Il Tirreno

PIOMBINO

In carcere la banda della cocaina

Rachid Daoudi
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Rachid Daoudi

La polizia l'ha chiamata operazione "Bella vita", come fosse un film che racconta l'ascesa criminale e la conseguente spensierata agiatezza di un gruppetto di giovani che del traffico di cocaina ed eroina avevano fatto un mestiere riuscendo sempre a evitare controlli e guai giudiziari.

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PIOMBINO. La polizia l'ha chiamata operazione "Bella vita", come fosse un film che racconta l'ascesa criminale e la conseguente spensierata agiatezza di un gruppetto di giovani che del traffico di cocaina ed eroina avevano fatto un mestiere riuscendo sempre a evitare controlli e guai giudiziari.
Un mestiere decisamente remunerativo se è vero come ritiene la squadra anticrimine del commissariato, che la banda vendeva in Val di Cornia mediamente un chilo di droga al mese, più o meno equamente divisa tra cocaina ed eroina.

Ieri l'epilogo della vicenda, con tre arresti ordinati dal giudice per le indagini preliminari Paola Caporali, che secondo la polizia di fatto tolgono linfa a un ramo importante del traffico e del consumo di droga in Val di Cornia: seguendo l'accusa (l'ipotesi di reato è traffico si sostanze stupefacenti) il motore del giro era Elis Dushku, albanese di 25 anni, residente a Piombino e ufficialmente disoccupato, amante della vita notturna, che nel maggio scorso fu sorpreso e arrestato al casello di Rosignano con 260 grammi di cocaina nascosti nella sua Alfa 156.

Il quantitativo sequestrato, decisamente importante, portò a un'intensificazione delle indagini nel mondo della droga, che permise alla polizia di accertare il grande consumo a Piombino e nel resto della Val di Cornia di cocaina ed eroina, con crescita consequenziale dello spaccio.

Mesi di indagini (guidate dal pm Massimo Mannucci), appostamenti e pedinamenti degli uomini dell'anticrimine del commissariato in collaborazione con lo Sco (Servizio centrale operativo) e la squadra mobile di Brescia, che hanno portato a individuare due elementi legati a Dushku, arrestati ieri mattina dalla polizia: Rachid Daoudi, marocchino di 24 anni abitante a Piombino, e Saimir Baku, 29enne albanese abitante a Brescia, dove è stato preso dalla squadra mobile.
Il terzo ordine di custodia cautelare era per Elis Dushku, e gli è stato recapitato in carcere a Livorno, dove è recluso da maggio, dopo l'arresto e il patteggiamento di una condanna a quattro anni.

Secondo l'anticrimine Baku era il fornitore della droga, Dushku l'acquirente - frequenti i contatti tra i due, a Piombino e a Brescia - che poi la distribuiva a vari spacciatori (nel corso delle indagini sono stati totalizzati altri tre arresti di personaggi di minore rilievo e sequestrati nel complesso oltre quttro etti di droga), di cui il principale era Daoudi. (cloz)

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