Gioco
Misterioso container al largo dell'Elba'Fare luce in fretta, il ministero si attivi'
Preoccupa la scoperta dei ricercatori del centro di ricerche sottomarine della Nato (Nurc) e del Parco dell'Arcipelago che hanno individuato un container abbandonato a 120 metri di profondità dopo le segnalazioni degli ambientalisti. Inviatano ad attivarsi immediatamente e a fare luce sulla natura del materiale affondato il responsabile nazionale Ambiente del Pdci, Claudio Saroufim, e il consigliere regionale toscano del Pd, Erasmo D'Angelis
LIVORNO - Sia fatta piena luce e subito sul container dei misteri ritrovato nelle acque al largo dell'Isola d'Elba, cuore del Santuario dei Cetacei. La scoperta dei ricercatori del centro di ricerche sottomarine della Nato (Nurc) e del Parco dell'Arcipelago, che hanno individuato un container abbandonato a 120 metri di profondità dopo le segnalazioni degli ambientalisti, preoccupa la politica a pochi giorni dagli accertamenti negativi riguardo la presenza di navi dei veleni in Calabria.
"Il ministro dell'Ambiente si attivi immediatamente per fare piena luce sul container sospetto individuato al largo dell'isola d'Elba e verificare se il contenuto dello stesso è di natura tossico-nociva". Lo afferma in una nota il responsabile nazionale Ambiente del Pdci, Claudio Saroufim, mentre il consigliere regionale toscano del Pd, Erasmo D'Angelis, dopo aver elogiato il comportamento del presidente del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano, Mario Tozzi, "che si è mosso tempestivamente" chiede di "fare luce sulla vicenda in fretta, considerata anche la bassa profondità del rilevamento".
L'esponente del Pdci chiede poi che il ministero "valuti con attenzione la denuncia dell'associazione ambientalista tedesca Green Ocean e di Legambiente, che lo scorso luglio, con tanto di prova fotografica, avevano riferito di un'imbaracazione battente bandiera maltese che scaricava in mare container con delle gru". Quanto avvenuto sostiene Saroufim "crea preoccupazione e solleva inquietanti dubbi sull'odiosa pratica di buttare i rifiuti in mare, denunciata da Legambiente e da altre associazioni ambientaliste".
"Il mar Tirreno - aggiunge D'Angelis - non può essere uno dei 'cimiteri' marini di scorie tossiche, c'è urgenza, vista la gravità del crimine, di restituire tranquillità alla popolazione garantendo l'economia costiera, la pesca e il turismo. La battaglia contro le ecomafie ha sempre contraddistinto la Toscana ed è una priorità del nostro impegno politico".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
