucci
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Una veduta dell’isola e dell’abitato di PianosaCarcere sì, carcere no. L'ipotesi resta ma da Roma arriva un primo messaggio confortante per chi da sempre è contrario al ritorno del 41bis a Pianosa. Il ministro dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo, lascia intendere che c'è spazio per la trattativa
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PIANOSA. Carcere sì, carcere no. L'ipotesi resta ma da Roma arriva un primo messaggio confortante per chi da sempre è contrario al ritorno del 41bis a Pianosa. Il ministro dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo, lascia intendere che c'è spazio per la trattativa, che l'isola si può salvare. Ma intanto l'ipotesi spacca il fronte elbano. La maggioranza dei sindaci resta contraria alla proposta del ministro Alfano. Ma la spaccatura è netta e figlia dello stato di degrado in cui versa oggi Pianosa.
Un degrado che oggi convince Maurizio Papi, sindaco di Porto Azzurro, a sostenere con forza la proposta di Alfano, se mai andrà in porto. «Sono d'accordo con l'apertura del carcere - dice - è una buona cosa, almeno qualcuno si occuperà finalmente di Pianosa. Quanti sono gli enti che reclamano potere sull'isola? Fin troppi: intanto Pianosa sta morendo: muore tutto tranne le zecche». Meno convinto, ma pur sempre parzialmente favorevole, il sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei. «Vista la condizione in cui versa Pianosa - afferma - spero che quella di Alfano sia una provocazione, utile a trovare una soluzione contro il degrado dell'isola. Non sono completamente contrario alla sua proposta». Di tutt'altro avviso il sindaco di Campo nell'Elba, Vanno Segnini. «Martedì porteremo in consiglio comunale un ordine del giorno contro la riapertura del carcere - afferma - è un'ipotesi alla quale ci opponiamo con forza. Il carcere significherebbe la perdita della fruibilità di Pianosa e la concentrazione sul nostro territorio del mondo che gira intorno ai boss mafiosi».
«Sono pienamente d'accordo con Segnini - aggiunge il sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi - questa riapertura significherebbe un ritorno al passato e la cancellazione della possibilità di fare di Pianosa un luogo di eccellenza dal punto di vista turistico e ambientale, obbiettivo primario della giunta appena eletta a Campo». «E' chiaro che per il ministro Alfano la questione è quella della lotta alla mafia - aggiunge Ruggero Barbetti, sindaco di Capoliveri - è altrettanto vero che in dieci anni è stato avviato un percorso di tutela ambientale che per tanti versi ha deluso. L'isola è distrutta». Un tentativo di salvataggio Barbetti lo aveva fatto, in veste di commissario del Parco, alcuni anni fa. «Avevamo avviato un progetto con la comunità di San Patrignano - spiega- alla quale affidare l'isola per recuperarla da un punto di vista ambientale e renderla fruibile per i turisti. Ma la Comunità giudicò il progetto troppo impegnativo e si tirò indietro».
«La nostra resta una posizione debole rispetto a quella di Alfano - spiega Francesco Bosi, sindaco di Rio Marina - l'alternativa è tra il nulla che caratterizza ora l'isola e il carcere. Potendo scegliere direi no al carcere ma ciò non toglie che sia arrivato il momento di decidere cosa fare di quest'isola».
Una netta contrarietà all'ipotesi avanzata da Alfano arriva da Roberto Peria. «Ancora una volta i Comuni dell'Elba - afferma - hanno perso l'occasione di essere uniti. Pianosa è un patrimonio per l'umanità, una parte integrante dell'Arcipelago. Per questo dico no al carcere che ostacolerebbe il percorso, certamente incompleto ma già avviato, di recupero di un territorio da difendere per le sue ricchezze ambientali e da inserire nella nostra offerta turistica». «Vogliamo investire su Pianosa? - afferma il sindaco di Rio Elba, Danilo Alessi - facciamolo per il ripristino ambientale. Un carcere sarebbe devastante dal punto di vista dell'immagine e inutile per lo Stato».
Intanto l'apertura della Prestigiacomo alla trattativa fa tirare un sospiro di sollievo a Legambiente Arcipelago che ringrazia i ministri Prestigiacomo e Matteoli «per aver difeso in questa occasione il Parco e il suo ambiente. Ora chiediamo di mettere in atto i progetti per valorizzare davvero Pianosa e il suo immenso patrimonio urbanistico e storico».
Un degrado che oggi convince Maurizio Papi, sindaco di Porto Azzurro, a sostenere con forza la proposta di Alfano, se mai andrà in porto. «Sono d'accordo con l'apertura del carcere - dice - è una buona cosa, almeno qualcuno si occuperà finalmente di Pianosa. Quanti sono gli enti che reclamano potere sull'isola? Fin troppi: intanto Pianosa sta morendo: muore tutto tranne le zecche». Meno convinto, ma pur sempre parzialmente favorevole, il sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei. «Vista la condizione in cui versa Pianosa - afferma - spero che quella di Alfano sia una provocazione, utile a trovare una soluzione contro il degrado dell'isola. Non sono completamente contrario alla sua proposta». Di tutt'altro avviso il sindaco di Campo nell'Elba, Vanno Segnini. «Martedì porteremo in consiglio comunale un ordine del giorno contro la riapertura del carcere - afferma - è un'ipotesi alla quale ci opponiamo con forza. Il carcere significherebbe la perdita della fruibilità di Pianosa e la concentrazione sul nostro territorio del mondo che gira intorno ai boss mafiosi».
«Sono pienamente d'accordo con Segnini - aggiunge il sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi - questa riapertura significherebbe un ritorno al passato e la cancellazione della possibilità di fare di Pianosa un luogo di eccellenza dal punto di vista turistico e ambientale, obbiettivo primario della giunta appena eletta a Campo». «E' chiaro che per il ministro Alfano la questione è quella della lotta alla mafia - aggiunge Ruggero Barbetti, sindaco di Capoliveri - è altrettanto vero che in dieci anni è stato avviato un percorso di tutela ambientale che per tanti versi ha deluso. L'isola è distrutta». Un tentativo di salvataggio Barbetti lo aveva fatto, in veste di commissario del Parco, alcuni anni fa. «Avevamo avviato un progetto con la comunità di San Patrignano - spiega- alla quale affidare l'isola per recuperarla da un punto di vista ambientale e renderla fruibile per i turisti. Ma la Comunità giudicò il progetto troppo impegnativo e si tirò indietro».
«La nostra resta una posizione debole rispetto a quella di Alfano - spiega Francesco Bosi, sindaco di Rio Marina - l'alternativa è tra il nulla che caratterizza ora l'isola e il carcere. Potendo scegliere direi no al carcere ma ciò non toglie che sia arrivato il momento di decidere cosa fare di quest'isola».
Una netta contrarietà all'ipotesi avanzata da Alfano arriva da Roberto Peria. «Ancora una volta i Comuni dell'Elba - afferma - hanno perso l'occasione di essere uniti. Pianosa è un patrimonio per l'umanità, una parte integrante dell'Arcipelago. Per questo dico no al carcere che ostacolerebbe il percorso, certamente incompleto ma già avviato, di recupero di un territorio da difendere per le sue ricchezze ambientali e da inserire nella nostra offerta turistica». «Vogliamo investire su Pianosa? - afferma il sindaco di Rio Elba, Danilo Alessi - facciamolo per il ripristino ambientale. Un carcere sarebbe devastante dal punto di vista dell'immagine e inutile per lo Stato».
Intanto l'apertura della Prestigiacomo alla trattativa fa tirare un sospiro di sollievo a Legambiente Arcipelago che ringrazia i ministri Prestigiacomo e Matteoli «per aver difeso in questa occasione il Parco e il suo ambiente. Ora chiediamo di mettere in atto i progetti per valorizzare davvero Pianosa e il suo immenso patrimonio urbanistico e storico».
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