Lutto
PORTOFERRAIO
Conti firma per Toremar,dal primo gennaiola società è della Regione
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Auto sbarcano da un traghetto della Toremar, la Regione assicura di mantenere tutti i serviziA sottolineare l'importanza dell'accordo c'era anche la presenza del premier, Silvio Berlusconi, affianco ai ministri Altero Matteoli e Giulio Tremonti. Dopo la firma di ieri pomeriggio a Roma indietro non si torna. Toremar non fa più parte del gruppo Tirrenia. Passerà alla Regione dal primo di gennaio e la stessa Regione provvederà con un bando a privatizzarla al 100%. Questo aveva annunciato agli enti locali l'assessore regionale Riccardo Conti alcuni giorni fa. Questo è quanto prevede l'accordo firmato ieri a Palazzo Chigi.
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PORTOFERRAIO. A sottolineare l'importanza dell'accordo c'era anche la presenza del premier, Silvio Berlusconi, affianco ai ministri Altero Matteoli e Giulio Tremonti. Dopo la firma di ieri pomeriggio a Roma indietro non si torna. Toremar non fa più parte del gruppo Tirrenia. Passerà alla Regione dal primo di gennaio e la stessa Regione provvederà con un bando a privatizzarla al 100%. Questo aveva annunciato agli enti locali l'assessore regionale Riccardo Conti alcuni giorni fa. Questo è quanto prevede l'accordo firmato ieri a Palazzo Chigi.
L'intesa impone alla Toscana di predisporre un bando per la privatizzazione entro il 30 settembre 2010. Ma Conti ha già fatto sapere che la società sarà privatizzata entro la primavera e i servizi saranno gestiti dal privato che vincerà la gara per 12 anni. Come? Ovviamente dovrà essere stipulata una convenzione sui servizi. Ma già l'intesa romana fornisce garanzie sulla continuità territoriale e sul mantenimento dei posti di lavoro. Temi sui quali, peraltro, sarà chiamata a vigilare un'apposita commissione composta da rappresentanti dei ministeri (trasporti e economia) e della Regione.
La "dote" governativa per Toremar sarà di 13 milioni di euro l'anno, a cui se ne aggiungono altri tre stanziati dalla Toscana. Il tutto a garanzia di servizi rispetto ai quali l'accordo prevede il mantenimento degli accosti già assegnati e la priorità nell'assegnazione di nuovi. Tra le garanzie anche il mantenimento della gratuità per il trasporto dei malati. Sul piano economico alla società spetterà una quota dei 7 milioni di euro in capo al gruppo Tirrenia da destinare all'ammodernamento della flotta. Risorse esigue che saranno affiancate da fondi Fas regionali.
Capitolo a parte quello dei dipendenti. La privatizzazione comporterà, per il vincitore della gara, l'acquisizione dell'azienda e di tutti gli occupati. In via precauzionale, però, è stato previsto anche il ricorso alla cassa integrazione per un massimo di 35 dipendenti.
Infine il privato sarà obbligato a utilizzare le navi solo sulle rotte regionali assegnate e, in caso di contenzioso, non potrà far venire meno il servizio di collegamento.
«Speravamo in qualcosa di meglio - commenta Conti - ma si tratta di un buon accordo. Ora è sulle nostre spalle l'impegno a migliorare i servizi attraverso un uso efficiente delle risorse e attraverso bandi e gare strutturati in modo intelligente, fermo restando le garanzie per i lavoratori e la continuità territoriale. L'obbiettivo? Dotare l'Arcipelago di una flotta all'altezza del nome e del valore della Toscana, con navi nuove e servizi efficienti».
Di una «svolta significativa sul percorso per la privatizzazione di Tirrenia» parla invece Matteoli. «Sono convito - afferma - che questo processo, voluto con determinazione dal governo con la collaborazione e l'accordo delle Regioni interessate migliorerà i servizi marittimi e i collegamenti con le isole, e favorirà il rinnovo della flotta».
L'intesa impone alla Toscana di predisporre un bando per la privatizzazione entro il 30 settembre 2010. Ma Conti ha già fatto sapere che la società sarà privatizzata entro la primavera e i servizi saranno gestiti dal privato che vincerà la gara per 12 anni. Come? Ovviamente dovrà essere stipulata una convenzione sui servizi. Ma già l'intesa romana fornisce garanzie sulla continuità territoriale e sul mantenimento dei posti di lavoro. Temi sui quali, peraltro, sarà chiamata a vigilare un'apposita commissione composta da rappresentanti dei ministeri (trasporti e economia) e della Regione.
La "dote" governativa per Toremar sarà di 13 milioni di euro l'anno, a cui se ne aggiungono altri tre stanziati dalla Toscana. Il tutto a garanzia di servizi rispetto ai quali l'accordo prevede il mantenimento degli accosti già assegnati e la priorità nell'assegnazione di nuovi. Tra le garanzie anche il mantenimento della gratuità per il trasporto dei malati. Sul piano economico alla società spetterà una quota dei 7 milioni di euro in capo al gruppo Tirrenia da destinare all'ammodernamento della flotta. Risorse esigue che saranno affiancate da fondi Fas regionali.
Capitolo a parte quello dei dipendenti. La privatizzazione comporterà, per il vincitore della gara, l'acquisizione dell'azienda e di tutti gli occupati. In via precauzionale, però, è stato previsto anche il ricorso alla cassa integrazione per un massimo di 35 dipendenti.
Infine il privato sarà obbligato a utilizzare le navi solo sulle rotte regionali assegnate e, in caso di contenzioso, non potrà far venire meno il servizio di collegamento.
«Speravamo in qualcosa di meglio - commenta Conti - ma si tratta di un buon accordo. Ora è sulle nostre spalle l'impegno a migliorare i servizi attraverso un uso efficiente delle risorse e attraverso bandi e gare strutturati in modo intelligente, fermo restando le garanzie per i lavoratori e la continuità territoriale. L'obbiettivo? Dotare l'Arcipelago di una flotta all'altezza del nome e del valore della Toscana, con navi nuove e servizi efficienti».
Di una «svolta significativa sul percorso per la privatizzazione di Tirrenia» parla invece Matteoli. «Sono convito - afferma - che questo processo, voluto con determinazione dal governo con la collaborazione e l'accordo delle Regioni interessate migliorerà i servizi marittimi e i collegamenti con le isole, e favorirà il rinnovo della flotta».
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